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i nostri feeds

scritto da segnaleorario venerdì, 31 agosto 2007 alle 15:03
in facezie, autogol | commenti (17)
Calciomercato, ultimi aggiornamenti prima della chiusura: Recoba al Toro, Adailton a Bologna, Nonda in Turchia, Adriano e Coco all'Hollywood.
scritto da taribo59 venerdì, 31 agosto 2007 alle 11:45
in facezie | commenti (10)

   Sa qual è il rimpianto più grande? Aver convinto a firmare per l’Inter giocatori scoperti molto prima degli altri. Ancelotti, Fal­cao, Platini... Fraizzoli era in gamba ma aveva consiglieri fidati che purtroppo lavoravano anche per Juve e Roma... [segue].

scritto da hae giovedì, 30 agosto 2007 alle 16:09
in coppe | commenti (26)
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Cska Mosca
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Siviglia/Aek
Steaua B.
Slavia Praga
 
scritto da taribo59 giovedì, 30 agosto 2007 alle 11:23
in lettere a moratti | commenti (34)
Caro Moratti,

   posso immaginare il suo stato d'animo e persino l'espressione da cane bastonato con cui entrerà negli uffici della sua compagnia petrolifera. Posso immaginare che avrà dormito male, e non voglio farle mancare la mia personale solidarietà e simpatia. Però, ieri sera si è toccato il fondo, e se lei ancora non sa come rimediare, mi permetto di offriglielo io, un piccolo consiglio.

   All'Inter non servono nuovi calciatori, non serve un nuovo allenatore, serve un vicepresidente esecutivo che faccia quello che faceva Giacinto Facchetti. Serve qualcuno che capisca di calcio e che abbia l'autorità (anche morale) per dire sì e per dire no, sapendo che la sua è l'ultima parola (perché se poi arriva lei, caro Moratti, e riapre il discorso, la società continuerà a fare certe figure indegne). Serve qualcuno come Dino Zoff o Beppe Bergomi, a cui affidare un progetto triennale, di cui facciano parte gli acquisti e le cessioni, la gestione degli impegni estivi, il rapporto diretto con i calciatori.

   Dopo la figuraccia di Barcellona, davanti a 90.000 spettatori, viene da chiedersi chi sia più imbecille fra chi ha accettato di giocare questa amichevole fra la prima e la seconda di campionato e chi ha deciso di schierare Pelé e Alfonso, Cesar e Rivas davanti a Ronaldinho e Messi, Deco e Henry, esponendo "la maglia del centenario" a una figuraccia indecorosa. Da mesi (almeno da marzo) le “mosse” della società mi sembrano insensate: snobbare la Coppa Italia e prenderne 6 dalla Roma; trattenere Figo (35 anni); cedere italiani anziché comprarli; acquistare un sesto attaccante (Suazo) senza liberarsi di nessuno; inseguire un difensore (Chivu) fino allo sfinimento, e pagarlo la stessa cifra che si poteva spendere un mese prima; girare l’Europa prendendo schiaffoni a destra e a manca; prendere un ventenne portoghese dal soprannome ingombrante (che giocherà si è no 10 spezzoni di partita) e concedergli un ingaggio superiore al più alto degli ingaggi della Lazio; trovarsi a due giorni dalla chiusura del mercato senza sapere ancora che farsene di Adriano e Recoba (da cedere entrambi, secondo il mio modesto parere)… Potrei continuare, ma i travasi di bile oggi non servono. Serve freddezza. Lucidità. Serve una sterzata drastica, altrimenti questa stagione si trascinerà in un’infilata di disastri.

   Sinceramente, con tutto l’affetto del mondo, lei non può pilotare una baracca sconclusionata come l’Inter. Lo so, uno come Facchetti non si inventa. Bisogna "accontentarsi" di qualcuno che gli assomigli, qualcuno che abbia la statura e la reputazione per andare a strigliare questa banda di ragazzotti miliardari, che non sembrano nemmeno rendersi conto di indossare la maglia dell’Inter. Che è poi la colpa davvero imperdonabile.
scritto da hae giovedì, 30 agosto 2007 alle 10:32
in sondaggi | commenti (3)
70% - Una cornice prestigiosa: di fronte a 90.000 spettatori non si possono fare figure del genere schierando calciatori fuori condizione, riserve e primavera; è anche un danno di immagine;

21% - Solo un'altra amichevole d'agosto... meglio non rischiare altri infortuni e fare qualche esperimento tattico ulteriore in vista delle gare ufficiali a partire da sabato a Empoli;

9% - Per la condizione in cui versiamo adesso... avremmo perso anche se avessimo schierato l'11 titolare; meglio avere l'alibi delle riserve.

Il sondaggio è chiuso.
Grazie per il vostro contributo.
scritto da watergate giovedì, 30 agosto 2007 alle 00:05
in amichevoli | commenti (47)
   La dimensione internazionale di una squadra passa anche per il Trofeo Gamper, che per il Barcellona è una festa annuale di benvenuto al pubblico e ai soci. Forse dalle parti di via Durini non lo sanno, ed è per questo che ci si permette di spedire al Camp Nou una formazione imbottita di giocatori da cedere, Primavera e riserve delle riserve. La figuraccia a quel punto è sempre in agguato e puntualmente è arrivata, con grave scorno di noi tifosi, che mal digeriamo una situazione che ha del paradossale. Anche se si gioca sabato prossimo (non si capisce la sfilza di amichevoli internazionali, per ritrovarci ancora stanchi e fuori condizione, ma tant'è), bisognava imporre di portare a Barcellona i titolari e schierarli, senza spingere sull'acceleratore (quale poi).

  Una vergogna senza appello, dal punto di vista sportivo e comunicativo. Il Barcellona ci penserà due volte prima di riformulare il prestigioso invito.

scritto da watergate mercoledì, 29 agosto 2007 alle 10:04
in calciomercato | commenti (41)
    La cessione di Adriano Leite Ribeiro è l'argomento caldo di queste vaporose giornate. La situazione, rispetto ai giorni del pre-ritiro in Sardegna, è drasticamente mutata. Alcune incontrollate voci di corridoio dicono, senza troppi mezzi termini, che Adriano è ripiombato nel vortice della sua sconsiderata vita privata. La prova di questa ricaduta sarebbe nella scarsa forma fisica del brasiliano, che in Brasile pareva effettivamente essersi messo sulla giusta via. A differenza dei compagni non vi sarebbe dunque un "problema di preparazione", ma un più generico "problema di gestione". Queste sono solo supposizioni che rischiano di diventare illazioni. Di vero c'è sicuramente che Mancini ha dato ad Adriano un'ultima chance e che questi, in qualche modo, debba averla sprecata, fino a finire diritto nella lista dei cedibili, con effetto immediato.

   Roberto Mancini, che ha gestito Adriano come meglio non si poteva, ha consigliato la formula del prestito in una società con minor concorrenza e un ambiente (notturno) differente da quello del suo giro milanese. È infatti una sciocchezza continuare ad affermare che ad Adriano fa male l'ambiente dell'Inter. L'ambiente dell'Inter è sano: tanti giocatori si sono rilanciati o rendono meglio che altrove (Ibrahimovic è il primo nome che mi viene in mente, ma Ibra è musulmano, sposato ed esce poco la sera). Bizzarra è anche la continua insistenza sul fatto che al Milan i giocatori dell'Inter rendano meglio: può essere capitato per Pirlo e Seedorf (il primo è semplicemente maturato, data la sua giovane età), ma lo stesso non si può dire per Favalli, Simic, Brocchi o infine Vieri, per il quale non sono serviti i favolosi poteri taumaturgici dello staff medico rossonero.

    Nonostante le smentite Adriano ha come prima opzione il Milan. Questa scelta gli deriva da un calcolo personale, che nulla ha a che vedere con il campo. Stare a Milano significa privilegiare la vita notturna e il giro di amicizie, attaccato nemmeno troppo velatamente da Massimo Moratti ieri. L'umana vicenda del campione perduto mi porta una sincera amarezza nel cuore. Adriano, ne sono certo, vedeva nel calcio e nel lauto guadagno derivante da una sistemazione al top del calcio europeo, una possibilità di riscatto dalla condizione di estrema povertà nella quale viveva. È un ragazzo buono, senza malizia, che ha un sorriso che contagia e che ha bisogno d'avere accanto persone che non approfittano della sua ricchezza (di spirito ed economica, soprattutto). La scelta del prestito è l'unica che può salvarlo come calciatore. Per l'uomo serve una riflessione più ampia che esula dagli angusti e - in qualche modo - ridicoli confini del calcio.

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scritto da hae martedì, 28 agosto 2007 alle 12:19
in tattica | commenti (53)

   L'Inter onora il debutto in campionato con una vittoria che ha in Cambiasso e Ibrahimovic gli uomini gol, rifila tre gol alla Fiorentina, ma subisce un po' troppo il ritorno dei viola, trascinati da Toni che onora con una doppietta la consegna della Scarpa d'oro. Fino al risveglio del bomber viola (23' st), coinciso con l'uscita dal campo di Materazzi e l'ingresso di Samuel (il peggiore dei suoi), la squadra di Mancini è stata bella. Ma da lì in poi è tornata la solita Inter, quella che può rovinare sempre tutto...

   Questa l'analisi su Repubblica del 9.9.2006. Si può paragonare il debutto in campionato dello scorso anno contro la Fiorentina con quello dell'altroieri contro l'Udinese. Il comune denominatore è l'assenza di Materazzi. A Firenze il gigante nerazzurro aveva praticamente annullato Toni per 70'. Alla sua uscita dal campo il centravanti viola aveva perforato per ben due volte la rete interista mettendo in discussione un risultato che fino a quel momento sembrava largamente acquisito. A Milano contro l'Udinese gli unici pericoli per la difesa non sono arrivati dai "piccoli" Floro Flores o Quagliarella ma dall'africano Asamoah: calciatore possente che nel primo tempo è riuscito prima a smarcarsi per calciare in modo insidioso sul primo palo e poi a svettare indisturbato in piena area scheggiando la traversa su colpo di testa; nel secondo tempo ha poi provocato la decisiva espulsione di Julio Cesar facendosi largo con il proprio fisico tra il portiere nerazzurro e un Samuel in evidente difficoltà. È subito parso chiaro a tutti che con Materazzi in campo dell'africano si sarebbero perdute le tracce. E che al 93' il gigante nerazzurro (che non ha solo dei mezzi tecnici importanti ma anche una riconosciuta funzione di leader della difesa) avrebbe fatto suo, allontanandolo dall'area, quel pallone poi rimbalzato sulla testolina "maleducata" di Cordoba.

   Ora, dato per acquisito che l'assenza di Materazzi la pagheremo cara sul piano tecnico e tattico (e agonistico) e che non possiamo assumerla come alibi per tutti i problemi difensivi che verranno nei prossimi mesi (tanto più che il 34enne non giocherà all'infinito), sorge una domanda: i suoi "piccoli" sostituti (Samuel, Burdisso, Chivu, Cordoba, ...) patiranno sul piano fisico anche i vari Amauri, Iaquinta, Vucinic e gli altri giganti d'attacco avversari così come hanno patito (il modesto) Asamoah? Se sì, non sarebbe valsa la pena, in sede di calciomercato, di fare un investimento a lungo termine su un difensore possente (io penso al forte Zapata dell'Udinese) in grado di rimpiazzare Materazzi all'occorrenza e per i prossimi anni? O forse questo difensore dovrebbe essere... "Tyson" Rivas?

scritto da taribo59 martedì, 28 agosto 2007 alle 09:50
in lettere a moratti | commenti (37)
Caro Presidente,

   non mi ha affatto stupito che il manager di Adriano voglia la cessione e non prenda nemmeno in considerazione il prestito del fu-fenomeno. Nessuno dimentica la sua generosità, caro Moratti, nei confronti di Vieri (che forse lo meritava), o di Conçeicao (che non lo meritava affatto), e certo dimentico qualcuno... Lei ha regalato lo svincolo a Vieri e Conceicao, pur di non ritrovarseli più davanti, e il manager di Adriano scommette sulla sua incapacità di cambiare. Io, invece, sono sicuro che stavolta non cederà.

   Adriano resterà nerazzurro e giocherà la Coppa Italia. Almeno, questo è il mio consiglio. Non lo iscriverei nemmeno alle liste Champions, così da poterlo cedere a gennaio. Al suo posto, come quinta punta, avrebbe più senso iscrivere Balotelli.

   Il Caso Adriano, dovrà ammetterlo, è stato gestito malamente. A quattro giorni dalla chiusura del mercato, il brasiliano è un lussuoso, strapagato esubero, che si aggiunge ai vari Coco e Cesar, Rivas e Recoba. Se sommiamo gli ingaggi di costoro, superiamo quelli di tutto l'Empoli (capirà con quale spirito gli empolesi vorranno accoglierci, sabato sera). Nella gestione del Caso Adriano, vedo due errori fondamentali: il primo è la mancata cessione a luglio, magari in cambio di Diarra del Real, ponendo una semplice clausola che scoraggiasse l'eventuale, futura cessione al Milan. Volerlo prestare oggi è una contraddizione, a meno che non siano successe cose talmente sgradevoli, che per una volta il segreto resta confinato dentro le mura nerazzurre. Una rarità, lo ammetta.

   Ma è il secondo errore a sembrarmi imperdonabile: è l'avere gridato ai quattro venti, non più tardi di 18 mesi fa, che Adriano-Martins era la coppia titolare "dei prossimi dieci anni", non capendo che i due, anziché migliorare, stavano regredendo. Che il loro comportamento fuori dal campo era inaccettabile. Che la società avrebbe dovuto fare la faccia feroce, anziché sperare tornassero miracolosamente quelli di prima. Se sei un ragazzo brasiliano o nigeriano nato in una favelas e a vent'anni prendi 3-4-5 milioni di euro, non puoi tornare quello di prima. Si può solo sperare che la fame di un tempo si trasformi in fame di vittorie, in ambizione, in voglia di diventare il numero Uno.

   È triste dirlo, caro Moratti, ma casi come quello di Martins e ora di Adriano succedono solo all'Inter. E sulla gestione del giovane Balotelli - le anticipo, caro Moratti - la mia intenzione di scriverle un'altra lettera, uno di questi giorni.

Cordialmente, Taribo
scritto da segnaleorario martedì, 28 agosto 2007 alle 01:03
in attualità | commenti (3)
   Nei luoghi comuni del calcio il nome di Massimo Moratti viene di solito associato al famigerato "saldo" di Roberto Carlos o all'imbarazzante "permuta" Coco-Seedorf. E i più benevoli, spesso anche tra noi tifosi, lo definiscono un padre-padrone spendaccione, ingenuo (uso un eufemismo) e incompetente. Lo stesso Massimo Moratti che, come scrive la Gazzetta dello sport in coda al pezzo d'aggiornamento sul caso Adriano, in questi giorni il Real Madrid importuna (invano) offrendogli la bellezza di ben 30 milioni di euro per Maicon Douglas Sisenando, terzino dell'Inter e titolare della nazionale brasiliana comprato appena un anno e mezzo fa alla modica cifra di circa sei (dicasi 6) milioni di euro.