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dati tecnici


scritto da LuisSuarez mercoledì, 31 ottobre 2007 alle 18:28
in campionato | commenti (26)
   La partita di stasera contro il Genoa sarà senza dubbio insidiosa per una serie di ragioni. Il centrocampo senza Stankovic, la "prima" da titolare di Orlandoni a San Siro, il pensiero alla trasferta di Torino e le scelte di Mancini per evitare le possibili squalifiche di Ibra e Samuel, senza dimenticare il Genoa ed il 4-3-3 del bravo Gasperini fatto di corsa e spinta sulle fasce che finora ha fatto benissimo in campionato dopo il passo falso iniziale contro il Milan. In difesa dovrebbero giocare Chivu e Cordoba al centro, Maicon e Maxwell sulle corsie esterne. Il centrocampo, quasi obbligato, vedrà Figo, Dacourt, Cambiasso e Cesar. In attacco, a meno di sorprese dell'ultim'ora, dovrebbero esserci Crespo e Cruz. El Jardinero e Valdanito hanno giocato insieme dall'inizio una sola volta in campionato, lo scorso anno in casa contro la Reggina.

   Il Genoa è una squadra che gioca un buon calcio d'attacco. Leon è in grado di saltare l'uomo con una certa facilità ed è dotato di un buon calcio piazzato. Di Vaio non è più il giocatore di Parma (soprattutto) o Torino, ma può sempre risultare decisivo mentre la novità è sicuramente Borriello, autore fin qui di un sorprendente inizio di stagione nonostante abbia abbandonato creme dopanti e sia rimasto con la proprietaria argentina. Proprio il gioco del Genoa potrebbe risultare la chiave vincente del match. Mancini ha più volte affermato che le migliori partite dell'Inter si sono viste contro la Fiorentina perché Prandelli è in grado di far giocare a calcio i suoi giocatori. Gasperini non è da meno. Speriamo non sia da meno anche l'Inter.
scritto da segnaleorario martedì, 30 ottobre 2007 alle 19:43
in media, stile juve | commenti (42)
   L'hanno messo in croce, Zalayeta. Gli hanno dato due giornate di squalifica e l'hanno bollato come simulatore manco fosse Nedved o Inzaghi. "Un rigore inesistente", hanno tuonato dalle tribune televisive e hanno sentenziato sulle prime pagine dei giornali. E il suo presidente aveva chiesto pure scusa.  E adesso che succede? Spunta improvvisamente un nuovo video (un nuovo video? che significa nuovo video? e la sacralità oggettivamente indiscutibile della moviola? e la famigerata "prova tv"?) che cambia le carte in tavola. Un nuovo video dove si vede chiaramente che Legrottaglie strattona l'attaccante uruguagio che poi, per evitare sportivamente di farsi abbattere da Buffon, che era in ritardo e in uscita scomposta, lo salta.

   Allora: il rigore si poteva e non si poteva dare; ma da qui a dire che fosse inesistente si deve essere proprio in malafede... (elegante eufemismo). Qui quello che scrive il Corriere adesso, qui il nuovo video in cui si vede chiaramente che dargli due giornate per simulazione è semplicemente vergognoso... Si potrebbe aprire a questo punto il capitolo sulla filosofia della moviola e la sua sacralità ma sarebbe argomento assai complesso e articolato. Me la cavo con una citazione di uno che ho imparato a amare nel corso degli anni, Roberto Mancini che a proposito di Zalayeta ha fatto una battuta fulminante, che cioè la moviola ce la vuole anche per chi dice le cazzate in tv e sui giornali:

   Secondo me la moviola servirebbe anche per chi giudica. Ritengo infatti una cosa molto ingiusta la squalifica di Zalayeta, al di là del fatto che il rigore ci fosse o no. Non credo che abbia simulato, perché un giocatore che arriva al massimo della velocità in una situazione come quella non può che saltare per non far male al portiere in uscita. Da qui a dire che si è trattato di simulazione però ce ne passa ed è una cosa molto grave. È un fatto ingiusto ed inesatto, è capitato a Zalayeta ma può capitare a chiunque in futuro con il rischio per un allenatore di perdere giocatori importanti per cose che non sono mai successe. Vorrei che il giudice sportivo chiedesse a 10 arbitri se Zalayeta ha simulato, magari potrebbero non essere d'accordo sul rigore ma nessuno direbbe che si è trattato di simulazione. La simulazione è quella di un giocatore che nel corso di un'azione si butta a terra e fa scena, ma non è il caso di Zalayeta.

scritto da LuisSuarez martedì, 30 ottobre 2007 alle 13:38
in calciomercato | commenti (48)
   L'impermeabile e la cravatta. Due eleganti capi d'abbigliamento è il primo pensiero che viene in mente. Non bisogna però fermarsi alle apparenze perché da qualche anno c'è una corrente di pensiero che li ritiene capaci di incidere positivamente sull'andamento di una partita di pallone. E' chiaro che si tratta di capi speciali, dotati di una caratteristica comune che permette loro di emanare influssi positivi: il colore giallo. Non importa la tonalità, la cosa fondamentale è che siano entrambi gialli. L'unico inconveniente? A volte, in maniera del tutto autonoma, smettono di funzionare per lunghi periodi di tempo per poi riaccendersi improvvisamente fino alla successiva sconfitta.

   I signori in giallo hanno imparato a gestire questi periodi di inattività facendo ricorso ad una parola, anch'essa dagli effetti magici: il calciomercato. E se Spinelli annuncia il possibile ritorno di Lucarelli al Livorno ultimo in classifica, Galliani pensa ai vari Cannavaro, Zambrotta, Drogba, Kanouté e Ronaldinho, senza escludere il ritorno di Marzoratti dall'Empoli e di Grimi dal Siena. Come dargli torto, visto che contro la Roma sulla corsia di sinistra al posto di Maldini (39) è entrato Favalli (35) e che 15 ' non sono stati negati nemmeno al "concorde" Serginho (36) tornato per l'occasione direttamente da Tolosa dove si è svolta l'asta per i componenti del mitico aereo supersonico. Il vero problema del Milan resta l'assenza di un attaccante di peso (e non mi riferisco a Ronaldo). Nei giorni scorsi era trapelato un interesse per Amauri, Zamparini ha risposto a modo suo. Forse l'intento è quello di prenderlo per il collo a giugno, sempre che non indossi la cravatta magica.

    Da Torino arrivano due notizie confortanti. La Juve ha deciso di blindare Legrottaglie fino al 2010 ed al tempo stesso è emersa l'ipotesi della cessione in prestito alla Fiorentina dell'acquisto più costoso del mercato estivo, la "lavatrice" Tiago. Visto il tetto ingaggi dei viola, una parte dei 2,5 milioni dovrebbe essere pagata dai bianconeri. Moratti invece nella consueta intervista del lunedì sotto gli uffici della Saras esclude innesti nella rosa nel prossimo mercato di gennaio. La ragione di questa scelta è sorprendentemente semplice: conta di recuperare entro la fine di dicembre sia Vieira che Stankovic. La scelta non è facile: se da un lato ritengo che manchi un centrocampista di qualità, dall'altro penso sia difficile trovarne uno che non abbia già giocato in Champions e che non sia extracomunitario. Per ora dobbiamo affidarci a Cambiasso, Dacourt, Zanetti, Chivu, Bolzoni e Pelé, sperando che l'infortunio di Deki sia l'ultimo della lunga serie.

scritto da segnaleorario martedì, 30 ottobre 2007 alle 10:43
in tre notizie in tre minuti | commenti (18)
   Troppi errori. Moggi ha invitato Collina a dimettersi perché l'arbitro Bergonzi ha danneggiato la Juve per ben due volte in una sola partita (Quotidiano.net). Quando c'era lui non succedeva manco in dieci campionati.

   Nuove tecnologie. Arriva il pallone intelligente, la Fifa lo proverà al mondiale per club in Giappone (Ansa). Superata la linea bianca spernacchierà Dida.

   Ingiustizie. Berlusconi si è detto dispiaciuto per la contestazione a Galliani. "Il Milan è privo ancora delle due punte più forti al centro delle campagne acquisti di due anni", ha detto il presidente rossonero riferendosi a Ronaldo e Pato (Ansa). I giornalisti presenti gli hanno chiesto se era una battuta e il Cavaliere ha detto di no.
scritto da segnaleorario martedì, 30 ottobre 2007 alle 01:38
in autogol | commenti (5)
   Vorrei spezzare una lancia (non in testa però) in favore del giovane e povero giocatore della Lazio Umberto Previti, 17enne di belle speranze marchiato a fuoco per sempre come raccomandato. Sarà sicuramente un bravo ragazzo, magari pure un buon portiere chissà, che meritava veramente di essere inserito nella lista Champions, ma chi può dirlo ormai? Soprattutto dopo la divulgazione delle intercettazioni telefoniche tra papà Cesare furente per il figliolo messo in panchina e il presidente Claudio Lotito, quello che in tv "mi spezzo ma non mi piego" e al cellulare si piega sempre e non si spezza mai.

   Bisogna ammettere che è davvero dura. Possiamo solo immaginare quanto bene gli vogliano i compagni di squadra,  in particolare quelli che giocano - almeno vorrebbero  giocare pure loro - in porta, l'allenatore allegramente definito un "povero deficiente" e tra l'altro pure un morto di fame e i dirigenti del settore giovanile che non capiscono "un c...o di calcio".
   Dura davvero la vita quando si ha un padre come l'avvocato,  uno che è "laziale per un patto d'onore con Dio", uno che non si tira certo indietro se c'è da lottare e dirne quattro contro i "portieri raccomandati" che giocano al posto del figlio. E che devono essere "cacciati tutti". E il presidente che "poi ti spiego tutto". Umberto Previti, figlio di Cesare, aspirante portiere della Lazio: più che una promessa un promesso.
scritto da hae lunedì, 29 ottobre 2007 alle 15:34
in tre notizie in tre minuti | commenti (31)
   Materazzi. Dopo Domenech ("Materazzi provocatore da ripulire"),
Thuram ("Materazzi è la malattia del calcio"), Gallas ("spacco faccia a Materazzi") e Vieira ("Non mangerò mai insieme a Materazzi") ora tocca persino a Pfertzel ("Materazzi è marcio"). È ufficiale: i francesi non hanno ancora digerito la sconfitta nella finale di Berlino. E ci tengono a ricordare al mondo quale sia stato il maggiore artefice della loro disfatta e del trionfo azzurro. (Tra parentesi: ma chi è Pfertzel?!)

   Garantisti per caso. "Sono passati solo 20 giorni, eppure sembra un secolo: l'arbitro di Napoli-Juventus viene crocefisso per i 2 rigori fasulli fischiati contro i bianconeri mentre Rizzoli, che a Firenze passò da una nefandezza all'altra ma pro-Juve, venne graziato" (Paolo Ziliani). Del resto, gli stessi giornalisti che invocavano a gran voce garanzie processuali e diritti degli arbitri indiziati di aver falsato interi campionati dell'era moggiana, oggi invocano la radiazione (vedi Tuttosport) di Bergonzi per una serata storta. E intanto, dopo tanto protestare, è stato designato il quarto uomo per la sfida della Juventus di mercoledì: Dondarini.

   Infermeria nerazzurra. "Non voglio promettere niente ma forse ci vorrà anche meno di due settimane. Mi basta stare in piedi e magari faccio un miracolo...". Nulla di rotto, soltanto una grave distorsione. Salvo imprevisti dovremmo ritrovare il Drago a fine mese (leggi). Intanto se il mal di schiena di Julio Cesar e l'infortunio al piede di Toldo dovessero perdurare, contro le neopromosse Genoa e Juventus la porta interista potrebbe essere difesa ancora da Paolo Orlandoni (leggi).
scritto da hae lunedì, 29 ottobre 2007 alle 10:11
in campionato, pagelle | commenti (64)
   Julio Cesar e Orlandoni s.v. - moderatamente impegnati, si fanno trovare pronti all'occorrenza; un mal di schiena costringe il brasiliano, nell'intervallo, a lasciare il posto al terzo portiere nerazzurro; quest'ultimo ha il tempo di dimostrare ancora una volta che l'ultimo dei nostri portieri è migliore del primo dei portieri rossoneri; Maicon 6.5 - la solita partita di quantità e qualità sulla corsia laterale: come ripetono sempre gli organi di stampa... il nazionale brasiliano è costato meno di Oddo ed è più giovane; Cordoba 6 - fa un po' di confusione - come sempre - in un paio di occasioni ma, coadiuvato da un Samuel sontuoso, riesce a neutralizzare gli avanti palermitani (compreso Miccoli); Samuel 8 - sontuoso; Chivu 7 - disciplinato, preciso, elegante, combattivo: solo, è sfortunato nel cogliere una traversa con una punizione negli ultimi minuti.

   Zanetti 6.5 - vedi Maicon: quantità e qualità (fino a un attimo prima di crossare); Stankovic 6.5 - era parso in ripresa: i problemi fisici stanno impedendogli quest'anno di giocare come può e sa; Jimmy Fontana gli ha negato il goal attorno alla fine del primo tempo: qualche minuto dopo è arrivato l'infortunio che ce lo riconsegnerà a dicembre (se tutto va bene); Cambiasso 7 - una bussola preziosa in mezzo al campo, passano dai suoi piedi tutti i palloni e in fase propositiva il Cuchu è efficace come in copertura; Cesar 5.5 - appannato: forse ci aveva abituati troppo bene in questi primi due mesi di campionato; Dacourt 6 - è "un Cambiasso a una dimensione": gli riesce soltanto la fase di contenimento e interdizione.

   Ibrahimovic 7 - sfiora il goal in più occasioni trovando sempre un Fontana in gran spolvero; subisce un fallo da rigore da Barzagli (che l'arbitro Farina non vede); resta improduttivo per larga parte del match ma ha l'attenuante di dover duettare con un Suazo improponibile; Suazo 4 - improponibile: sembra posseduto da Martins; Cruz 6.5 - difficile valutare la prova di un calciatore impiegato per una manciata di minuti appena: è anche vero però che il Jardinero fa in 8 minuti quello che Suazo non era riuscito a fare in una partita intera. Una garanzia, sempre.

   Mancini 6 - la partita è stata compromessa dagli infortuni di Julio Cesar e Stankovic: bruciati due cambi (Orlandoni e Dacourt), Mancini non ha avuto il coraggio di effettuare il terzo (Cruz) prima dell'ottantesimo minuto di gioco. Avesse potuto a 30' dalla fine lanciare nella mischia Figo (o Maxwell), oppure lo stesso Cruz (o Crespo), probabilmente i nerazzurri avrebbero avuto ragione di un Palermo che ha spesso rischiato di capitolare di fronte a un pubblico che ha salutato con sollievo, e applausi scroscianti, il triplice fischio finale.
scritto da hae domenica, 28 ottobre 2007 alle 17:10
in campionato, cacciaviti | commenti (79)
   Chivu centra la traversa? Jimmy Fontana è in vena di miracoli (prima su Stankovic, poi due volte su Ibrahimovic)? Bergonzi regala due rigori più o meno inesistenti al Napoli mentre Farina non ne fischia uno clamoroso su Ibrahimovic? Simplicio dopo aver mandato Stankovic fuori in barella attenta alla carriera di Dacourt con un piede a martello cavandosela con un giallo? Suazo litiga per 82 minuti con le leggi della fisica e le regole del calcio (e Cruz, che lo sostituisce, in appena sei minuti produce il doppio di quanto prodotto dallo honduregno in tutta la partita)? Sei triste per un pareggio che ti sembra stia stretto ai nerazzurri?

   No problem. La soluzione c'è. Si chiama zapping. Passa al canale in cui gioca il Milan: sorridi con noi. I rossoneri al completo perdono di nuovo in casa... contro una Roma priva di Totti, Taddei, Panucci e Aquilani. E i giallorossi - che non sono lo Shakhtar o l'Anderlecht o il Losc Lille o l'Aek di Tirana ma una squadra di calcio vera - hanno sbagliato anche un penalty. Ma, si sa, la penalizzazione iniziale in classifica ha compromesso il cammino del Milan. Che preferisce la Champions (ora sappiamo perché). Ma soprattutto: a Natale ci raggiungeranno.
scritto da hae sabato, 27 ottobre 2007 alle 17:48
in campionato | commenti (40)

Ho cinque attaccanti a disposizione. Chi metterò in campo domani? Vediamo. Di cinque che ho a disposizione, quando recupereremo tutti, difficilmente ne avremo tre in panchina. Uno a turno, purtroppo, dovrà andare in tribuna. (Roberto Mancini)

   In tribuna finisce Adriano. Dopo l'antipatico siparietto di Reggio Calabria il brasiliano non figura nella lista dei convocati per la trasferta di Palermo di domani pomeriggio. Si può discutere della bontà, sul piano tecnico, di una scelta di questo tipo. Adriano giocò infatti lo scorso anno una delle sue migliori partite proprio contro i rosanero in Sicilia e sta attraversando un buon periodo di forma. Ma su un altro piano, quello ambientale e "politico", la decisione è saggia. Il Mancio, dopo la plateale contestazione del brasiliano a Reggio, doveva dare un segnale forte allo spogliatoio e soprattutto al diretto interessato. Ma anche all'esterno. Lo ha fatto.

   A disposizione del mister ci sono gli altri quattro attaccanti: Cruz e Suazo (che dovrebbe affiancare Ibrahimovic nell'undici iniziale) non sono stati impiegati in Champions League; tornerà Saverio Zanetti dall'inizio; Stankovic, impiegato a Mosca a causa dell'infortunio di Vieira, è ancora alle prese con una fastidiosa tallonite; Figo potrebbe subentrare a partita iniziata. Colantuono comunicherà soltanto domani le formazioni (leggi).
scritto da segnaleorario sabato, 27 ottobre 2007 alle 01:01
in campionato, attualità | commenti (30)
   Augurarsi Vieira nel derby come regalo di Natale dopo che il transalpino ha snobbato l'Inter per giocare con la Francia per poi infortunarsi di nuovo è dichiarazione esemplare e allo stesso tempo devastante. Esemplare per correttezza e signorilità. Devastante perché significa che l’Inter di Massimo Moratti non ha più paura di niente e di nessuno. Ora come ora se si continuerà a giocare 11 contro 11 sarà sempre molto difficile fermare la squadra di Roberto Mancini. In campo e  fuori. E le redazioni sono ormai in preda al panico. Soprattutto dopo Mosca. Sì vabbè, il francese si è rotto un'altra volta e Samuel ha simulato la papera dopo il fortunoso gol partita, ma l'Inter ha vinto un'altra volta. Ha vinto sul campo, ma pure fuori dal campo. Le chiacchiere stanno a zero. E la verità ormai è evidente a tutti: costruire una buona prima pagina con una bella polemica nerazzurra oggi come oggi è diventato quasi impossibile. Il fatto è che non abbocchiamo più. Bei tempi per giornali e tv quando c'erano quelli per esempio come Vieri ed era tutto un casino, dentro e fuori dagli spogliatoi. Ma adesso pure con uno come Adriano non è più facile come una volta. Sì, è vero,  è uscito senza porgere la mano a Mancini (mentre invece si è visto benissimo alla moviola che tra Del Piero e Ranieri il contatto c'è stato...) ma poi niente, è finita lì. Non è successo niente altro.

   E che dire dello spogliatoio? Prendete l'attacco. Quest'estate Crespo e Cruz ci avevano pure provato (anche se poi hanno detto di essere stati fraintesi) ad alzare la voce, a chiedere di vendere subito Recoba e Adriano, a farla una volta pure loro, esempi viventi di professionismo, fuori dal vaso. Ma Adriano è rimasto ugualmente e ora sono in cinque a contendersi campo e panchina. Ma da quest'estate nessuno ha più fiatato. Pensate a Suazo, al suo difficile quanto imprevisto ambientamento: se non domani a Palermo quando gioca? O Adriano che scalpita e chiede spazio  almeno in campionato. E Crespo ancora furente per la sostituzione in Champions dopo aver segnato un gol pesantissimo. Si incazzano, abbassano la testa, a volte si dimenticano di salutare e stop. Il turn-over non si discute. Anche se non sono proprio dei ragazzini, né sono riserve.
  
   Certo, uno potrebbe dire: bella forza, troppo facile quando si vince. Ma potrebbe essere vero anche il contrario. Si vince anche e soprattutto perché c'è una società, suona strano dirlo dopo tutto quello che si è detto in questi anni,  che rende tutto più facile. Che importanza può avere a questo punto, nell’economia di una squadra che non ha più paura di niente, l’infortunio di un giocatore seppure importantissimo ma che, diciamolo pure, si è comportato un po’ da stronzo?   

   Il presidente Moratti, dicevamo, si è augurato che Vieira possa tornare almeno per Natale. In effetti, ora che non c'è più Recoba quest'anno gli manca l'asinello per il presepe.