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All'Inter arriverà un centrocampista. Rispetto alla rosa d'inizio stagione sono venuti a mancare Adriano, Dacourt e Samuel, e i continui infortuni di Stankovic, Vieira e Figo rendono indispensabile un innesto a centrocampo. Leggo che si fanno un sacco di nomi, e punto su Simone Barone. Non credo arriveranno giovani come Dessena e Cigarini, affidabili non più di Pelè; non credo che il Manchester City abbia intenzione di rinunciare a Elano; mi sembra improbabile Maresca, che assomiglia a Jimenez; la Sampdoria, se non vuole rischiare a B, non può rinunciare a Volpi e Palombo; quanto a Simplicio e Bresciano, il presidente del Palermo non intende smobilitare e di solito chiede cifre assurde.
Barone faceva parte dei 22 che hanno vinto il mondiale, e ora fa panchina al Torino. Compirà trent'anni a fine aprile, è una soluzione poco affascinane ma di rendimento. Un italiano non troppo costoso, da rilanciare, con qualità di corsa (alla Dacourt) e senza pretese da titolare. Uno da far giocare in campionato e coppa Italia. Perché contro il Liverpool serviranno tutti i migliori.
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"Recoba vuole tornare all'Inter. Moratti è in difficoltà. E adesso chi lo dice a Mancini?" Sono titolo e occhiello apparsi ieri su Controcampo a firma di un giornalista fantasma (il suo nome è tenuto nel più stretto riserbo dagli inquirenti per aver illegalmente intercettato la chiamata in questione). Il pezzo è a tratti allegorico: Recoba viene definito "il pargolo mandato in colonia che vuole tornare a casa" e Moratti è considerato come il "papà" che non riesce a dire alla "mamma" ( Mancini ndr) che le vacanze programmate potrebbero subire inaspettate variazioni. Tralasciando la veridicità della notizia (potremmo citare fonti che riportano un contenuto della chiamata totalmente diverso) e senza tener conto delle polemiche dichiarazioni di Recoba nei confronti di Mancini, l'accento va posto sulla volontà (o necessità) da parte dei pianeti informativi della galassia Mediaset di rappresentare l'Internazionale Spa come una società gestita da dilettanti allo sbaraglio, dove manca comunicazione tra l'area tecnica e quella manageriale e la realtà quotidiana è fatta di contrasti tra presidente ed allenatore.
Non è certo la prima volta che accade. Ricordiamo - in ordine cronologico - il caso Suazo, la telenovela Chivu e i risultati negativi delle amichevoli e della Supercoppa Italiana e la mancata conclusione della trattativa per l'acquisto di Carvalho. Minimi comun denominatori: l'assenza della firma dei redattori e la volontà di porre l'enfasi sulle vicende riportate con parole quali scontro, alta tensione, furia et similia. Non vorremmo mai che la nostra società fosse dipinta come il paradiso terrestre; tra presidenti in grado di compiere miracoli, giocatori che "belong to Jesus" e tifosi soddisfatti a prescindere delle mirabolanti imprese dei loro beati. Sarebbe invece opportuno prendere atto di una realtà ormai sotto gli occhi di tutti. In questi ultimi anni la programmazione tecnica dell'Inter non ha avuto rivali in Serie A. Inutile citare gli acquisti di giocatori sconosciuti (o quasi), divenuti presto punti fermi della squadra. Il merito va suddiviso tra Branca, Oriali e Mancini (interessante l'opinione di Dominique Antognoni a riguardo) che rispondono con i fatti a chi cerca di farli apparire in perenne contrasto. La sensazione che invece traspare dall'altra sponda del Naviglio è che il mercato sia diventato tutto ad un tratto un busillis non da poco. R.Olivera, Emerson, Ronaldo, Suazo acquistato senza preavviso dopo una cena al ristorante, la scommessa multimilionaria Pato e le continue voci su Ronaldinho che emergono con forza nei momenti di difficoltà sono chiari sintomi di un periodo di appannamento. Ma di questi argomenti, senza necessariamente l'ironia usata nell'articolo inerente Recoba, neanche l'ombra di un accenno.
Questione bilanci. I 206 milioni di € di perdite registrate nell'esercizio 2006/2007 sembrano una cifra elevatissima. In realtà - sgombrando il campo da equivoci - gran parte del risultato negativo è frutto di componenti straordinari di reddito (112 a cui vanno aggiunti i premi scudetto). Eventi che per definizione non hanno riguardato la gestione ordinaria, ergo non sono certo (tutti) serviti per finanziare la costruzione della squadra che sta dominando in Italia da due anni a questa parte, come qualche penna maliziosa potrebbe scrivere. Purtroppo si paga ancora dazio per le allegre gestioni economiche che hanno costretto il governo ad emanare il decreto spalma-ammortamenti (e l'Ue a dimezzarne l'originario periodo decennale), ma con l'aumento di capitale varato nell'assemblea straordinaria dello scorso 27 dicembre Moratti ha ribadito la volontà di continuare ad investire nella "sua" e nella "nostra" Inter.
Se non propriamente una conferma, una mezza ammissione lo è. Il presidente Moratti ci ripensa e fa retromarcia. Aveva detto in più di un'occasione di non voler tirar fuori il portafogli, ma dopo l'infortunio - grave - di Samuel (arrivederci presto, The Wall) potrebbe aver cambiato opinione. Dal Corsport:
Contavo di non intervenire assolutamente sul mercato, ma ora il fatto che Samuel si sia infortunato, può metterci in condizione di pensarci. Ripeto: può metterci in condizioni di pensarci, non è obbligatorio. Quindi sino a oggi non avevo dato molto credito alle voci, però ora c'è un dialogo con Marco Branca per vedere quale possa essere l'intervento più intelligente da fare. Deve essere una cosa che si sposa sotto tutti i punti di vista, per qualità e anche a livello economico.
Chi sarà, allora, il probabile rinforzo? Mentre su Menez del Monaco lascia uno spiraglio aperto, fa capire che non dovrebbe essere Maresca il prossimo atleta a vestire la casacca nerazzurra.
Siamo alla ricerca di un italiano? No, potrebbe essere tranquillamente uno straniero. Cerchiamo un giocatore che almeno possa disputare la Champions? Sì, può servire per entrambe le manifestazioni. Se poi non potrà giocare in Champions, vorrà dire che disputerà il campionato e farà riposare qualcuno per la coppa. Per il momento è tutta teoria perchè, sinceramente, non abbiamo fatto un passo con nessuno. Maresca? Per ora non voglio entrare in discorsi tecnici. Maresca, per il momento, non è tra quei giocatori che stiamo considerando.
E pure la Gazzetta sullo stesso argomento scrive, sostanzialmente, le stesse cose.
Elano Blumer. Ha 26 anni, è titolare nella nazionale brasiliana e nel MCFC di Sven Goran Eriksson. Centrocampista offensivo dalle caratteristiche simili a quelle di Stankovic: ama giocare dietro le punte e inserirsi senza palla, a fari spenti. Ma rispetto al serbo dell'Inter svolge anche la fase di contenimento e calcia ottimamente le punizioni. È comunitario. Si dice che l'Inter, e Mancini in particolar modo, sarebbero pronti a tutto per averlo in rosa già a gennaio (visti anche i numerosi infortuni che affliggono il reparto mediano). Per il brasiliano sarebbe pronto un contratto quadriennale da quasi 3 milioni netti a stagione: al MCFC dovrebbe essere versata una cifra vicina ai 12 milioni. Eriksson smentisce le voci che si rincorrono sui tabloid inglesi ( leggi); intanto però dalla Spagna giungono voci di un interessamento del Valencia per Santi Solari ( leggi), il cui contratto è di circa 3 milioni a stagione: la partenza dell'Indiecito sembrerebbe lasciar spazio proprio all'arrivo del forte brasiliano dal passaporto comunitario ( leggi). Intanto Vieira, facendosi largo tra lo scetticismo del popolo nerazzurro, dichiara a un giornale francese il proprio desiderio di tornare al top in tempi brevi ( leggi).
L'anno dell'Inter. Il 2007. Sul sito ufficiale nerazzurro sono state pubblicate negli scorsi giorni alcune cifre disarmanti ( leggi). Nell'anno solare che volge al termine l'Inter ha avuto un'andatura davvero record confermandosi alla testa della classifica con la " stratosferica media di 2,48 punti nelle 37 gare di campionato disputate nell’anno (ultime 20 del torneo precedente e 17 dell’attuale). La bellezza di 92 punti, mai nessuno da quando ci sono i tre punti aveva avuto un simile rendimento, polverizzando il precedente primato della Juventus di Fabio Capello che nel 2005 chiuse l’anno solare alla media di 2,38 (93 punti in 39 giornate)" (leggi). Nel passato campionato, quello al quale non prese parte la Juventus retrocessa e il Milan partì leggermente penalizzato, l'Inter si laureò campione d'inverno - proprio come oggi - con 7 punti di vantaggio sulla Roma seconda. Ma aveva una media reti fatte/subite anche peggiore di quella attuale.
I meriti di Mancini. Saranno pure amici, lui e Franco Rossi, ma quello che il noto giornalista sportivo e opinionista televisivo scrive a proposito del Mancio - e cioè che il tecnico jesino "segna lo spartiacque tra la vecchia e la nuova Inter" (leggi) - è assolutamente condivisibile.
Questa InterContinentale è soprattutto merito suo.
J.Cesar 6,5 - La parata più importante la compie su un tiro al volo di Kakà al 37° del secondo tempo. Nulla può sulla gran punizione di Pirlo. Conferma la solita sicurezza sui palloni alti. L’immagine di lui che batte i pugni sul petto a fine gara rimane una splendida cartolina da conservare con cura. Maicon 6,5 - Quando riceve palla dà sempre la sensazione di essere pericoloso. Per gran parte del match si confronta con Maldini, nell’ultima mezz’ora deve fronteggiare anche Serginho, 75 anni in due. Il capitano rossonero deve ricorrere spesso al fallo, il "Concorde" invece riesce a superarlo con un pregevole spunto (ma è l’unico pericolo che nasce dalla sua fascia). Cordoba 6,5 - Mostra i consueti limiti tecnici ma riesce a compensarli con un ottimo senso della posizione. Da segnalare l'intervento che impedisce a Gilardino di deviare il pallone di testa verso la porta dell’Acchiappasogni. Samuel sv - Il suo infortunio ricorda, a chi l’avesse momentaneamente dimenticato, che la stagione nerazzurra è nata (e continuerà) sotto i peggiori auspici medici. Anche gli aruspici sono dello stesso avviso; (ri)passa il testimone a Matrix. Gli auguriamo di tornare presto ad ergersi a “muro” davanti a Julio Cesar. Maxwell 6,5 - Buona l’intesa con Chivu in fase offensiva, decisamente sorprendente in quella difensiva dove si oppone con il giusto piglio all’avversario di turno: che si chiami Oddo, Gattuso o Kakà.
Zanetti 7 - Guadagna l’ammonizione di Pirlo all’11°, al 24° rincorre Kakà in una delle sue solite sgroppate concedendo solo un calcio d’angolo tra il boato del pubblico, al 43° prova il tiro dal limite finito fuori di poco alla destra di Dida. Consueta prova generosa condita da dosi di ubiquità che acquistano un maggiore valore alla luce delle presenze nell’anno solare 2007. Cambiasso 8 (il migliore) - Il suo sito web (cuchu.com) riporta questi numeri: 23 partite, 4 reti e 2034 minuti giocati da settembre ad oggi. Contro il Milan riesce a mettere in mostra doti tecnico-tattiche uniche. Grande sostanza abbinata a giocate di pregevole fattura. Il goal vittoria non è tutta farina del suo sacco ma l’anticipo e la preparazione al tiro hanno il suo inconfondibile copyright. Chivu 7 - Altra prestazione da incorniciare. Ottimo punto d’appoggio per le sortite in avanti del conte Max, si rende comunque utile nei ripiegamenti difensivi. Superlativa una chiusura su Kakà alla metà del secondo tempo. Nel corso delle ultime gare ha subito una leggera involuzione sui calci piazzati: la punizione al minuto 29 non impensierisce Dida e i calci d’angolo sono meno precisi del solito. Jimenez 7,5 - Dai suoi piedi nascono le azioni più pericolose dell’Inter. Mette in mostra tutta la sfrontatezza di cui è capace raccogliendo un numero impressionante di calci. Cerca e trova numeri importanti senza dare mai l’idea di strafare. Si becca un giallo per un fallo inutile su Pirlo, rischia un rosso per un’entrata scomposta, dimostrando di non saper usare il solo fioretto.
Cruz 7,5 - Segna il 9° goal consecutivo in 9 gare ufficiali da titolare. Stop perfetto, accenno di dribbling e botta di sinistro che passa tra le gambe di Kaladze e si infila tra palo e portiere. Da manuale. Punto di riferimento in attacco, non si risparmia neanche in fase di copertura. Titolare inamovibile. Ibrahimovic 6 - Dispiace dirlo, ma ha deluso. Primo pallone tra i piedi, primo giochetto – errato - fine a se stesso. Sbaglia molti palloni alla ricerca del numero a sensazione, forse ingolosito dal tutto esaurito del Meazza. Si registrano un gran tiro al volo su un preciso cross di Maicon al 4° (se fosse entrato sarebbe stato il goal dell’anno) ed il passaggio a Cambiasso sull’azione che porta al primo goal. Si divora il terzo goal su assist di Suazo. Su azione non segna da tre mesi. Materazzi 6,5 - Entrato al 37° al posto di Samuel dopo due minuti becca un giallo che avrebbe potuto condizionargli la gara. Gran lavoro sulle palle alte, compie un mezzo miracolo al 39° del secondo tempo su un colpo a botta sicura di Nesta. Suazo sv - Trova il tempo di arrabbiarsi con Ibra per non avergli passato il pallone per il goal dell’ex... Pelè sv - Ha personalità da vendere il diciannovenne portoghese. Forse spinto dall’errore di Dida sul goal di Cambiasso tenta il tiro da tutte le posizioni. Nel quarto d’ora che gli regala Mancini vince più volte gli scontri ravvicinati con Emerson. Mancini 9 - 92 punti nell’anno solare 2007. Secondo derby vinto (terzo consecutivo) nello stesso anno – non accadeva dal 1990. La vittoria di oggi è la decima consecutiva (da notare la relazione con il goal del Jardinero, sarà un caso?). Ha plasmato la personalità della squadra (rete del pareggio in 10 contro 11, ndr) e sta gestendo le risorse nel migliore dei modi. Si augura da Babbo Combi di riavere Stankovic e Vieira perché, con l’infortunio di Samuel, Chivu potrebbe servire anche da difensore centrale.
Morganti 4 - Gestione della gara, dei cartellini e degli episodi cruciali da dimenticare. Cade nella tela di Inzaghi, trappola della trattenuta con caduta successiva vecchia di 10 anni, concede a Gattuso il solito bonus di un cartellino giallo, non vede un rigore per danno procurato da Oddo a Cruz, lo stesso danno che procura Cambiasso a Kakà nell’azione in cui si infortuna Samuel, ammonisce per peccati veniali e lascia correre per quelli mortali. Avrà, si spera, tempo per riflettere, visto lo stop che lo scortato Collina dovrebbe concedergli. Dida 8,5 - Nonostante il campionario fosse già vastissimo... decide di regalare la miglior papera della sua intensa carriera nel derby n° 266. Purtroppo sarà l’ultima o quasi. Uno di noi. Seedorf 7 - Vede la partita da spettatore, nonostante resti in campo per 60 minuti. Dalle sue dichiarazioni emerge chiaramente un certo nervosismo per aver constatato come la ricreazione giapponese sia già finita. Ancelotti 7,5 - "Una sconfitta non può togliermi lo stato di beatitudine". In campo non sembrava... ma gli crediamo sulla parola. Pubblico 10 - Complice la bella la scelta della società di applaudire gli avversari al loro ingresso in campo il pubblico si concede le prove generali del “fattore campo” auspicato da Taribo per la sfida contro i Reds. 12° uomo in campo.
Fine del bluff. Se può interessarvi il Sepahan Muhammad ha pareggiato col Teheran Al Ittihad; il Pachuca ha vinto col Sombrero Muchacha AC in trasferta; gli Urawa Red di Yuichiro Nagai hanno sconfitto i Tokio Hotel in concerto; del Cirque du Soleil non ci pervengono notizie: pare che in Tunisia in campionato ci siano solo loro.
Come in Italia. C'è solo l'Inter. Nella giornata in cui vincono la Roma (per la nona volta in superiorità numerica...) e la Juventus (per l'ennesima volta con Trezeguet in fuorigioco), i nerazzurri mantengono inalterato il vantaggio in classifica sugli inseguitori. Tra i quali naturalmente non c'è il Milan. I calciatori rossoneri, che navigano nel basso Medioevo della classifica, erano attesi da una prova vera dopo le varie spedizioni mediatiche in giro per il mondo contro i Power Rangers e qualche altro oggetto misterioso. Spedizioni utili a mettere (col minimo sforzo) qualche fantomatico trofeo in bacheca e a nascondere - con una mirata propaganda organizzata dai 22 media di Famiglia - le magagne di una squadra che negli ultimi due campionati ha totalizzato un ritardo apocalittico nei confronti dell'Inter. Nell'ordine dei 60 punti, finora. Fine del bluff. Contro una squadra vera i cacciaviti tornano a perdere: il terzo derby di fila va sulla sponda della Milano che non retrocede; e va all'Inter nel modo migliore: con una rete del Cuchu che fa venire giù lo stadio, dopo il pareggio sontuoso del Jardinero. Il Milan è tutto in una punizione dal limite di un Pirlo qualsiasi, qualche folata di Kakà quà e là e null'altro. I campioni d'Italia, senza Vieira Figo e Stankovic e con Samuel fuori già nel primo tempo per infortunio, dominano sul piano della manovra e cancellano i "campioni del mondo". Fine del bluff. I campioni veri siamo noi.
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La Commissione di Disciplina Nazionale dell'Associazione Italiana Arbitri ha riabilitato l'arbitro Emidio Morganti e i guardalinee Duccio Baglioni, Gabriele Contini e Cristiano Copelli. La decisione è stata presa per carenza di giurisdizione. La Corte ha di fatto stabilito che i direttori di gara già giudicati dalla giustizia sportiva della Federcalcio non possono essere sottoposti a nuovo procedimento disciplinare da parte dell'Aia. (fonte)
Non vogliamo generare allarmismi presso i tifosi nerazzurri. Ma va fatto notare che il designatore arbitrale Pierluigi Collina ha affidato all'arbitro Emidio Morganti la direzione del derby milanese. Detto in altre parole: Pierluigi Collina (che in alcune intercettazioni è al telefono con l'addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani, e fissa un appuntamento segreto con Adriano Galliani: leggi), dopo aver reintegrato il suo amico Emidio Morganti (già sospeso per tre mesi perché in alcune intercettazioni è al telefono con l'addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani: leggi), lo ha designato per la supersfida di domenica del Milan contro l'Inter. Speriamo bene.
L'urna di Nyon ha dato un verdetto importante. Sul proprio cammino l'Inter troverà il Liverpool di Rafa Benitez, due volte finalista negli ultimi tre anni. L'andata si giocherà in Inghilterra, essendosi l'Inter qualificata al primo posto nel proprio girone ( leggi). Sarà una sfida difficile, insidiosa, contro un avversario prestigioso che abbiamo incontrato l'ultima volta 40 anni fa: vincemmo 3-0 a Milano (dopo l'1-3 in trasferta) e andammo in finale sollevando per la seconda volta consecutiva la coppa dalle grandi orecchie.
Il vantaggio di un sorteggio di questo tipo, va detto, è duplice: di fatto un'eliminazione veloce (che naturalmente nessuno di noi si augura) permetterebbe di concentrare da subito le forze sulla corsa scudetto evitando di perdere terreno sulle concorrenti; un passaggio del turno contro un'avversaria di questa portata significherebbe viceversa uno straordinario bonus di convinzione dei propri mezzi e una mentalità da top-team: essenziali se si vuole andare lontano in Europa. L'11 marzo ne sapremo di più. Intanto la reazione degli inglesi è qui, affidata al dirigente Rick Parry. Al Milan toccherà vedersela con i ragazzi terribili dell'Arsenal di Wenger. Eriksson ha azzardato negli scorsi giorni un pronostico suggestivo: la finale Inter-Arsenal ( leggi). Ci auguriamo che lo svedese abbia ragione...
La mia opinione è che, comunque vada il derby, il 2007 sia stato un anno eccezionale. Ripeto: eccezionale. Avremo giocato 50 partite perdendone 4. E sbagliandone 5 o 6 al massimo. Un rendimento condito da una sequela di record che non verranno mai cancellati. E tuttavia è inevitabile che il derby abbia un effetto notevole sul nostro umore. Viene dopo le strombazzate vittorie intercontinentali del Milan, dopo lo striscione di Ambrosini, nel pieno della nuova fuga nerazzurra. Chiudere l'anno con una sconfitta, vorrebbe dire scatenare decine di giornali e tv nel loro gioco prediletto, quello che Mancini gli ha tolto di sotto il naso: concionare sull'Inter del "non vincete mai".
L'Inter è più forte del Milan oggi. Dunque, parte favorita. E se consideriamo i crediti con la sorte accumulati nei derby dell'ultimo decennio, si dovrebbe essere ancora più tranquilli. Mancherà persino Ronaldo, che ci fece passare venti minuti orribili, in primavera. Ma credo sia giusto riconoscere che la fame di rivincita del Milan non può essere inferiore: da 60 partite stanno dietro, hanno perso gli ultimi due derby, sanno che il campionato gli riserva una corsa senza respiro tutta finalizzata al... quarto posto. Quanto a "motivazioni", il derby è forse l'unica partita di campionato che per il Milan sta sul piano della Champions. Perciò mi sbilancio in un atteggiamento che so mi verrà rimproverato dagli altri tifosi e dagli stessi amici redattori di Bauscia: firmo per un pareggio, così da chiudere l'anno a più 5 sulla Roma e a più 13 sui cugini. Non fosse altro per favorire la Fiorentina: perché se i viola arrivano quarti, beh, voglio proprio vedere con che maglia giocherà Kakà l'anno prossimo...
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Le 409 pagine dell'informativa dei carabinieri hanno un valore maggiore di quello, elevato, che già è possibile attribuirvi. Infatti, se il lavoro dei pm è sempre a rischio prescrizione, almeno dovrebbe sfuggire al pericolo indulto, proprio perchè l'attività della presunta associazione a delinquere sarebbe continuata anche dopo la calda estate del 2006. Oggi i maggiori quotidiani - sportivi e non - dedicano editoriali ed articoli sull'attività di Moggi, e riportano intercettazioni degne di nota ( qui, per una raccolta completa). Questi gli spunti più interessanti:
Campagna mediatica. Sin dall'inizio dell'esplosione dello scandalo, in qualsiasi comparsata televisiva, Moggi ha sempre ribadito il proprio ritornello, costruito insieme ai propri avvocati ed imparato a memoria. Intercettazioni, Telecom, Tronchetti Provera, Moratti, Inter, Scudetto, Guido Rossi, Telecom i punti cardine del copione "circolare" che ha recitato in giro per tv generaliste nazionali - pubbliche e private - o locali. Il tutto condito dal classico principio "tutti colpevoli, nessun colpevole", con la storia del "chiamavano anche le altre società". E' chiaro che una versione del genere avesse bisogno di riscontri e Lucianone non ha perso occasione per coordinare le versioni di tutti i suoi vecchi amici qualora avessero beneficiato di qualche comparsata in tv. Il caso riportato dalle intercettazioni è quello di Gennaro Mazzei, designatore dei guardalinee nella stagione 2004/2005, che aveva in mente di partecipare a Matrix. Lucky Luciano lo rassicura sulle dichiarazioni da rilasciare con un "No, no, te l'organizzo io, non ti preoccupare". anche perchè "Vale quattro volte il Processo di Biscardi... Fidati di me". Sarà contento Mentana per la recensione. Ma l'ex "re del mercato" ha utilizzato altri canali per creare consenso attorno alle sue posizioni e screditare l'operato dei magistrati. Attraverso un suo seguace, Nicola Penta, pubblicista e piccolo azionista della Juve, fa scrivere una finta lettera da pubblicare su Libero a cui rispondere. La lettera e gli effetti della stessa su un forum bianconero sono raccapriccianti (qui).
Consigli per gli acquisti. "Sembra preoccupato per la campagna acquisti fallimentare del Milan: Grimi, Olivera, "ora anche Ronaldo" e si premura di farlo sapere "al capo, io stasera gli parlo". Sembra Berlusconi, come poi riferirà Moggi all'ultimo giornalista al guinzaglio: "Stanno facendo una grandine di *** da paura, incompetenti. Sai, gli ho parlato. Non vorrei che se poi non vanno in Coppa dei campioni se la prendono con me... poi si adopera con il Messina per fermare il passaggio al Milan del portiere Storari". Corrado Zunino, riporta pensieri, parole, opere, omissioni di un Moggi interessato alla quarto posto del Milan (qui).
Confessioni. Finalmente l'arbitro Nucini rende nota la sua (dis)avventura con Moggi e Fabiani. La sua confessione è interessante perchè illustra la tecnica dell'abbordaggio riguardante gli arbitri non ancora inseriti nella lista degli "amici". Mariano Fabiani, ex dg del Messina e braccio destro di Moggi, prima chiama l'arbitro da arruolare per fissargli un appuntamento, poi lo fa incontrare con il dg della Juventus e gli porge la famigerata sim non intercettabile, con tanto di telefonata promozionale a Bergamo e Pairetto per una raccomandazione seduta stante. Il meccanismo di funzionamento delle risorse arbitrali, ipotizzato dai pm, trova riscontro immediato. Berlusconi ha definito calciopoli una montatura, come dire, più fumo meno arrosto, "questione d'influenza non di corruzione". Sorvolando sulle conoscenze dell'ex premier in fatto di corruzione, la pistola fumante non è certamente la classica valigetta, ma la possibilità di arbitrare più partite (al prezzo di 5000 € per una gara di serie A) a patto di avere due occhi di riguardo nei confronti della Juventus. Il funzionamento non è solo chiaro, ma cristallino. Da segnalare (grazie a watchdogs) gli appunti dell'arbitro Nucini (pubblicati dal CorSport) con i commenti dei designatori alle performances dei fischietti relative alla stagione 2001/2002 culminata con il 5 maggio. Altro tassello particolarmente imbarazzante sul funzionamento del sistema "prestazioni - ricompense".
La posizione dell'Inter. Moratti ha affermato davanti ai pm: "Temevo che fosse una trappola. Ricordo che Facchetti mi disse che Nucini gli aveva raccontato di essere stato una volta accompagnato al cospetto di Moggi a Torino dove quest'ultimo gli aveva offerto la disponibilità di un'utenza telefonica cellulare riservata. Ritenni opportuno fare delle verifiche in merito e a tal fine mi rivolsi al Tavaroli (Giuliano ex carabiniere, dirigente della Telecom già indagato nelle inchieste Telecom dalla procura di Milano, ndr) che conoscevo quale persona capace che curava la sicurezza per la Pirelli". Perchè allora l'Inter non ha sporto denuncia nel 2003? Due le versioni che possono essere considerate complementari. La prima data da Moratti - "Tavaroli disse che non c'era nulla di rilevante". La seconda fornita da Nucini - "Facchetti non intendeva scoprirsi, e questo non per mancanza di coraggio personale ma solo perché un suo coinvolgimento avrebbe coinvolto l'Inter in un ginepraio di polemiche che avrebbero finito per danneggiare la società".
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