Benvenuto su Bauscia, la più grande community interista su Splinder.
Ricorda di loggarti o di registrarti per poter commentare i post e partecipare alle discussioni.
 
essere baüscia
« quando stringo la mano a un milanista poi me la lavo. quando la stringo a uno juventino poi mi conto le dita »
- avv. g. prisco
community interista
ideato e progettato da hae, bauscia.splinder.com è oggi la più grande community interista su piattaforma splinder, con oltre 220.000 contatti nel primo semestre di attività...
su bauscia scrivono hae, luissuarez, NK e taribo59.
rubriche
archivio
links
vedi anche...


soundtrack 29
per non dimenticare. le voci dei protagonisti della più grossa truffa consumata ai danni di milioni di tifosi. fonte: repubblica.it

vivavoce
potere juve
potere moggi
moggi padre e figlio
la zarina - de santis
pairetto tessere e maserati
bergamo designatore...
zavaglia cuore gea
moggi e il vaticano

utenze protette
moggi e dattilo - cassarà
racalbuto - de santis
gabriele - bertini - pieri
paparesta (liberato)

disclaimer
Il presente blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Gli autori, inoltre, non hanno alcuna responsabilità né per quanto riguarda le opinioni espresse dai lettori, i quali se ne assumono la responsabilità, né per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite i collegamenti posti all'interno del sito stesso, forniti come semplice servizio agli utenti della rete. Il fatto che il blog fornisca questi collegamenti non implica l'approvazione dei siti stessi, sulla cui qualità, contenuti e grafica è declinata ogni responsabilità.
feeds bauscia

dati tecnici


scritto da hae giovedì, 28 febbraio 2008 alle 12:48
in discussioni, campionato, pagelle | commenti (157)

Arbitro Rosetti 6 - L'arbitro che qualche settimana fa a Udine aveva costretto l'Inter a giocare più di un'ora in 10 (espulsione di Cesar con due gialli in due minuti) e aveva annullato a Ibrahimovic una rete regolare - fatti di cui evidentemente i giornali non parlano - dirige bene nella prima frazione. Nella seconda appare insicuro e commette qualche errore: arriva persino a negare tre corner ai nerazzurri.

   Julio Cesar 8 - Scarsamente impegnato nel primo tempo, è incolpevole sulla conclusione di Totti che porta i giallorossi in vantaggio nella loro unica occasione dei primi 45 minuti. Nella ripresa l'Inter in 10 sembra soccombere: il portierone brasiliano la tiene a galla con un paio di interventi strepitosi (quello su Aquilani è decisivo) e una prontezza di riflessi che, unita alla sua tecnica felina, fa dell'Acchiappasogni un atleta all'altezza dei migliori al mondo: il Buffon impalato sulla posizione di Rosina (e salvato dalla traversa) è avvisato; Maicon 6.5 - in netto recupero, percorre la fascia facendo sentire il suo peso e gioca con sicurezza; si lascia beffare da Vucinic in occasione della rete del vantaggio romanista; Burdisso 6 - quando gioca nel suo ruolo, quello di difensore centrale, è un interprete affidabile e puntuale; morde le caviglie dei romanisti e rischia un doppio giallo: il cartellino che riceve lo escluderà dalla trasferta di Napoli, perché già diffidato; Chivu 6 - la coppia di centrali difensivi Chivu-Burdisso sembra offrire maggiori garanzie di quante non ne offra, ora come ora, l'utilizzo di Materazzi; ha qualche colpa sulla rete di Totti; calcia male alcuni calci piazzati (anche un paio di corner) meritando per questo qualche fischio dagli spalti: ma è sempre prezioso in mezzo al campo e la sua classe risolve situazioni complesse in difesa; Maxwell 6 - corre molto e conferma di trovarsi più a suo agio quando, con le corte leve e il gran controllo di palla, piuttosto che difendere il brasiliano "scuola Ajax" scende sulla fascia e prova a mettere in mezzo il pallone; esce per un infortunio la cui entità sarà valutata nel prossime ore.

   Zanetti 8 - la rete del Capitano è decisiva e sembra coronare non solo la solita prestazione generosa ma anche una lunga carriera in nerazzurro, spesa a correre su ogni campo senza raccogliere i risultati che avrebbe meritato. Se l'Inter conquisterà il titolo a fine stagione, il sedicesimo tricolore nerazzurro porterà la firma del Capitano [leggi anche qui e qui]; Vieira 6.5 - anche lui è sembrato in netta ripresa, fisica e psicologica, ha giocato l'intera partita contribuendo alla manovra di costruzione come alla fase difensiva: ciò fa ben sperare per il ritorno col Liverpool. Riesce a non randellare gli avversari e a non farsi cacciare dall'arbitro (e anche questo fa ben sperare); Cambiasso 5.5 - dopo uno stratosferico girone d'andata, il Cuchu attraversa un calo di condizione evidente: dopo la mediocre prestazione di Liverpool si produce in un'altra performance al di sotto delle aspettative; viene insolitamente sostituito all'inizio della ripresa. Lo aspettiamo; Stankovic 5 - è l'anello debole della squadra, in questo momento; in ritardo di condizione e senza lucidità; nel primo tempo, quando l'Inter ha schiacciato la Roma nella propria metà campo, non è sembrato all'altezza dei compagni e se non recupererà in fretta la condizione... forse Mancini dovrebbe prendere in seria considerazione la possibilità di risparmiarlo contro il Liverpool; Figo 6.5 - sciupa un'occasione favorevole nell'area giallorossa sullo 0-1 ma... in mezzo al campo regala tocchi da gran campione e più volte impensierisce nella prima frazione la difesa romanista con le sue incursioni; come Vieira è in ripresa di condizione dopo il lungo infortunio e potrebbe rivelarsi l'asso nella manica interista per i prossimi appuntamenti; Crespo 6.5 - prova di sostanza; coglie un legno con una girata al volo che avrebbe fatto venir giù lo stadio e soprattutto avrebbe diversamente indirizzato le sorti dell'incontro; partecipa alla manovra e si muove come un attaccante esperto e tatticamente disciplinato; è astuto in occasione della seconda ammonizione di Mexes, anche se il fallo è netto e a velocità normale è un chiaro intervento da sanzione disciplinare da parte di un Mexes negli ultimi minuti colpevolmente nervoso.

   Mancini 6 - la formazione iniziale con la punta unica è intelligente e mette in difficoltà la Roma di Spalletti. Fosse entrata in rete la sforbiciata di Crespo con quel pallone che cammina sulla linea bianca e termina a lato sul palo lontano... la partita avrebbe avuto un altro indirizzo e ora staremmo parlando di un trionfo tattico - l'ennesimo dopo la gara d'andata all'Olimpico - del Mancio sul tecnico toscano. Così non è stato: la Roma, anzi, ha trovato un goal che ha gelato lo stadio. Il triplo cambio nella ripresa è rischioso per la tempistica (ma anche tatticamente: il centrocampo, fuori Stankovic Cambiasso e Figo, è troppo alleggerito) e quando Maxwell si fa male non può sostituirlo con nessuno. E se i nerazzurri non avessero stoicamente resistito in quei venti minuti agli attacchi giallorossi... ora il tecnico di Jesi sarebbe accusato da più parti per le tre sostituzioni. Spalletti 4.5 - prima della rete di Totti la Roma non era pervenuta; dopo quella rete non ha sfruttato il bonus del vantaggio psicologico legato alla segnatura del capitano giallorosso nel momento in cui si stava vedendo la migliore Inter; e non ha sfruttato neanche venti minuti in superiorità numerica nella ripresa (forse sarebbe bastato mettere Amantino o Giuly, prima, sulla fascia scoperta). Alla fine prima ammette il rammarico per l'occasione sfumata, poi (a scoppio ritardato) davanti ai microfoni recrimina come una vecchia prefica pelata. E nessuno gli fa notare che la sua Roma in 10 contro 11 ha incassato 4 reti all'Olimpico contro l'Inter... mentre l'Inter in 10 contro 11 ha resistito col piglio e i coglioni della grande squadra agguantando col Capitano un pareggio insperato. Che vale non 1 ma 9 punti. Anzi, 10.
scritto da hae mercoledì, 27 febbraio 2008 alle 22:57
in discussioni, campionato, mitologia | commenti (150)

La differenza tra nerazzurri e giallorossi. Roma, Stadio Olimpico, settembre 2007: la Roma in dieci uomini (espulso Giuly) ne prende 4 in casa contro l'Inter... Milano, Stadio Meazza, febbraio 2008: l'Inter in dieci uomini (infortunato Maxwell), e priva dell'attacco titolare (Ibra-Cruz), resiste per 20 minuti alla pressione dei giallorossi in superiorità numerica... e trova il pareggio col Capitano [video]. Il campo dice questo: le polemiche lasciamole a vedove e burattini.

   Prima il legno di Crespo, dopo una spettacolare girata che avrebbe meritato una sorte migliore e... se si fosse insaccata avrebbe tirato giù lo stadio: la sfera passeggia sulla linea bianca, a Doni battuto, e esce sul fondo prima che Cambiasso possa ribadirla in rete; poi la segnatura di Totti in contropiede, sull'unico tiro in porta dei giallorossi nella prima frazione. Irriverente esultanza sotto la Nord. L'Inter produce gioco e schiaccia la Roma nella propria metà campo ma chiude i primi 45' in svantaggio. Si addensano cattivi presagi.

   Gli ingredienti per la classica "serata storta" ci sono tutti. I giallorossi a San Siro hanno già vinto le ultime tre sfide dirette (i nerazzurri si sono imposti all'Olimpico). E la ripresa è seriamente condizionata dalla necessità di recuperare il risultato. Un condizionamento di cui il volto di Roberto Mancini è uno specchio: prima stravolge in corsa l'undici iniziale alleggerendo il centrocampo (fuori Stankovic, Cambiasso e Figo; dentro Pelé) e appesantendo il reparto d'attacco (Suazo, Balotelli); poi esulta in modo incontenibile, scaricando tutta la tensione accumulata, quando il Capitano trova la rete del pareggio. Già, il Capitano.

   Chi può dire quanto valga il goal di Saverio? Per le statistiche sicuramente molto: l'Inter continua infatti la serie ininterrotta di partite casalinghe in cui va in goal; e continua a essere l'unica squadra europea imbattuta nel proprio campionato. Ma per la psicologia della squadra (e del campionato) vale ancora di più. La Roma, incapace di affondare il colpo pur avendo giocato venti decisivi minuti della ripresa con l'Inter in inferiorità numerica per l'infortunio di Maxwell (Mancini aveva già speso tutti i cambi), resta a 9 lunghezze e dimostra ancora una volta di meritare la posizione che occupa: alle spalle dell'Inter. I giallorossi, che perdono pedine fondamentali per la prossima di campionato (infortunato Cassetti, due diffidati tra cui Mexes poi espulso), si incattiviscono nel finale cercando lo scontro fisico e la rissa. In undici contro undici l'Inter, seppur priva degli attaccanti titolari (Ibra e Cruz), è superiore alla Roma titolare. E se la partita fosse durata altri due minuti...
scritto da taribo59 mercoledì, 27 febbraio 2008 alle 11:59
in discussioni, campionato | commenti (51)
   Stasera si può chiudere il discorso sul campionato. Per farlo serve un’Inter che nel 2008 non si è ancora vista. La Roma è quasi al completo (manca solo Panucci, recuperano Juan e Mancini), all’Inter mancano Samuel, Dacourt, Cordoba, Cruz e Ibrahimovic. Giustamente Mancini ha scelto di non forzare con gli attaccanti usciti malconci da Liverpool, e ha convocato Balotelli. Per chiudere il discorso campionato, serve una squadra in grado di garantire potenza in mezzo al campo (Vieira, Zanetti e Stankovic), ma capace anche di cambi di ritmo (Figo e Jimenez possono servire a questo) e di proporre incursioni verticali per fare a fette la retroguardia giallorossa (Maicon e Cambiasso).

   I dubbi tattici sono due: 1) davanti - potendo giocare per lo 0-0, può avere senso la strada della punta unica; ma senza Ibra e Cruz questa ipotesi non mi convince; meglio le due punte, Crespo e Suazo, per obbligare Spalletti a tenere arretrato De Rossi. Quanto a Balotelli, potrebbe anche entrare dal primo minuto, ma il suo meglio lo può dare accanto a uno dei grandi assenti; 2) dietro - sono convinto che Spalletti rischierà Vucinic dal primo minuto, il pareggio non gli serve. Nell'ultimo mese il nostro punto debole è la difesa: Materazzi è lontano da una forma accettabile e inadatto a contrastare la velocità della Roma. Perciò punterei su Chivu e Burdisso al centro, con Maicon e Maxwell sulle corsie esterne.

   Se la giochiamo con intelligenza, senza voler strafare e senza esagerare con l'attendismo, stasera stapperemo lo spumante. Se ci facciamo prendere dalla frenesia e regaliamo calci di punizione dal limite, stasera faremo brutti sogni.
scritto da hae martedì, 26 febbraio 2008 alle 23:07
in media, campionato, aiutateli | commenti (43)
   Attenzione: il risultato di 0-0 che verrà omologato sarà tempestivamente smentito dall'Osservatorio sugli umori arbitrali della nota Bocc Tailored Associated (agenzia specializzata nel marketing sportivo). Secondo uno studio condotto sullo stato d'animo di un manipolo di pensionati intervistati al "Circolo delle bocce" la Juventus avrebbe meritato di vincere contro i granata. C'è poco da ridere. Il criterio di calcolo è più o meno simile a quello - descritto nel post precedente - utilizzato per stilare la fantomatica "classifica virtuale" del campionato di cui tanto si parla di questi tempi. Quella classifica, data in pasto alle "vedove" del giornalismo sportivo italiano, secondo la quale la Juventus che si fa infilare due volte dall'Inter delle riserve ridotta in 9 (pareggiando negli ultimi minuti coi nerazzurri in 9 privi di difensori centrali) e si fa eliminare dalla Coppa Italia da quelle stesse riserve la settimana dopo, sarebbe alla testa del campionato. Legrottaglie, Molinaro, Zebina e Grygera. Certo.

   Il criterio di quella classifica, come dicevamo, è per stessa ammissione dell'agenzia il seguente: "Attraverso la collaborazione con il sito Libero, abbiamo chiesto di valutare i casi da moviola con un «sì» o con un «no» ed abbiamo ricevuto circa 30 mila votazioni per giornata calcistica...".  Praticamente un sondaggio tra tifosi: un metodo scientificamente rigoroso e oggettivo... come i sondaggi "preferite Cassano o Del Piero all'Europeo?" vinti sistematicamente da quest'ultimo per lo stesso motivo: i numeri del tifo organizzato o, in altri termini, la quantità di sfigati che si premurano di farci sapere - attraverso il proprio voto - che sono juventini e hanno il fegato a pezzi. Ormai la Juve può vincere soltanto i sondaggi, del resto. Ebbene, secondo i pensionati del Circolo delle bocce i bianconeri avrebbero vinto anche il derby di stasera. Naturalmente è tutto virtuale. (Ma alle vittorie virtuali loro sono abituati.)
scritto da LuisSuarez martedì, 26 febbraio 2008 alle 14:36
in attualità, moggiopoli, agguati e imboscate | commenti (40)

   Premessa. Riteniamo l'Osservatorio sugli errori arbitrali una cazzata mediatica utile ad Adiconsum e alla fantomatica Make Tailored Advertising per farsi pubblicità.

   Questo per innumerevoli motivi. Ne scegliamo tre: 1. in ogni campionato ci sono solo due o tve sviste avbitvali (cit.) 2. alla fine i torti ed i favori si compensano (cit.) 3. il metodo utilizzato farebbe rabbrividire anche un principiante della statistica. Infatti dalle parole di Luciano Lupi, presidente della Make TA, emerge che: "Attraverso la collaborazione con il sito Libero, abbiamo chiesto di valutare i casi da moviola con un «sì» o con un «no» ed abbiamo ricevuto circa 30 mila votazioni per giornata calcistica, per un totale di circa 2 milioni di voti in tutta la stagione". Inoltre :"Abbiamo aggiornato la classifica, nel senso che se una partita, per effetto di questa valutazione, è terminata 1-1 e un goal non era da convalidare, aggiornando la classifica una squadra che aveva avuto 1 punto per il pareggio, ne ha avuti 3 per la vittoria". In parole povere si prendono in considerazione il «sì» ed il «no» di sondaggi (che vengono indirizzati da forum di discussione del tifo organizzato) senza alcun crisma statistico e si annulla qualsiasi principio di causa-effetto. Appurata l'adeguatezza della definizione, scendiamo al loro infimo livello per arrivare al cuore del problema.

   L'Osservatorio è stato creato da 6 anni 6, ma per 5 anni è stato un soggetto sconosciuto. Nessuno dei quotidiani sportivi e non si era immaginato di riprenderne i dati. Erano cazzate d'altronde. Allora li riportiamo noi.

  • Stagione 2002/2003. "Il 25% delle partite risultano alterate dagli errori arbitrali. Errori che complessivamente spostano 95 punti di classifica con un risultato che il Milan viene proiettato in zona Champions League al posto dell’Udinese". Dunque, Milan in Champions e Udinese in Uefa ma... i burattini non c'erano e se c'erano dormivano.
  • Stagione 2003/2004. "Risultano alterate dagli errori arbitrali ben il 30% delle partite per complessivi 104 punti di classifica con la conseguenza che viene proiettata la Juventus in zona Champions League a danno dell’Udinese". Quindi, Juve in Champions e Udinese in Uefa ma... le amanti di allora (vedove di oggi) erano impegnate in servizi diversi. [leggi - leggi]
  • Mondiali 2006. "Alterato il risultato di 37 partite sulle 64 giocate  e facilitato il passaggio di turno di Italia ed Argentina". Ma come, all'Udinese scippano i milioni di euro della Champions per ben due stagioni e nessuno dice niente? L'Italia viene favorita ai Mondiali e non si legge una pagina su questo scandalo?

   Ma oggi è diverso. Questi pseudo numeri, da irrilevanti, sono diventati magicamente fondamentali... tanto da dedicarvi inchieste e prime pagine. L'Osservatorio perciò non è il problema principale. È la solita strumetalizzazione mediatica che deve essere condannata. Gli obiettivi sono abbastanza evidenti: screditare, gettare fango, "cartonizzare" anche questo scudetto. Non importa che le riserve dell'Inter siano andate a Torino ad insegnare calcio ai titolari della Juve, non importa che i valori tecnici delle squadre siano imparagonabili, l'importante è vendere copie di giornale, cavalcare il caos, imbonendo "il pubblico bue" che non cerca altro che conferme alle proprie teorie becere e demenziali e alimento al proprio cieco risentimento. L'accerchiamento mediatico dell'Inter va avanti da mesi, il silenzio stampa ha solo placato momentaneamente l'avanzata delle truppe burattinate e colpite da vedovanza. Gli aficionados di Moggi&Co. hanno sfruttato questi dati per sostenere l'infondatezza delle accuse di calciopoli alla banda di truffatori. "Gli errori c'erano prima come ci sono adesso" - hanno più volte affermato - ignorando i liquami emersi nella fogna delle intercettazioni. E se gli arbitri oggi sbagliano la colpa non è di Collina, come vogliono farci credere. Le responsabilità sono della vecchia gestione che per anni ha avallato un processo di selezione non-meritocratico. Ma questo non importa. Meglio sparare cazzate, compiacendo il padrone o il vecchio protettore. Unica avvertenza: asciugarsi bava e lacrime.

scritto da LuisSuarez martedì, 26 febbraio 2008 alle 11:04
in media, attualità, tre notizie in tre minuti | commenti (30)

Non è che si possa illudere per cento anni una società calcistica e i suoi miliardi e miliardi di tifosi, di essere al di sopra di ogni regola e poi, di colpo, pensare che questi possano sopportare di subire tutto quello che, in quegli stessi cento anni, ha subito ciascuno di quelli che si è confrontato con loro. - lettera dei tifosi granata

   Concorrenza. A fine mese, più puntuali della rata del mutuo o delle statistiche della Iffhs, viene diramata la classifica virtuale del campionato di serie A curata dall'Osservatorio sugli errori arbitrali, un fantomatico organismo gestito dall'Adiconsum e dalla Make Tailored Advertising - una "agenzia pubblicitaria" di cui non si sa nulla - creato per far concorrenza alla Gazzetta o ai teorici del Complotto Ufo. La Juventus titolare si fa eliminare in Coppa Italia dall'Inter delle riserve. E nonostante questa evidenza "del campo" ci si racconta che "d'ufficio" i bianconeri di Legrottaglie, Nocerino e Molinaro sarebbero primi in classifica. Ora si aspettano nuove tesi: "Juve in semifinale di Champions" e "Juve capolista anche su Marte" sono le più gettonate per sbaragliare la concorrenza e intercettare il senso di frustrazione di miliardi e milardi di tifosi bianconeri (potenziali acquirenti di giornali e inconsapevoli vettori pubblicitari).

   Inflazione. Ibra e l'infortunio: "Ho una lesione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro grande come una moneta da due euro". L'Istat ha subito smentito: "Al massimo la moneta è da un euro". Mentre Tremonti avverte: "Avevo proposto l'euro in versione cartacea, ma l'Ue non mi ha dato retta". In realtà ciò che si sta inflazionando è il tendine rotuleo. Prima (e dopo) Ronaldo, oggi Ibra e Kakà. Maledizione fenomenale.

   Marketing. "Il tessuto esterno dell'Inter Century Parka Woolrich è Winter Nylon giapponese, dalle alte performance tecniche, mentre l'imbottitura è termolight, materiale tecnico che mantiene inalterata la temperatura del corpo, adattandosi così alle variazioni climatiche, garantendo un 'assetto costante' alla temperatura corporea". Ecco una delle iniziative per festeggiare il centenario: cercare di venderci un giaccone limited edition. Per fortuna "la caccia al Parka Woolrich è già iniziata da parte dei fans più accaniti, quali Gabriele Salvatores, Enrico Bertolino, Enrico Mentana, Paolo Bonolis, Aldo Giovanni e Giacomo". Limited, sempre più.
scritto da LuisSuarez domenica, 24 febbraio 2008 alle 19:27
in campionato, pagelle | commenti (194)
   Julio Cesar 7 (il migliore) - Ottimo il riflesso sulla deviazione di Maggio, felino il balzo sulla conclusione di Cassano, prudente sulla punizione di Palombo. Nulla può sul goal, imbattibilità in campionato violata (ultima rete subita, Gasbarroni Inter-Parma 1-2). Maicon 6 - La spinta sulla fascia non manca. Crea qualche grattacapo alla retroguardia blucerchiata quando decide di affondare in solitario. Infatti i cross sono tutti da dimenticare. Rivas 6,5 - Si fa saltare una sola volta da Cassano che si libera con uno stop sopraffino. Concentrato sulle chiusure e ben posizionato sulle palle alte. Sfodera uno scatto al minuto 94' decisamente impressionante. Materazzi 5- -Il cartellino per il fallo su Maggio è inevitabile. Compie l'errore sul disimpegno consegnando a Sammarco il più semplice degli assist. Forse, qualche tempo fa, quel pallone l'avrebbe spedito in tribuna. Maxwell 6 - Bravo, come tutta la linea difensiva, nell'applicazione del fuorigioco. Sbroglia di testa (sic) un traversone pericoloso verso la fine del primo tempo. Le poche incursioni in avanti si concludono con cross sconclusionati.

   Zanetti 6 - Prestazione relativamente normale. Cambia tre ruoli in 90', cosa che spiega il "relativamente". Stava per perdere palla nella sua area ma rimedia senza commettere il fallo reclamato da Campagnaro. Vieira 6 - Il fallo dal quale scaturisce l'ammonizione è più cercato da Cassano che voluto dal francese. Forse a causa di richiami eccessivi precendenti alla sostituzione gira il remake del mancato "five" tra Adriano e Mancini in quel di Reggio. Al quale aggiunge un calcio alle borracce, così, tanto per distinguersi dall' ex Imperatore. Cambiasso 6+ - Si fa sentire soprattutto in fase d'interdizione. Il tiro che potrebbe regalare il pareggio viene ribattuto sulla linea. Bravo nell'evitare l'ammonizione che avrebbe potuto costargli il big-match di mercoledì. Stankovic 5 - Male per quasi tutta la partita, si riscatta parzialmente con un pregevolissimo colpo di tacco per la conclusione del Cuchu e con il cross per la testa di Crespo. Esce dal campo per un crampo allo stomaco (sic). Suazo 5,5 - Fa molto movimento. Viene fermato  da Rocchi che vede un fallo su Accardi molto dubbio. Sul finire della prima frazione su azione di Crespo, invece di aggedire il primo palo, si nasconde sul secondo. Al 90° buona l'idea per Crespo, ma il lancio d'esterno destro è fuori misura. Crespo 6,5 - Si sblocca, finalmente, con un colpo di testa alla sua maniera. A fine gara dichiara: "lo staff tecnico e la dirigenza mi hanno fatto capire l'importanza del mio lavoro sia dentro che fuori dal campo e mi hanno fatto capire di essere contenti del mio comportamento".  Persino meglio del goal.

   Figo 6+ - Entra in partita senza grandi difficoltà. Con lui in campo ed un centrocampo senza difensori il gioco migliora. Maniche sv - Solo una manciata di minuti, ingiudicabile. Pelè sv - vedi Maniche. Mancini 6 - Inizia col rombo ma passa al 4-4-2 dopo pochi minuti per presidiare al meglio le fasce. La sua insistenza nel tenere Stankovic viene ripagata con il cross del pareggio, ma alla fine deve arrendersi all'evidenza fisica. Smorza sul nascere il caso Vieira, ma crediamo che non servirà a nulla contro la benzina delle tv e della carta stampata. Finale da brivido con un conciliabolo sorridente con il pibe de Bari. Rocchi sv. Forse esagerato il giallo a Vieira e il fischio su un intervento di Rivas su Cassano che da solo sarebbe valso 2' di recupero. Vede bene sull'intervento di Zanetti ed è coaudivato alla perfezione dai guardalinee che non sbagliano un fuorigioco. Cassano 4 - Purtroppo si comporta già da interista. Strette di mano e sorrisi con Mancini, abbracci con Mihajlovic, Salsano e Viganò. Leggenda narra di un sali-scendi sul pullman nerazzurro nel post-partita. Ma spero (ancora) che l'esultanza dopo il goal venga esaudita.

scritto da LuisSuarez domenica, 24 febbraio 2008 alle 11:07
in media, rassegna stampa, tre notizie in tre minuti | commenti (53)
   Scippata la Juve! No, non è un ossimoro. È il titolo del Corsport sulla partita di Reggio Calabria. Da non credere. Solo 2 anni fa avremmo pensato che fosse più probabile l'atterraggio di una navicella aliena nell'area 51. Invece, dopo Calciopoli, nelle aree di rigore avversarie capita quello che per anni è successo all'Inter. Rigori non visti, cartellini distribuiti senza logica apparente e risultati condizionati. E, giusto per rinfrescare la memoria, il tutto avviene senza schede sim non intercettabili o senza chiudere a chiave arbitri e guardalinee negli spogliatoi. Roswell o Reggio?

   Juve furibonda. Così titola la Gazzetta, che non deve compiere sforzi esagerati per (pro)seguire (nel)la sua linea editoriale. Certo, non è il massimo subire un arbitraggio contrario. Ma il fatto che sia stato un arbitro fedelissimo alla causa bianconera nell'era Moggi [leggi - leggi] crea quella beffa che proverbialmente si accompagna al danno. Una sorta di legge del contrappasso applicata dallo stesso giudice. Cinico e baro il destino? No, sublime!

   Che vergogna! Oltre ad essere il commento d'apertura di Tuttosport, è quello che dovrebbero pensare i direttori dei giornali (sportivi e non) che nell'era dei veri furti, quelli su commissione, non hanno mai alzato la voce per sottolineare una realtà evidentissima. L'anno di (dis)grazia '97/'98 non fu trattato allo stesso modo. Idem la stagione culminata col 5 maggio. Non si ricordano titoli ed articoli così forti, né prese di posizione così nette. Senza Vergogna.
scritto da NkBauscia venerdì, 22 febbraio 2008 alle 21:34
in discussioni, campionato | commenti (166)

Nonostante tutte le parole del dopopartita, Liverpool-Inter è un discorso che ora va definitivamente archiviato. Siamo diventati grandi affrontando una partita alla volta e questo calendario non ci dà il tempo di recriminare sul passato né di fare progetti per il futuro: è il momento di pensare al presente. E il presente si chiama Sampdoria. Torna il campionato, ritorniamo a casa con la consapevolezza che nel percorso di avvicinamento all'11 marzo potremmo chiudere definitivamente il discorso scudetto.

   La partita di domenica, arbitrata da Rocchi, sarà lo scontro numero 52 a Genova con i blucerchiati: 24 vittorie, 18 pareggi e 9 sconfitte per un'Inter nella quale - ancora assente Cesar oltre a Cordoba, Dacourt e Samuel - si potrebbe rivedere Jimenez in panchina. Mancini dovrebbe affidarsi alla coppia centrale Materazzi-Burdisso e a un centrocampo con Zanetti, Cambiasso, Chivu e Stankovic. Con Suazo a fare da spalla a Ibrahimovic per espugnare il "Luigi Ferraris" e conquistare 3 punti contro una Samp praticamente al completo: mancano infatti Volpi (squalificato) e Montella (infortunato), ma Mazzarri - che quest'anno a Genova sta confermando tutte le sue qualità - ha già più volte fatto a meno di entrambi i giocatori, esponenti di una "vecchia guardia" per la quale la permanenza a Genova è tutt'altro che scontata. All'andata fu 3-0 nella partita che vide l'esordio di Pelè in nerazzurro, con doppietta di Ibrahimovic e gol di Figo. L'anno scorso, a Genova, un altrettanto secco 0-2 (Ibrahimovic e uno straordinario Maicon) con la Samp in 10 per tutto il match a causa dell'espulsione di Delvecchio dopo 6 minuti.

   A questa partita è affidato un compito importante: dimenticare Liverpool, dimenticare la sconfitta e far capire a tutti in vista dello scontro con la Roma che la banda Mancini è caduta in piedi e non ha nessuna intenzione di riaccendere le speranze sull'esito del torneo. Attenti però alla Samp, che non sarà lì come sparring partner. Reduce da un esaltante successo nel derby negli ultimi minuti e dalla convincente vittoria col Napoli, ha avuto tutta la settimana per preparare la partita. E poi c'è Antonio Cassano da Bari Vecchia: il talento ex-Real sta attraversando un periodo di forma strepitoso, non sbaglia mai le partite che contano e, chissà, sarà invogliato a fare ancora meglio per impressionare l'estimatore Mancini e una squadra, l'Inter, di cui è tifoso sin da piccolo e che un giorno non lontano potrebbe accoglierlo fra i propri ranghi.

   Nonostante ciò l'Inter può e deve avere la meglio in questo scontro, per iniziare col piede giusto il cammino verso il big match di mercoledì. Unico pericolo in chiave Roma: Burdisso, Cambiasso e Chivu in diffida. E chissà che, per evitare sorprese, Mancini non conceda un turno di riposo al Cuchu o al rumeno e colga l'occasione, così, per dare un po' di minuti (oltre che a Pelé e Maniche anche) a Vieira e Figo.
scritto da taribo59 venerdì, 22 febbraio 2008 alle 11:40
in discussioni, letture, attualità | commenti (41)

Dal Web al libro. Fin dall'esordio di questo blog, sulla colonna di sinistra c'è stato il link a "Nonstimonedved". Ho conosciuto gli artefici di quel progetto, mi hanno coinvolto nella realizzazione di un libro. Ora il libro esce per l'editore Malatempora e mi fa piacere segnalarlo.

   È un libro politicamente scorretto. Che prende di mira campioni celebrati e comprimari quasi dimenticati. Che trova in Pavel Nedved un efficacissimo simbolo dei comportamenti antisportivi di cui è pieno il gioco del calcio, rintracciando una quantità di situazioni nelle quali l’antisportività si è rivelata “vincente”. Gli autori sono volutamente irrispettosi, dalla loro memoria riemergono episodi che noi tifosi preferiremmo dimenticare (almeno quelli che riguardano i “nostri”). La perfidia della coppia sta già nella foto di copertina, che ritrae l’inconsolabile disperazione di Nedved in seguito a uno dei suoi pochi gesti generosi: quando per fermare un avversario si immolò a centrocampo, commise fallo, venne ammonito e automaticamente squalificato per la finale di Champions League (quella di Manchester, vinta dal Milan ai rigori).

   In una serie di brevi capitoli, linguisticamente assai vari, 38 personaggi amorali e immorali vengono inchiodati al muro dell’antisportività. Risulta particolarmente riuscita la demolizione di due icone mondiali: Cannavaro e Materazzi. Questi 38 ritratti si possono catalogare in vari “gironi” infernali. Quello dei commedianti (i "simulatori") comprende Adriano, il massaggiatore Carmando (che convinse Alemao a fingersi moribondo per una monetina lanciata dai tifosi dell’Atalanta), Cristiano Ronaldo, Alberto Gilardino, Andrés Guglielminpietro, Filippo e Simone Inzaghi, Luis Oliveira, Rafa Guerrero (guardalinee spagnolo), Milan Rapajc, Arjen Robben, Roberto Rojas (portiere del Cile che finse di essere stato ferito da un petardo) e Ruud Van Nistelrooy. Manca Nelson Dida con la sua sceneggiata di Glasgow, e Camoranesi. E nella ristampa si potrà porre rimedio a queste omissioni. Del girone dei bad boys (i distruttori di gambe e setto nasale), fanno parte Fabien Barthez, Joey Barton, Pasquale Bruno, Fabio Cannavaro, Andoni Goikoitxea, Vinnie Jones, Jorge Costa, Paolo Montero, Sebastiano Rossi, Salvatore Soviero, Stig Tofting e Patrick Vieira. In quello degli attaccabrighe (i provocatori) rientrano Fabio Bilica, Eric Cantona, Paolo Di Canio, El Hadji Diouf, Zlatan Ibrahimovic, Marco Materazzi, Sinisa Mihajlovic, David Navarro (che sferrò un pugno a Burdisso alla fine della partita di Valencia), Christian Poulsen, Antonio Carlos Zago, Zinedine Zidane. Ci sarebbe anche il girone dei venduti, dove spicca Ramòn Quiroga, il portiere del Perù che si fece fare 6 gol dall’Argentina nei Mondiali 1978. Di Bruno, detto o’ Animale, gli autori scrivono che non avrebbe potuto giocare dopo le modifiche al regolamento avvenute nei primi anni Novanta: “La nuova normativa prevede la morte del passaggio all’indietro. Per lui è come perdere un parente”. Per Filippo Inzaghi, “procurarsi un rigore equivale a un ricamo… Pippo è furbo. Fateci caso quando viene colto in fuorigioco non protesta quasi mai. Si limita a guardare il segnalinee e a fissarlo per un po’. Solo per mettergli un tantino di pressione addosso e dirgli: non segnalarmelo anche alla prossima”. L’inglese Vinnie Jones, invece, “rappresenta l’altra faccia della storia, quella nera come il fango che ti si appiccica addosso dopo un’entrata in tackle, quella più cupa, quella scritta dai tacchetti che affondano nelle caviglie dell’avversario, dalle risse, dalle provocazioni e dalle manate galeotte, lontano dagli occhi dell’arbitro”.

   C’è solo un capitolo che non condivido, quello in cui Giovanni e Daniele prendono di mira il mio amatissimo Taribo West. Su un punto, però, hanno ragione: in quell’indimenticabile scippo dell’aprile 1998, mentre tutti i nerazzurri si fermavano a protestare con Ceccarini per il rigore negato a Ronaldo, uno solo restava concentrato sul pallone. Lui, Taribo: che andò dritto contro l'attaccante juventino e lo mandò gambe all’aria pur di impedirgli di segnare, regalando a noi interisti il mesto orgoglio del rigore parato da Pagliuca. Quanto a Nedved, vengono riportati molte voci, fra le quali spicca la perfetta sintesi di Paolo Ziliani: “È un simulatore nato, un provocatore impunito e un isterico attaccabrighe”. Aggiungo le ultime righe del mio piccolo contributo a questo libro, un acrobatico ragionamento che parte da certi film di Woody Allen per dimostrare che, purtroppo, il delitto paga: “Nedved troverà sempre qualcuno che lo giustifica. Abbiamo imparato a conoscerla, la banalità del male, e chiunque sa che gli occhi dell’arbitro non vedono tutto”.