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Moggi e la giustizia. Una storia lunga più di 20 anni, oseremmo dire "travagliata". Dalle squillo del Torino dell'era Borsano alla frode fiscale, dal processo doping ai liquami di calciopoli, passando per il processo Gea e l'umiliazione del Tar...
Riva. Non Gigi (quello deputato a stanga' Zeman) ma Adriana. Una avvenente prostituta d'alto bordo chiamata a soddisfare i desideri di arbitri internazionali prima e/o dopo le partite disputate dal Torino in Coppa Uefa, stagione 91/92. Le partite bollenti sono quelle contro il Reykjiavik, il Boavista e l'Aek Atene. I pm di Torino alle prese con le invenzioni e le contraddizioni di Moggi, nonostante l'accusa di illecito sportivo fosse più che fondata non riuscirono a portare Lucianone alla sbarra a causa di un vuoto normativo. La normativa italiana, infatti, riguardava solo le gare organizzate dal Coni, ma non dall'Uefa. Lucky, Luciano.
Frode fiscale. Il Torino dell'era Borsano era una sorta di habitat naturale per le irregolarità moggiane. Come dimostrano alcune pratiche marcantili poste in essere dal "paletta" con la Lodigiani. Acquisto di giovani promesse in cambio di cifre onerose e cessione gratuita alla stessa squadra d'origine in caso di mancato rispetto delle promesse. Il giochetto contabile-finanziario è ben presto scoperto. Moggi pagava somme elevate per abbassare il reddito imponibile, salvo poi ricevere le stesse somme in nero da parte della Lodigiani. Rinviato a giudizio, patteggia tre mesi di reclusione e lire 3 milioni di multa. La reclusione viene poi sostituita con altri 2 milioni e 250 mila lire di multa. Sentenza per frode fiscale definitiva e inappellabile. Tribunale di Torino, 27 gennaio 1996. [per un approfondimento, Lucky Luciano]
Milan. Il geom. Adriano Galliani ha abbandonato lo stadio "Meazza" prima dell'intervallo. Mentre l'Atalanta dominava in lungo e in largo e sfiorava a più riprese la rete dello 0-3 definitivo, dalla tribuna rossa un coro di fischi e insulti rivolti costantemente al dirigente rossonero lo hanno indotto a lasciare lo stadio anzitempo. Un atteggiamento molto sportivo che, con o senza illuminazione, ha reso celebre il dirigente rossonero in Europa. Non si prevede una puntata speciale di "Controcampo" nel corso della quale i giornalisti Mediaset proveranno a interpretare, in un'ora e mezza, il labiale dei tifosi milanisti appostati in Tribuna (e altrove). E, nonostante si siano visti Gattuso terzino (avrà commesso 5 falli prima di essere ammonito) e Ambrosini centroavanti (idem), a Milano non è stato avvistato Mourinho. La panchina di Ancelotti non traballa. La Gazzetta non farà un titolo sul Milan scivolato al 6° posto dietro l'Udinese e assieme alla Samp. La notizia del giorno sarà un'altra.
Juventus. Dodicesima d'andata: si giocavano Inter-Lazio, Atalanta-Milan e Parma-Juve. In una stazione di servizio tifosi laziali incrociano tifosi juventini: un giovane supporter biancoceleste muore in circostanze ancora poco chiare. Dodicesima di ritorno: si è giocata Lazio-Inter e si giocano Milan-Atalanta e Juve-Parma. In una stazione di servizio tifosi ducali incrociano tifosi juventini: un giovane supporter emiliano muore in circostanze poco chiare [ leggi - leggi - leggi]. Comune denominatore: tifosi juventini. Premessa: fatta salva la natura ancora incerta degli incidenti e delle responsabilità, avanziamo una proposta. Proposta: i tifosi juventini, che per anni hanno festeggiato gli scudetti farlocchi portati in dote da quella che i magistrati hanno definito «un’organizzazione simile più alla loggia massonica P2 e alla mafia che a una comune associazione a delinquere» [ leggi], e hanno pertanto alimentato e attirato la "simpatia" di milioni di tifosi in tutta italia, teneteli chiusi in casa. O, in alternativa, allo zoo. P.S. Questo sito si unisce al cordoglio della Famiglia Bagnaresi per la scomparsa del giovane Matteo, investito da un pulmino di bari in fuga.
Inter. Torniamo al calcio giocato. L'Inter vista ieri a Roma non ha entusiasmato e, a parte la rete in presunto off-side di Rocchi, avrebbe potuto ampiamente perdere (due legni laziali). La condizione atletica della squadra è pessima. Mancano 7 giornate al termine del torneo. 21 punti a disposizione: sono 4 (5) quelli di vantaggio sulla Roma inseguitrice (che però giocherà due partite in più, quelle col Manchester). Le sfide casalinghe saranno con Fiorentina, Cagliari e Siena; le trasferte con Atalanta, Torino e Parma; in mezzo c'è anche il derby. Servono 17 punti per la matematica certezza del titolo, ammesso che la Roma non ne lasci nessuno per strada.
Julio Cesar 8 - non ha colpe sulla rete (in off-side) di Rocchi; è l'unico superstite della squadra tritasassi apprezzata fino a Natale; il portierone brasiliano è commovente, come una Ferrari parcheggiata in un concessionario Fiat; Maicon 4.5 - la peggiore prestazione stagionale; ha il merito di suggerire l'azione del vantaggio di Crespo; sbaglia tutto il resto; infine consente a Rocchi di scattare sul filo del fuorigioco; Rivas 6.5 - non sbaglia assolutamente niente; se solo avesse qualche centimetro in più potremmo dire che (probabilmente) l'Inter in Colombia ha pescato il nuovo Zapata; Burdisso 6 - prestazione diligente dopo aver giocato in nazionale qualche giorno fa; Maxwell 6 - il solito cursore laterale: senza infamia né lode; Chivu 7 - ha una spalla che vive di vita propria: entra e esce dalla propria sede naturale e lo costringe a convivere con un fastidioso dolore per due giorni al termine di ogni partita; ha giocato in nazionale contro la Russia qualche giorno e si è ripresentato all'Olimpico per la Lazio; si conferma versatile, prezioso e... aggrappato alla Causa; esce in barella dopo l'ennesimo colpo ricevuto. Dopo gli Europei sarà operato.
Zanetti 5 - prova opaca di un atleta ultratrentenne che ha giocato troppo quest'anno; Maniche 6 - nella prima frazione è tra i più vivaci e volitivi; corre molto e arriva al tiro in un paio di occasioni; esce nei primi minuti del secondo tempo. Stankovic 6 - la sua stagione, lo sappiamo, è condizionata dal fastidio fisico al tallone; sembra in costante ripresa: ha il merito di fare da sponda nella triangolazione con Maicon che porta Crespo al goal; ma è ancora la brutta copia di se stesso. Crespo 6 - rapace nell'area piccola: in questo non ha eguali; fallisce una buona occasione per il raddoppio nel primo tempo; per il resto prova anonima al fianco di un Ibra 5 che sbaglia le cose più facili ed esce dopo un'ora con la borsa del ghiaccio sul ginocchio; Suazo s.v. - entra e ha giusto il tempo per rimediare un infortunio muscolare: Lourdes; Jimenez s.v. - entra nella ripresa e non incide; Vieira s.v. - vedi Jimenez.
Mancini 6 - non sbaglia i cambi: Jimenez e Suazo erano due soluzioni obbligate; l'honduregno forse avrebbe potuto entrare prima (al posto di un Ibra spento); Vieira entra per l'infortunato Chivu. Infortuni a parte, sotto il profilo fisico-atletico la squadra attraversa una fase estremamente delicata: dopo neanche un'ora di gioco all'Olimpico in campo c'era solo la Lazio; solo due legni hanno impedito ai biancocelesti di portare a casa il bottino pieno; forse nelle ultime giornate converrà schierare qualche giovane (Balotelli, Siligardi) che non avrà i colpi del campione ma dopo un'ora di gioco si regga ancora in piedi. Rosetti 6 - Rocchi forse segna partendo dall'off-side (come Camoranesi) ma il fischietto torinese, a parte questo, non sbaglia nulla; ha il merito di non assegnare tre rigori che avrebbero fatto discutere: uno per l'entrata sulla sfera di Chivu, che poi colpisce Behrami; l'altro per il fallo al limite dell'area (fuori dall'area) di Maicon sullo stesso Behrami; l'ultimo per la trattenuta di De Silvestri ai danni di Rivas.
Una specie di ammucchiata, insomma. Leggete i giornali, sportivi e non, degli ultimi giorni. Il gruppo RCS ( Corriere della sera e Gazzetta dello Sport) continua a lavorare la Società di Via Durini ai fianchi con manovre mediamente disgustose. La Gazzetta non più di 48h ore fa parlava di "Benitez ma sale anche la quotazione di Prandelli" [ leggi]; il "cugino" Corsera insiste su quest'ultimo, l'allenatore viola [ leggi]. Poi arriva la vigilia del delicato match dell'Olimpico con la Lazio e... dopo aver trascorso una settimana a ipotizzare una combine o una sorta di regalo della Lazio, dopo una settimana trascorsa a evocare i fantasmi del "5 maggio" (che pure fu ben preparato sotto il profilo ambientale...), la stampa capitolina sposta l'attenzione su un fantomatico appuntamento segreto tra Mourinho e Moratti a Milano. Una notizia destabilizzante. Con titoloni a caratteri cubitali [leggi - video]. Insomma, un accerchiamento mediatico vero e proprio. La Gazzetta che dedica alla rete in fuorigioco di 4 metri di Camoranesi un minuscolo richiamo tra le righe dell'articolo sappiamo di non doverla comprare più - qualcuno ha già chiarito le logiche editoriali e politiche di RCS - nonostante il nuovo formato colorato e i peluche in omaggio. Sul conto Mediaset - e non solo - c'è oggi un bell'articolo di Antonio Smargiasse e Guido Liguori su Il Manifesto [ da leggere].
E poi c'è, ci sarebbe il calcio giocato. Giocato nonostante il clima ostile e le tensioni ambientali. Mancini ieri ha ostentato fiducia e ottimismo [ leggi]. Pare che sotto il profilo atletico ci siano delle buone notizie, dei recuperi importanti [ convocati - possibile formazione]. L'arbitro designato è Rosetti di Torino [ leggi], quarto uomo è Tagliavento [...]. Rosetti ha espulso (doppio giallo) Aparecido Cesar a Udine dopo venti minuti di gioco del primo tempo, costringendo i nerazzurri in dieci per oltre un'ora e annullando una rete regolare di Ibrahimovic (quanto se n'è parlato sui giornali e in tv? zero); con lo stesso metro, in Inter-Roma, qualche tempo dopo ha espulso Mexes (doppio giallo) a 5 minuti dalla fine a fine febbraio (si è scatenata una bufera). Una delle tante bufere che hanno avvelenato il clima di Appiano. I media (Mediaset e RCS in testa ma anche le realtà con un profilo territoriale più marcato, come Corriere dello sport) stanno giocando a carte scoperte. Comunque vada a finire questo campionato ora sappiamo come regolarci quando andremo in edicola o sottoscriveremo un abbonamento televisivo. E sappiamo come consigliare i nostri amici.
Non ci speravo, non ho mai creduto che Calciopoli potesse funzionare da catarsi e sgombrare il campo dai sospetti, ma la rapidità con cui la situazione sta di nuovo degenerando, sorprende anche me. Ricapitoliamo.
Primo. La Juventus segna un gol decisivo grazie a un fuorigioco di tre metri, in un'azione di facilissima lettura con il guardalinee in posizione perfetta, e che succede? Niente. Quel Collina che aveva pubblicamente rimproverato un arbitro per un errore a favore dell'Inter, rimane zitto; quell'arbitro (Farina) che era persino andato in tv a chiedere scusa, zitto pure lui. Spiccano le parole in libertà di Cobolli Gigli, che ha definito la vittoria della Juventus "più di un risultato calcistico, il momento della redenzione". Di redenzione aveva parlato questo stesso sito, con tono polemico, qualche giorno prima...
Secondo. Esce la sentenza del TAR del Lazio, che definisce legittimi gli atti che hanno portato all’inibizione per cinque anni da tutte le cariche federali e l’ammenda di cinquantamila euro inflitta a Luciano Moggi. Per il Tribunale le prove raccolte mostrano come la Triade abbia maneggiato per costruire “a suo favore una situazione di sudditanza psicologica da parte sia degli arbitri, condizionandone l’operato a mezzo dello strumento delle designazioni (…), che delle altre società, boicottandole non solo sul piano strettamente competitivo ma anche su quello del mercato e delle acquisizioni”. La notizia ottiene spazi minimi. Moggi continua a vagolare nei media amici, presentandosi come una vittima.
Terzo. Alla vigilia della prossima, delicata giornata di campionato vengono restituiti i 3 punti di penalità al Cagliari mentre monta una campagna di stampa tesa a ipotizzare e prefigurare un "regalo" della Lazio all'Inter. L’effetto è che molti interisti interpretano la restituzione dei 3 punti ai sardi come un modo per ammorbidirli, mentre molti romanisti già immaginano grotteschi autogol di Rocchi e Pandev. L'atmosfera è torbida, il ridicolo si mescola al patetico; la Fiorentina è l'agnello sacrificale per consentire a Juve e Milan di ripartire dalla Champions; e certe campagne di stampa non sono certo estranee alla campagna elettorale in corso, persino il sommo Beccantini (che pure ha ammesso i misfatti della Triade) ricostruisce il "5 maggio" come se la Triade non fosse mai esistita. Sullo sfondo si profilano nuove alleanze per svuotare la nuova legge sulla vendita collettiva dei diritti televisivi. A questo punto, non sono più disposto a giurare sulla regolarità di questo campionato.
Mancini bomba ad orologeria, almeno secondo Laura Alari. Solo un'intervista (fiume) postuma potrebbe svelarci come (non?) funzioni la società Inter.
E se Drogba vuole l'Inter. Come voleva il Milan, il Barça ed il Real Madrid. E' probabile che il suo futuro sia legato a doppio filo con quello del suo mentore: the special one Mourinho. Difficile perciò che arrivi all'Inter. Massimo Moratti ha ribadito che non ha voglia di fare rivoluzioni.
Primo acquisto. Alcune fonti lo danno per certo. Diego Capel, 20enne esterno sinistro del Sevilla sarebbe il primo acquisto nerazzurro per la prossima stagione.
Se davvero Moratti ha pensato di esonerare Mancini, subito dopo la sconfita con la Juve, questo scudetto possiamo davvero perderlo. Vorrebbe dire che siamo daccapo sull'orlo di una crisi di nervi, e siccome è impensabile che la società faccia l'unica cosa che dovrebbe fare - una conferenza stampa Moratti-Mancini in cui lanciare inequivocabili e definitivi segnali di coesione - il rischio è che la situazione precipiti in qualsiasi momento. A destabilizzarci, lavorano in tanti. Voglio provare a ragionare freddamente, sperando che analoga freddezza sfiori chi deve prendere le decisioni.
Chi frequenta questo blog sa cosa penso dell'Inter post-Dubai: è irriconoscibile rispetto a quella che abbiamo ammirato fra ottobre e dicembre, e gli infortuni non sono una spiegazione sufficiente. Ma a 8 partite dalla fine, oltre ai muscoli e ai polmoni conta il cervello, conta la personalità, conta l'esperienza. E su questi piani l'Inter non è certo inferiore alla Roma, che può precipitare in qualsiasi momento e che deve gestire anche il doppio appuntamento col Manchester. Cervello, personalità ed esperienza devono tradursi in un turn-over sensato (soprattutto a centrocampo, dove convivono affaticati e in ritardo di forma), in nuovi schemi sulle palle inattive (mai più punizioni di Ibra sparacchiate contro la barriera, né corner battuti senza criterio), in una difesa che deve avere come fulcro inderogabile Christian Chivu (accanto al rumeno possono alternarsi Materazzi, Rivas e Burdisso, ma lui è l'unico potenziale leader difensivo).
L'Inter pre-Dubai poggiava su un asse formidabile: la linea formata da Julio Cesar, Samuel, Cambiasso e Ibra; con tre variabili tattiche determinanti per le loro mutevoli attitudini: Maicon, Zanetti e Cruz. Ora che la condizione è scaduta, vale la pena tentare nuove soluzioni. Come il 4-1-4-1 che stasera Donadoni sperimenterà contro la Spagna. Maicon-Rivas-Chivu-Maxwell, Cambiasso a protezione della difesa, Jimenez-Zanetti-Vieira-Stankovic per conquistare la supremazia a centrocampo e Ibrahimovic unica punta, a cui chiedere 45 minuti di grande intensità per poi prevedere la sostituzione dei più spremuti con i vari Maniche, Cruz, Suazo, Crespo, Balotelli... Per superare la crisi servono 4 punti fra Lazio e Atalanta. Sono squadre che giocano bene sulle fasce ma con difese mediocri. Se l'Inter si fa schiacciare può perdere da entrambe. Se riprende in mano il pallino del gioco, di punti possiamo farne 6.
In giorni di resurrezioni più o meno celebrate, proviamo a fare il punto sul match di due sere fa tra Inter e Ju*entus, fissando cinque punti fermi. "Quattro più uno", come quelli che ci separano dalla Roma inseguitrice. Novanta minuti - per la precisione novantatre - dal sapore antico, che hanno visto i nerazzurri attaccare in modo sfortunato e inconcludente e i bianconeri vincere con un misto di ingiustizia e cinismo. Insomma, loro hanno vinto da Ju*e (e noi abbiamo perso da Inter). Le verità che emergono dalla sfida dell'altra sera sono le seguenti:
- Farina. A Catania qualche tempo fa l'Inter ha vinto 2-0 sotto la sua direzione. La prima rete, di Cambiasso, era in fuorigioco. Si sollevò un polverone mediatico - come sempre quando si tratta di mettere i nerazzurri nel mirino - e l'arbitro, caso più unico che raro (cosa mai accaduta negli anni della Triade), fu costretto a scusarsi in televisione, su Raidue. All'indomani della sfida coi siciliani il Corriere dello Sport titolò "Scudetto da ridere"; il Romanista: "Siete come la Juve". Passa qualche tempo. In Inter-Ju*entus lo stesso Farina, col concorso del suo assistente, convalida la prima rete bianconera, quella che di fatto ha spezzato gli equilibri tattici e nervosi dell'incontro, nonostante un clamoroso off-side di Camoranesi (e Trezeguet). Allo scadere, nonostante i 6 cambi e le numerose interruzioni, concede inoltre 3 minuti appena di recupero (a Genova, col Genoa in forcing e superiorità numerica, ne avevamo giocati quasi 7 il mercoledì prima...). Nessuna bufera mediatica, i giornali hanno parlato di "orgoglio Juve" e "Juve da urlo", l'arbitro non andrà su Raidue a chiedere perdono e verrà riabilitato (e santificato), grazie al torto ai danni della Capolista, agli occhi dell'opinione pubblica. Farina redento.
- I bianconeri hanno atteso lo scontro diretto con l'Inter per due anni. In principio era "il 4 novembre". Giancarlo Padovan, di cui si sente oggettivamente la mancanza, scrisse un fondo sul Tuttosport in cui leggeva la supersfida di Torino tra bianconeri e nerazzurri come una "Festa della liberazione"; sui forum dei tifosi ju*entini si parlava del 4 novembre come del giorno della catarsi, dell'Armageddon, dello scontro finale tra le forze del bene e del male. Poi venne la partita e... fu a senso unico: l'Inter passò in vantaggio con Cruz, sprecò molte altre occasioni utili per chiudere i conti e si vide annullato per fuorigioco millimetrico il raddoppio di Cambiasso (le regole per l'offside sono diverse evidentemente tra Inter e Ju*e); negli ultimi minuti un gollonzo di Camoranesi, un tiro anonimo deviato da Samuel, fisserà il risultato sul pari. Vincere a Milano con una rete irregolare è una vendetta finissima, che neanche Moggi avrebbe potuto immaginare migliore. I bianconeri tornano cioè a vincere nel modo che li ha resi famosi nel mondo e... ricevono il plauso dell'intera Italia pallonara: Ju*entus redenta.
- Maniche redento. Era un oggetto misterioso del mercato di riparazione: si diceva che fosse sovrappeso, si diceva che fosse ormai un calciatore finito, si diceva che fosse un avamposto mourinhano ad Appiano (una sorta di cavallo di Troia dello "special One"); ha giocato pochissimo finora ma non è mai parso particolarmente responsabile delle prestazioni opache della squadra. Sabato sera nei pochi minuti spesi in campo ha realizzato la rete che ha riaperto temporaneamente il risultato, smistato con buona visione di gioco alcuni palloni che avrebbero potuto essere capitalizzati meglio dai compagni e... trovato un palo allo scadere in occasione di un'incursione degna del Nuno che abbiamo apprezzato nella nazionale portoghese. Lo rivedremo spesso, verosimilmente, da qui alla fine del torneo.
- Trezeguet redento. Regola del fuorigioco: "Le disposizioni prevedono che una qualsiasi parte del corpo, ad eccezione delle braccia e delle mani, che si trovi oltre la linea immaginaria costituita dal penultimo giocatore sia sufficiente a far considerare un giocatore in posizione di fuorigioco. Non occorre più che passi la famosa "luce" fra i due corpi, come prevedeva la regola in uso nella stagione calcistica 2004/2005". Dopo il derby tra Ju*e e Torino, dopo Fiorentina-Ju*e, dopo Genoa-Ju*e e [saltando qualche altro caso] dopo Inter-Ju*e, è ufficiale: la regola dell'off-side non si applica a Trezeguet o agli attaccanti bianconeri che dialogano con lui (Camoranesi a San Siro, Iaquinta a Firenze, e via discorrendo). Il francese non ha quindi colpe oggettive.
- Il funerale. Nel rispondere ai cronisti a fine gara in merito all'esclusione di Cambiasso, Mancini - che, ora è certo, abbandonerà il Club a fine stagione - mantiene l'autocontrollo. Ma ha gli occhi gonfi di amarezza. Il rapporto con una società che non ne asseconda più il progetto, che non difende se stessa e il proprio allenatore di fronte al volgare linciaggio mediatico che si reitera da alcuni mesi a questa parte, è assolutamente irrecuperabile. Il progetto è tramontato. Se poi, come pare, il medico sociale mette fuori gioco Cambiasso, una delle poche pedine insostituibili, alla vigilia di una sfida così importante... c'è da auspicare che il funerale si consumi in maniera indolore e senza danni ulteriori per la squadra e noi tifosi. Mancano 8 giornate al termine del campionato: 24 punti in palio. All'Inter ne servono 19 per aggiudicarsi - in barba alle tante vedove e ai burattini, ai rosiconi e ai moggiordomi della prima repubblica pallonara - uno scudetto che fino a Natale sembrava scontato e che a partire da gennaio, complici le numerose assenze e il generale ritardo di condizione, le campagne mediatiche e le tensioni interne, è tornato in ballo. Il calendario vede favorita la Roma, che tuttavia ha di fronte l'incognità Champions. La situazione, comunque la si veda, è di sostanziale equilibrio. Bisogna tener duro fino all'ultimo e sostenere i nostri colori.
Old Style. La nuova vecchia Juve, quella bistrattata da arbitri e guardalinee, quella che considera(va) Farina Mr Simpatia per intenderci, ha beneficiato di un regalo pasquale di proporzioni gigantesche. Un aiutone direbbe il gabidano. Che si somma agli altri casi riguardanti la strampalata applicazione della regola del fuorigioco quando i protagonisti sono Trezeguet&Co. Non sappiamo come titoleranno i quotidiani domani, ma siamo certi che Padovan avrebbe predistosto una prima pagina con carattere Arial 36 ed un "Inter-Farina 1-2". Per amore della verità, s'intende. Ma sappiamo come ha affrontato il circo Mediaset la sconfitta nerazzurra. Non hanno teletrasportato nessuno negli studi di Cologno Monzese e non hanno dedicato una puntata intera al goal furtivo di Camoranesi. Una domandina a Ranieri ed una a Mancini. Era palpabile la soddisfazione dipinta nei volti di Brandi e compagnia per lo sgambetto appena subito dalla capolista. Una soddisfazione derivante da mesi di duro lavoro volto ad evidenziare i presunti favori nerazzurri, sotterrando i torti subiti dai manciniani. Non vediamo l'ora di sentire cosa abbia da dire Collina sull'accaduto. E di vedere Mattioli che intervisti Farina pronto a scusarsi per l'errore marchiano. E di leggere ancora qualche virtuosista della ca**ata (cit.) affermare che "siamo come la Juve". Sappiamo già a chi dedicare il 16° scudetto.
Julio Cesar 7 - Grandi le parate su Nedved, e Del Piero (2). Nulla può sui due goal. Se la rimonta stava per concretizzarsi il merito è soprattutto suo. Maicon 7 - Sembra tornato il treno della prima parte del campionato. Dalle sue discese nascono le azioni più pericolose dell'Inter. Ottimo slalom in occasione del goal di Maniche. Marcatore morale. Burdisso 4 - Salva davanti a Buffon su una perfetta palla di Jimenez. Diasattento in occasione dell'unica palla giocata da Trezeguet. Dopo il raddoppio bianconero commette errori in serie imbarazzanti. Mancini gli concederà un momento di riflessione. Materazzi 5 - Cerca spesso l'anticipo ma viene quasi puntualmente saltato. Di sicuro il momento di maggiore sofferenza coincide con la ricerca della rimonta, ma la sensazione è che difficilmente ritroverà la sicurezza della scorsa stagione. Maxwell 6 - Nonostante l'infortunio rimediato in allenamento stringe i denti e gioca una partita senza grosse sbavature. Buoni gli inserimenti vanificati dall'imprecisione al cross.
Zanetti 6+ - Il capitano gioca una buona prima frazione, ma alla distanza sembra subire l'uno-due bianconero. Stankovic 5- - Mostra impegno il serbo, ma non ha la lucidità e la brillantezza per imporsi in mezzo al campo. Sfortunato sulla traversa. Sembra passata un'eternità dallo scorso campionato. Irriconoscibile. Chivu 6,5- Ottimo sui calci piazzati. Positivo sia in fase di interdizione che di inserimento. Il tutto con una spalla attaccata con la Vinavil. Jimenez 5,5- Gioca tra le linee ma non riesce ad incidere. Sulle palle inattive gli unici lampi della sua gara. Ibrahimovic 5- Sarebbe ora che qualcuno (Mancini) gli vieti di battere le punizioni. Nella sua carriera ne ha segnata una su deviazione di Rezaei in Livorno-Inter dello scorso anno ed ha colpito una traversa con la Reggina nella giornata del Centenario. Si perde nei soliti giochetti che dovrebbe imparare a fare a risultato acquisito. Riesce a restituire la gomitata dell'andata a Chiellini. Una delle poche cose azzeccate della serata. Cruz 5- Impalpabile. Sembra lo Stankovic dell'attacco. Non è in condizione. Crespo scalpita. A ragione. Suazo 5+ - Entra e si mette subito in mostra con una accelerazione di 70 metri. Ma il football è uno sport diverso dall'atletica. A volte sembra ignorarlo, come ha ignorato i due compagni liberi in area prima di inciampare sul pallone. Ha sul destro una ghiotta occasione ma non inquadra la porta. Confusionario. Maniche 6,5 - Nuno entra subito in partita. Prima cerca il solito tiro da fuori. Sballato. Dà ordine alla manovra e sigla il goal che accorcia le distanze. Allo scadere colpisce un palo con una puntata da attaccante navigato. Se avesse segnato anche il raddoppio si sarebbe guadagnato la riconferma honoris causa. Balotelli sv - Entra e crea qualche grattacapo alla difesa bianconera.
Mancini 5,5 - La formazione è quasi obbligata. Nel primo tempo probabilmente la squadra avrebbe meritato il vantaggio. Dopo il goal in fuorigioco la partita è inevitabilmente cambiata, ma a complicarla ulteriormente ci ha pensato Burdisso. Dal match di stasera può trarre indicazioni importanti: può (ed in alcuni casi deve) contare anche su Crespo, Rivas e Maniche. Deve avere il coraggio di sostituire Stankovic quando lo vede al 30% della forma e sperare che la dea bendata la smetta di vederci benissimo. Farina&Co. 3 - 3, come i minuti di recupero concessi nel secondo tempo. Con 6 sostituzioni e almeno tre sceneggiate di Nedved che lo ha preso in giro per tutta la partita con tuffi degni della migliore Tania Cagnotto. Il fuorigioco di Trezeguet e di Camoranesi (doppio) nella stessa azione è qualcosa di imbarazzante. A memoria solo il goal di Di Vaio in uno Juventus-Inter 2-2 di Coppa Italia 2003/04 è paragonabile in termini di proporzioni metrico-decimali. Per non parlare della segnalazione dell'altro guardalinee su un retropassaggio bianconero con Maicon (comunque in gioco se l'avesse toccata un nerazzurro) lanciato a rete. Ora Catania si può dimenticare.
All'andata, a Torino, a Cambiasso fu annullato per fuorigioco millimetrico il goal dello 0-2. Al ritorno, a Milano, accordata a Camoranesi una rete viziata da un off-side nettissimo (suo e di Trezeguet). Non se ne parlerà sui giornali, tranquilli. E non si parlerà neanche dei 3 minuti appena di recupero (con 6 cambi) che stridono coi 7 minuti di recupero concessi a Genova mercoledì scorso...
Da annotare anche due legni (di Stankovic e Maniche) a zero. Una serata assolutamente storta. Un clamoroso errore arbitrale e un errore difensivo ci condannano nel risultato. Ma non nel tono agonistico. La Roma rosicchia punti, è vero. Ma andrà, rimaneggiata dalle squalifiche, a Cagliari. Noi recupereremo qualcuno degli assenti. C'è uno scudetto da vincere e lo vinceremo.
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