Sembrava che la Juventus non fosse intenzionata a adire le vie legali per eventuali responsabilità imputabili alla precedente dirigenza. Ci si attendeva che esperisse un'azione di responsabilità dopo la condanna alla retrocessione in serie B. Ma non se ne è fatto nulla. Stranamente, aggiungiamo noi.
Ora il colpo di scena: si viene a sapere che la società bianconera "ha presentato in data 17 gennaio 2007 una querela per tutti i reati commessi in danno della società che potranno emergere dalle indagini e nei confronti di chi apparirà esserne stato autore". Che potranno emergere dalle indagini. Cosa significa? Che questa manovra a tutela degli azionisti è anche una spada di damocle sulla testa di Moggi e Giraudo. Perché - solo per citare uno dei filoni di inchiesta - se le ipotesi accusatorie mosse nei loro confronti (per "falso in bilancio" e "emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di tali documenti") dal Procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti, venissero accertate... dalle indagini emergerebbero delle precise responsabilità e la querela della società avrebbe un indirizzo preciso. Quello dei due ex dirigenti bianconeri. Sui quali peraltro indagano ancora i pm Narducci e Beatrice della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, per una serie di ipotesi di reato tra cui la "associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva". Ma queste e molte altre informazioni
le trovate qui.