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scritto da LuisSuarez venerdì, 30 novembre 2007 alle 15:38
in calciomercato, attualità | commenti (29)
   Lo scorso anno, di questi tempi, dopo aver battuto il Palermo fuori casa ed ottenuto la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia contro il Messina, l'Inter si apprestava a vincere col Siena grazie alle reti di Burdisso (la terza in tre giorni) e di Crespo e al rigore parato a Frick da Julio Cesar. Viene inevitabilmente alla mente la fase iniziale della serie dei 17 successi consecutivi, ma in quel periodo si ricordano, tra le altre cose,  le panchine di Luis Figo. Mancini, infatti, avendo a disposizione una rosa pressochè al completo, aveva deciso di puntare sul centrocampo a rombo che non vedeva tra gli interpreti titolari il portoghese. Figo, che aveva abbandonato Madrid ed il Real per lo stesso motivo, aveva iniziato i contatti con l'Al-Ittihad, contatti che si concretizzarono con la firma nel mini-ritiro in Bahrein con tanto di foto con la nuova maglia.

   Da gennaio le cose cambiarono e, complici gli infortuni di Vieira e Cambiasso, la seconda parte della stagione lo ha visto tra i protagonisti della vittoria dello scudetto. Chiarite le incomprensioni con Mancini è stato, probabilmente, il vero rimpianto del tecnico nella trasferta di Valencia, che preferì un atteggiamento più guardingo inserendo Burdisso in mediana. La sua riconferma è stata oggetto di due interpretazioni differenti. La prima partiva dall'ipotesi della sua "ubiquità" nel firmare i contratti, si è scritto che se non fosse stato per il rapporto con Moratti non avrebbe nemmeno terminato la stagione e che il suo mancato trasferimento sarebbe stato dettato dal rifiuto della squadra di Jeddah di ricoprirlo di petroldollari. La seconda, invece, metteva al centro il pressing di tutto l'ambiente nerazzurro affinchè decidesse di ritornare sulla sua decisione, i compagni, la dirigenza ed i tifosi che non hanno perso occasione per invitarlo a "restare a Milano". E' difficile  dimenticare, come in una sorta di reality game senza televoto, il coro che si alzò dalla Nord per fargli battere il rigore contro il Torino, per quella che sarebbe stata con molta probabilità l'ultima apparizione a San Siro del pallone d'oro 2000.

  Mutatis mutandis, ad un anno di distanza le cose sembrano non essere cambiate. Nel mese di novembre è stato inquadrato dalle telecamere soprattutto a bordo campo, (questa volta non per scelta tecnica) e  la questione della sua eredità all'Inter è sempre d'attualità. Il dopo-Figo infatti rappresenta la sfida più importante che Branca e Oriali dovranno affrontare sul mercato. Moratti la scorsa estate, prima di riuscire a trattenerlo, disse che per sostituire Figo sarebbero serviti due calciatori, un esterno ed un trequartista. Probabilmente voleva essere un elogio alle sue caratteristiche, sicuramente un indizio per l'identikit del suo sostituto. I nomi circolati sono noti (Quaresma, Van der Vaart, Nasri) e vengono riproposti a mo' di turn-over mercantile. Oggi è il turno di Amantino Mancini, il cui procuratore si sarebbe  incontrato con Branca, pronto a presentare un'offerta al calciatore di molto superiore ai 2,5 milioni che il collega romanista Pradè gli ha proposto per il rinnovo. Le indubbie qualità tecniche e la conoscenza del campionato italiano sarebbero gli aspetti positivi del suo ingaggio, la discontinuità ed il costo dell'operazione (20 milioni) quelli negativi. Si è ipotizzato un trasferimento già a gennaio, ma sarebbe una strada difficilmente percorribile. Meglio aspettare il ritorno di Figo e dei suoi lampi di classe.

 
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