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scritto da hae mercoledì, 30 aprile 2008 alle 10:43
in discussioni, letture miti e leggende | commenti (120)

Milano, 10 gennaio 1909. Il Milan inizia la stagione in cui festeggerà i suoi primi 10 anni di vita, l'Inter è all'esordio ufficiale. È la squadra degli svizzeri, nata il 9 marzo dell'anno prima nella famosa riunione al Ristorante dell'Orologio. È stata chiamata Internazionale proprio perché i fondatori hanno una vocazione cosmopolita. Leggendo i nomi dei giocatori in campo è tutto chiaro: Marktl, Käppler, Niedermann, Schuler contro Colombo, Radice, Sala, Mariani. Non c'è ancora l'associazione arbitri: le partite sono dirette da dirigenti o allenatori “neutrali”. E infatti dirige Mr. Henry W. Goodley, della Juventus.

   A parte la facile ironia sull'arbitro juventino, le righe riportate qui sopra attirano l'attenzione - nell'approssimarsi del derby di domenica - sulla prima sfida ufficiale tra i due club milanesi nella storia del calcio italiano. Era il 10 gennaio 1909 e andò in scena la primissima stracittadina: l'inizio di una rivalità secolare. Dopo un match avvincente i rossoneri si imposero per 3-2 sui neonati rivali nerazzurri. Di fatto si rivelerà decisiva la rete di Pietro Lana, uno dei dissidenti milanisti pronto a fondare l'Inter l'anno prima salvo poi tornare sui propri passi. Cento anni sono passati dalla fondazione dell'Internazionale Milano Football Club. «Nato da una deplorevole scissura che non pochi malintesi hanno creato in seno al Milan Club, è composto in maggioranza di attivi footballey e di parecchi appassionati», come scriveva la Gazzetta in quei giorni. La ricorrenza è stata salutata da molte iniziative editoriali. La più recente, che qui ci piace segnalare, è Inter cento per cento - 262 pp., 15 €: acquistabile QUI - di Gabriele Porri, giovane storico del calcio e community leader di OléOlé nonché tifoso nerazzurro.

   Accompagnato da una Prefazione di Christian Recalcati e da una breve Introduzione, il volumetto si propone di attraversare la storia dell'Inter in modo originale. Ossia non attraverso un racconto lineare delle vicende del Club o delle numerose figure che ad esso hanno legato la propria fama, ma mediante la ricostruzione di cento significative sfide: 100 in 100 anni. Di ognuna di queste epiche battaglie l'Autore riporta una dettagliata cronaca, frutto di minuziose ricerche d'archivio, scritta in modo lineare e avvincente. E, a margine del racconto, indica dati quali le formazioni in campo e il nome del direttore di gara, il risultato e il tabellino marcatori.

   Nel libro - dopo Il primo derby di campionato, nel freddo e nel fango - troverete il racconto de La prima vittoria della storia nerazzurra, il 28 novembre 1909 contro la Juventus (1-0, rete di Engler); la prima di una lunga striscia di undici successi consecutivi. Conoscerete la vera storia del primo scudetto, vinto nel 1910 nell'infuocato e tormentato spareggio con la Pro Vercelli e di quello che revisionisti avvelenati del dopo "Moggiopoli" hanno ribattezzato "il ripescaggio dell'Inter" nella stagione 1921/22: nulla di più falso! e Porri ha ragione di intitolare Mai stati in B il settimo dei cento racconti che compongono il suo viaggio nella storia dell'Inter.

   Passando dalle imprese di Meazza e dell'Ambrosiana alla conquista della prima Coppa Italia (contro il Novara), dall'Inter di Foni e "Veleno" (il racconto n.23 è dedicato al mitico "limone" usato dall'irriverente centravanti interista nel derby del 6 ottobre 1957) a Angelillo, l'Autore dedica ampio risalto alla "Grande Inter" di Angelo Moratti raccontando molti retroscena delle prestigiose sfide collezionate in giro per il mondo contro i club più titolati del pianeta. Il racconto n.39, dedicato alla beffa ravvicinata in campionato e in finale di Coppa dei Campioni nel 1967, si intitola Gli otto giorni che sconvolsero l'Inter; i racconti successivi si occupano del tramonto della "Grande Inter" di Moratti padre e dell'inizio dell'era Fraizzoli. La lattina di Moenchengladbach è nel n.43, il n.44 è dedicato a La vendetta di Celtic Park: eliminato il Celtic Glasgow (che ci ha privati del trofeo "dalle grandi orecchie" qualche anno prima) si torna in finale di Coppa dei Campioni (stavolta la perderemo contro l'Ajax di Cruijff). Il n.48 è dedicato alla conquista della seconda Coppa Italia, quarant'anni dopo la prima; e via di questo passo, tra vittorie ottenute o solo sfiorate si attraversano pagine importanti della storia nerazzurra e dei suoi interpreti: il n.53 è una Lode a Evaristo Beccalossi, il 55 Finalmente Kalle, il 57 La biglia di Bergomi, il 62 un tenero ricordo di Enrico Cucchi, che ci ha lasciati poco più che trentenne - divorato da un male incurabile - dopo averci consegnato una Supercoppa segnando in finale contro la Samp.

   La notte dei sogni, il racconto n.63 è dedicato all'impresa contro l'Aston Villa di David Platt in Coppa Uefa che inaugura la parte del volume di Porri dedicata agli anni Novanta e al presente fino a La partita del centenario, racconto n. 100 ispirato al match dell'8 marzo scorso contro la Reggina vinto per 2-0 con una zuccata di Nicolas Burdisso. «Un brasiliano e un argentino, Achille Gama e Nicolas Andrès Burdisso, sono i marcatori rispettivamente del primo e dell'ultimo gol di un secolo di storia nerazzurra, 6347 in 3597 partite ufficiali tra campionato, Coppa Italia, coppe internazionali», chiosa l'Autore in conclusione del suo appassionato viaggio tra i capitoli della gloriosa storia nerazzurra.
 
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