Domenica c'è la possibilità di vincere il terzo scudetto consecutivo. (Marco Materazzi)
Alle dichiarazioni di Materazzi hanno risposto prima Kakà e poi Clarence Seedorf. "Possono dire di avere vinto tre scudetti, però è brutto. Io non lo direi mai. Di scudetti ne hanno vinti due di fila sul campo, uno più meritato dell’altro" (leggi) ha affermato il brasiliano. Come non essere d'accordo: il brutto è dire di avere vinto tre scudetti e non il fatto che per anni il calcio italiano ha avuto una credibilità inferiore al wrestling. Niente male per un personaggio che ha dichiarato in mondovisione di appartenere a Gesù. Evidentemente i concetti di lealtà sportiva non rientrano nel messaggio evangelico. O il settimo comandamento vale solo se associato al nono.L'ex interista, invece, ha rilasciato una dichiarazione da bianconero: "L'eleganza ce l'hai o non ce l'hai. I giocatori, in questa vicenda, sono i meno coinvolti. Ci vuole più rispetto tra di noi. Non si dovrebbero offendere i propri colleghi che comunque si sono "impegnati" (fatti il c**o) non poco per un anno intero" (leggi). Certo; chi ha subito le scelte di Moggi&Co (e le telefonate di Leonardo Meani) invece, ha passato il tempo ad osservare il circo della WWF e non si è impegnato abbastanza. Può sempre spiegarlo lui a Recoba che verrà ricordato come un raccomandato dal "presi", l'unico in grado di farlo "sciocare", mentre se fosse stato al posto di Del Piero avrebbe vinto diversi scudetti. E, paradossalmente, pur di negare l'evidenza si va contro la propria storia. La stagione 01/02, ben riassunta dagli appunti di Nucini, ha visto Nedved e compagni fasteggiare ad Udine, mentre Seedorf era all'Olimpico a consolare un Ronaldo in lacrime.
Nessuno dei giornalisti ha però avuto il coraggio di ricordare loro le memorabili parole di Berlusconi, presidente (pro-tempore) della squadra per la quale lavorano: "Ci hanno derubati, ci aspettiamo come minimo 2 scudetti" (leggi) disse nei primi giorni successivi all'esplosione di calciopoli. Siamo pronti a scommettere che qualora glieli avessero assegnati non avrebbero mai rilasciato queste dichiarazioni, ma sarebbero stati pronti a raccontare l'episodio di Carl Lewis e Ben Johnson alle Olimpiadi di Seul del lontano 1988. Il primo vincitore della medaglia d'oro sui 100 metri, dopo che il secondo era stato squalificato per essere risultato positivo ad un controllo antidoping.
Bisogna avere rispetto per gente come Buffon e Del Piero. In particolar modo dopo aver ascoltato le dichiarazioni del portiere scommettitore a seguito del goal in fuorigioco di Cambiasso a Catania: "Si tratta di corsi e ricorsi storici. Sono forti ma mi fa piacere si parli di aiutini nei loro confronti, adesso possono capire come ci si sente ad essere considerati così" (leggi), oppure successivamente all'arbitraggio di Dondarini in quel di Reggio: "In questa stagione ho avuto la sensazione che ci arbitrassero contro". Peccato che negli anni passati non si fosse mai accorto degli arbitraggi smaccatamente favorevoli, fatti di aiutini puntuali nei momenti di difficoltà. Mentre l'uomo che sussurra(va) agli uccellini ha avuto il coraggio di affermare: "Se ci fosse stato l'Avvocato tante cose non sarebbero successe". Si sarebbero salvati in corner, quindi, come nell'occasione del calcioscommesse nel 1980 (leggi).
L'accordo che esiste(va) tra le due società (tra Moggi e Galliani, rectius), si è allargato alle tifoserie, riuscendo ad intaccare anche i calciatori. Seedorf è uno di questi. Vorrà dire che per avere rispetto dei biancorossoneri andremo a lezione d'eleganza da Monsieur Massimo Ambrosini.












