Mancini in quattro stagioni ha vinto due scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane; ha in mano il terzo scudetto, può conquistare la terza Coppa Italia. Se sfogliate un almanacco potete facilmente vedere che l’ultimo trofeo dell’Inter pre-Mancini risale al 1998 e l’ultimo scudetto al 1989. Siamo sicuri che meriti tutte le critiche che riceve, da ogni dove? - Stefano Agresti
Toldo 6 - la Lazio parte sparata sospinta dal pubblico di casa e dalla necessità di centrare, contro un'Inter verosimilmente distratta da altri pensieri, un obiettivo decisivo per il presente e il futuro societario; un palo dopo neanche un minuto lo salva da un goal quasi certo; poi ordinaria amministrazione: un paio di buone uscite in presa alta, un ottimo intervento su un tiro di Pandev dal limite, qualche rinvio sgangherato col piedone; Burdisso & Rivas 7 - giocano una partita di grande dedizione e impegno: la difesa a 4 in linea, che in loro due vede i riferimenti centrali, è sempre puntuale e puntualmente espone Bianchi (e Rocchi) alla trappola dell'offside; il tridente biancoceleste, che pure produce molto gioco, si rende scarsamente pericoloso: Ledesma coi calci da fermo lo è di più; Chivu 6 - una prestazione generosa e un po' disordinata: esercita soprattutto una funzione di interdizione; sbaglia un goal quasi fatto nel primo tempo (su cross di Jimenez); Maxwell 6 - è spesso costretto a ripiegare, a vedersela con i temibili laterali biancocelesti e non offre la vivacità propositiva di cui è capace; Bolzoni 6 - il talento diciannovenne festeggia il compleanno con una convocazione in prima squadra e una prestazione di carattere (contro il tridente laziale), e ringrazia Mancini a fine partita.Pelé 7+ (il migliore) - segna una rete pregevolissima andando incontro all'assist di Suazo con un destro in controbalzo che si pianta all'incrocio; un assist nel finale dal quale - complice l'incomprensione di Ballotta con la difesa - nasce la rete del raddoppio di Cruz; in mezzo a tutto questo una gara di interdizione che gli costa un giallo e qualche calcione; sullo 0-1, unico grave errore, sbagia un suggerimento per l'honduregno lanciato in contropiede. Classe 1987, ha potenzialità e margini di miglioramento enormi. Cesar 6 - porta a casa la pagnotta, come sempre quest'anno; Jimenez 6.5 - nello schieramento a una sola punta (4-5-1) proposto a sorpresa da Mancini ha la funzione strategica di collante tra il reparto di centrocampo e un isolato Suazo e non tradisce: suo un assist al bacio dalla destra che Chivu fallisce a un passo da Ballotta nel primo tempo; sfiora la rete dell'1-0 di testa su cross di Cesar dalla sinistra; gioca tra i fischi dei suoi ex tifosi ma sembra carico e sbaglia molto poco: è sempre nel vivo della manovra e il suo ottimo possesso palla consente di sbrogliare palla a terra situazioni di mischia nella mediana; Zanetti 6.5 - quanto ha giocato quest'anno? ha più km nelle gambe di un vecchio Golf GTD; al di là dei secolari dubbi sul suo ruolo tattico (ieri è andato meglio quando è stato spostato al centro), Pupi si conferma capitano di mille battaglie, un capitano vero. Suazo 6 - sta giocando à la Trezeguet: anonimo per larga parte dell'incontro, si fa vedere per cinque minuti, nei novanta, con una zampata decisiva; stavolta non ha segnato ma ha costruito l'azione del vantaggio firmato da Pelé sgattaiolando sulla fascia e entrando in area.
Materazzi 5 - entra al minuto 23', randella e spazza in difesa per un quarto d'ora in modo preciso e... al minuto 38' guadagna un rosso che gli farà saltare la finale; il solito sceriffo. Maicon s.v. - rileva Chivu e gioca l'ultimo quarto d'ora sgambettando a basso regime sulla fascia nella propria metà campo; Cruz 6 - al 13' della ripresa sostituisce il giovane Bolzoni; è subito protagonista: rimedia qualche provocazione pure lui e qualche spintone, riceve un cartellino giallo per un colpo a Kolarov in mischia e le successive scaramucce; mette la sua immancabile firma nel tabellino marcatori per il goal della sicurezza a dieci minuti dal termine (recupero incluso); Mancini 7 - porta l'Inter alla quarta finale di Coppa nazionale consecutiva, l'undicesima della storia nerazzurra; arriva alla sua sesta, personale finale consecutiva e si candida a infrangere il suo stesso record (ha vinto il trofeo 10 volte: 6 da calciatore). Le polemiche montate ad arte negli ultimi giorni, polemiche che durano da mesi ormai in modo più o meno strisciante, ne condizionano la serenità e nel secondo tempo si vede: battibecca con l'arbitro che lo espelle. Liquida il fatto con una battuta: "Ho solo chiesto un fallo su Burdisso; gli ho detto: questo è fallo. Lui mi ha risposto che se l’avessi ripetuto mi avrebbe buttato fuori. L’ho ripetuto...". Bauscia vero. Giornali e televisioni 3 - patetici; se ne stanno accorgendo in molti finalmente: Laura Alari scrive "Telecronache e critiche si confermano poco serene, puntando il dito sul non gioco dei nerazzurri e sulla fortuna legata non solo agli episodi ma anche al fatto di possedere individualità che fanno la differenza. Come se questo fosse una colpa, invece che un punto di forza" (leggi). Dopo i "purtroppo" di Tardelli in telecronaca RAI in occasione delle reti interiste contro la Juventus in Coppa Italia... si assiste a una nuova puntata delle cronache vedovili finanziate dal canone degli abbonati: il nervosismo dei laziali è responsabilità dei nerazzurri ("La colpa è dell'Inter che ha segnato" resterà una perla insuperabile); il legno colpito su punizione da Ledesma nel primo tempo diventano "due pali laziali" (il tiro di Rocchi sfiora il palo esterno in modo impercettibile); e ancora oggi sulla stampa, dopo giorni e mesi passati a sparlare di Mancini e degli attriti nello spogliatoio e in società, anziché della quarta finale consecutiva e del modo in cui i nerazzurri, con la testa rivolta a domenica, hanno onorato la semifinale giocandosela fino in fondo contro una Lazio che si giocava tutto, si parla dell'Inter che "perde la testa" e vola verso lo scudetto "a nervi tesi"; e si invoca a gran voce la prova tv. Ricordiamo che quegli stessi giornali due mesi fa parlavano di "rischio combine" tra Lazio e Inter: i biancocelesti avrebbero fatto passare i nerazzurri in campionato e i nerazzurri avrebbero restituito il favore in Coppa. Questo è il livello dell'informazione in questo Paese. Questo è il vento che soffia contro l'Inter da mesi. Mancini sta guidando la squadra, controvento, verso tutti gli obiettivi stagionali in campo nazionale. Lui e i suoi ragazzi meritano rispetto. Più di chi insegue il favoloso quarto posto col vento in poppa dei media amici.












