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scritto da hae venerdì, 16 maggio 2008 alle 10:41
in tre notizie in tre minuti | commenti (1249)
   Manchester alla amatriciana. È successo in occasione della finale di Coppa Uefa tra i russi di San Pietroburgo e i Rangers di Glasgow. Sono stati fermati 42 tifosi scozzesi: tra loro i 6 che hanno accoltellato il tifoso dello Zenit. Per par condicio sarà impedito ai supporters del... Chelsea di recarsi a Mosca per la finale di Champions. Il sindaco di Roma esprime soddisfazione. Intanto, dal momento che agli interisti è stata vietata la trasferta di Parma perché i romanisti accoltellano i catanesi, oggi la Gazzetta (vedi) si accorge finalmente del clamoroso fenomeno degli accoltellamenti giallorossi: "In questa amara vicenda di trasferte vietate c'è un dato che nessuno sembra voler prendere davvero sul serio: negli ultimi ventuno mesi 33 tifosi delle squadre ospiti sono stati accoltellati nei dintorni dello Stadio Olimpico. E sempre quando la squadra di casa era la Roma". Speriamo se ne accorga anche Vocalelly.

   Pericolo scampato. Scongiurato il rischio che gli ultras emiliani e quelli dell'Inter domenica potessero farsi guerra con un lancio di tortellini ripieni; preso atto di una una nota ufficiale con la quale i Boys Parma 1977 bocciano il divieto per gli interisti con parole di solidarietà e dànno una lezione a tutti i tromboni e i parassiti che si aggirano nei palazzi del calcio; i tifosi nerazzurri chiedono che sia messa in discussione la cornice della finale unica di Coppa Italia, che la Roma giocherà contro l'Inter nel "campo neutro" di... Roma (leggi). Avvertite Vocalelly.

   La bufala delle intercettazioni e delle scommesse. Domenica ci si gioca uno scudetto e non sia mai che lo vinca la squadra che vanta la migliore difesa del torneo e comanda la classifica da settembre nonostante le tormente mediatiche che da sei mesi a questa parte la tormentano. No, bisogna inventarsi una polemica al giorno perché l'Inter rischia di vincere un titolo che - lo ammette pure il romanista Zeman (leggi) - meriterebbe. Gli amici di interisti.org hanno raccolto in un illuminante sondaggio dal titolo Il potere di Moratti tutte le polemiche che, una per ogni giorno dell'ultima settimana, hanno accompagnato il cammino dei nerazzurri verso il traguardo. L'ultima, e più squallida, è quella relativa alle "intercettazioni". Ieri la versione on-line del Corriere della sera ha tenuto la notizia in primo piano per quasi dodici ore ed è subito diventata "la più letta". I titoli scelti dai giornali che hanno rilanciato e amplificato la "notizia" sono: "Al telefono col boss, interisti nei guai", "Intercettazioni con un presunto trafficante Mezza Inter è nei pasticci", "Droga, prostituzione e scommese: spunta l'Inter", "Intercettazioni telefoniche: giocatori nerazzurri nella bufera". Oggi, naturalmente non in primo piano, sempre dal Corsera si viene a sapere qualcosa di più intorno a questa vicenda per la quale nessun tesserato nerazzurro è indagato e non ci sono estremi sul piano penale e civile (i magistrati stanno considerando se stralciare la posizione degli interisti) né tantomeno su quello sportivo (non si parla con arbitri e designatori). Oggi quindi, dopo aver sputtanato il nome dell'Inter per una giornata intera sui giornali e nei telegiornali generando attraverso l'uso di condizionali e un linguaggio allusivo una confusione e una disinformazione incalcolabili, si viene a sapere (leggi) che questo sarto tuttofare che frequenta Appiano Gentile da 30 anni (Altobelli lo conobbe nel 1977 al suo arrivo all'Inter) andava procurando e proponendo, a margine della sua attività sartoriale, affari a buon mercato ai suoi amici della Pinetina. Materazzi si rivolge a lui chiedendogli degli scatoloni per un trasloco; Mancini (recentemente operatosi a un menisco) gli chiede delle stampelle e la possibilità di far riparare da un meccanico di fiducia la propria auto, ma anche la piega per alcuni pantaloni; a Zanetti viene proposto l'acquisto di una Ferrari e l'argentino risponde che non ama molto le Ferrari e si informa invece sulla possibilità di ordinare un bell'orologio. Non è abbastanza per spedire in serie B i nerazzurri o far scontare alla squadra di Mancini una penalizzazione in classifica; non è abbastanza neanche per un'ammenda o squalifiche: anche perché di questa storia delle scommesse a Trento non sanno nulla (leggi). Sicuramente è abbastanza per spedire lontano dall'Inter un Mancini (che minaccia azioni legali) ormai segnato dai continui attacchi rivolti alla sua persona e alla squadra e dall'atteggiamento di una società, quella di Moratti, che non sa o non vuole difenderlo (leggi e leggi).
 
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