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i nostri feeds

scritto da LuisSuarez mercoledì, 07 maggio 2008 alle 11:22
in media, coppe, autogol | commenti (162)

   Appreso con sollievo (per lui) che Mr. Beretta avrebbe terminato il giro di collegamenti telefonici e di interviste su tutti i canali (dis)informativi presenti nell'etere e nelle edicole, stamane è andata in onda sui principali quotidiani sportivi la consueta campagna anti-Inter. "Mancini contro Moratti", "Mancini: Moratti sbaglia" e la pista Mourinho... Per una volta, però, la colpa dell'accerchiamento non mi sentirei di addossarla a chi, con dolo, sta cercando di portare a termine la missione di vendere più copie avendo come riferimento un par-terre di anti-interisti di tutto rispetto.

    I principali responsabili dell'ultima diatriba mediatica sono proprio Massimo Moratti e Roberto Mancini. Il primo che straborda come di consueto davanti ai microfoni, il secondo che, dato il suo caratterino, non le manda a dire nemmeno al suo datore di lavoro. "Abbiamo giocato con una prudenza eccessiva, specialmente nel primo tempo; e quando ce ne siamo accorti, quelli avevano già segnato 2 gol. Purtroppo, in certe occasioni la fortuna premia chi ha più coraggio. E la verità è che a noi il coraggio è mancato: così non si vince, se non per caso”, ha detto a caldo il presidente a chi gli porgeva il microfono. E Mancini ha risposto nella conferenza di ieri: “Ognuno può vedere la partita come vuole; quando si perde si deve sempre trovare un colpevole e il colpevole è l'allenatore. Il presidente può dire così, ma io non sono d'accordo. Ma il calcio è bello proprio perchè ognuno può vederla come crede e come vuole. In ogni caso sto bene e la cosa non mi crea nessun tipo di problema".
scritto da segnaleorario mercoledì, 14 novembre 2007 alle 01:21
in autogol | commenti (58)
   No, Gigi Riva proprio no. Riva che si schiera con Lippi quando Lippi accusa Zeman di essere contro il "sistema" perché denuncia il calcio drogato. Riva che sta da quarant'anni nel calcio e da quarant'anni non parla, non vede, non sente. No, caro Gigi Riva, con tutto il rispetto che merita il suo passato di grande calciatore, non può gridare allo scandalo solo adesso, parlare di terrorismo e chiedere  - indignato - di fermare il campionato. Ad oltranza. Come se tutto fosse sempre e solo colpa degli ultrà.

Fermiamo anche qui il campionato, diamo lo scudetto a chi è in testa, retroceda chi è dietro, purché questo terrorismo finisca. Quel che è successo domenica è guerra civile. Prima dobbiamo fermare tutto questo e poi si può pensare a giocare. (Ansa)

   Non voglio difendere gli ultrà, ma generalizzare, come per esempio mettere tutti i tifosi di una curva sullo stesso piano e attribuire responsabilità e colpe indistintamente, non è certamente serio. E trasformare gli ultrà in capro espiatorio come si sta facendo in questi giorni e come, da ultimo arrivato, Riva, significa non voler chiedersi chi è che comanda nel calcio, chi è che gestisce i soldi e, soprattutto, li intasca. Le maggiori responsabilità (o se non altro le più importanti) delle storture del calcio sono da addebitare ai presidenti, a certi presidenti. A molti presidenti. Però sono i presidenti quelli che (molti di essi) pagano i giornalisti (molti di essi) sportivi  e non. E non solo i giornalisti...

   Ma io lo so che Gigi Riva lo sa. Rombo di tuono, come lo chiamava il grande Brera, lo sa benissimo che nella giostra del calcio qualche altro colpevole ci sarà pure. Basta fare un po' di autocritica.
scritto da segnaleorario mercoledì, 07 novembre 2007 alle 01:16
in autogol | commenti (46)
   Blatter, cento ne dice e cento gliene bocciano. La proposta di imporre in Europa dopo le "quote latte" anche le quote stranieri è stata, come al solito, scartata.

   Bruxelles bolla come atto "discriminatorio" la proposta di Blatter di introdurre le quote per gli stranieri schierati in campo. La Commissione valuta l'applicazione di una quota ai club per assicurare la presenza di giocatori dei vivai - già prevista dall'Uefa - ma senza alcun riferimento alla nazionalità. Nel nuovo Trattato Ue le norme sulla libertà di movimento non saranno modificate, e non vi saranno eccezioni per i casi sportivi. (Ansa)

   Contrariamente a quello che possa pensare il presidente della Fifa, i calciatori non possono essere equiparati alle vacche da mungere. Insomma, una chiara caduta di stile.
scritto da segnaleorario martedì, 30 ottobre 2007 alle 01:38
in autogol | commenti (5)
   Vorrei spezzare una lancia (non in testa però) in favore del giovane e povero giocatore della Lazio Umberto Previti, 17enne di belle speranze marchiato a fuoco per sempre come raccomandato. Sarà sicuramente un bravo ragazzo, magari pure un buon portiere chissà, che meritava veramente di essere inserito nella lista Champions, ma chi può dirlo ormai? Soprattutto dopo la divulgazione delle intercettazioni telefoniche tra papà Cesare furente per il figliolo messo in panchina e il presidente Claudio Lotito, quello che in tv "mi spezzo ma non mi piego" e al cellulare si piega sempre e non si spezza mai.

   Bisogna ammettere che è davvero dura. Possiamo solo immaginare quanto bene gli vogliano i compagni di squadra,  in particolare quelli che giocano - almeno vorrebbero  giocare pure loro - in porta, l'allenatore allegramente definito un "povero deficiente" e tra l'altro pure un morto di fame e i dirigenti del settore giovanile che non capiscono "un c...o di calcio".
   Dura davvero la vita quando si ha un padre come l'avvocato,  uno che è "laziale per un patto d'onore con Dio", uno che non si tira certo indietro se c'è da lottare e dirne quattro contro i "portieri raccomandati" che giocano al posto del figlio. E che devono essere "cacciati tutti". E il presidente che "poi ti spiego tutto". Umberto Previti, figlio di Cesare, aspirante portiere della Lazio: più che una promessa un promesso.
scritto da segnaleorario mercoledì, 24 ottobre 2007 alle 18:45
in autogol, cacciaviti | commenti (30)
   Nonostante tutte le rassicurazioni di Galliani e della Gazzetta Ronaldo tornerà tra un mese. È guarito troppo presto.
scritto da segnaleorario giovedì, 20 settembre 2007 alle 19:20
in autogol | commenti (42)
   Inutile far finta di niente, inutile nascondersi dietro un dito. Bisogna avere il coraggio di dire le cose come realmente stanno. Appare evidente che la brutta figura in Turchia porti la firma del nostro pur amato presidente. Infatti, se quest'estate avesse ceduto alle pressanti richieste di Mancini e avesse finalmente comprato un contropiedista — con due coglioni così — come Suazo allora sì che sarebbe stata tutta un'altra storia, tutta un'altra partita.

   Vabbè, il ragazzo magari vede poco la porta e sarebbe una bestemmia il solo paragone con un Adriano imbriaco dopo una notte insonne all'Hollywood, però vuoi mettere? Come corre lui manco Martins (con più stile e quale prestanza poi). Sano è sano, e poi il ragazzo è molto serio: si allena pure, che vuoi di più?
scritto da segnaleorario lunedì, 10 settembre 2007 alle 16:01
in autogol | commenti (5)
La sfida di Coco: «Fino a oggi la gente mi conosceva per quello che è stato scritto di me. Adesso, grazie all'Isola dei Famosi, avrò la possibilità di farmi conoscere per quello che sono veramente». Hai visto mai che indoviniamo?

P.S.: Nel caso in questione la rubrica "autogol" è oggettivamente un po' riduttiva.
scritto da segnaleorario venerdì, 31 agosto 2007 alle 15:03
in facezie, autogol | commenti (17)
Calciomercato, ultimi aggiornamenti prima della chiusura: Recoba al Toro, Adailton a Bologna, Nonda in Turchia, Adriano e Coco all'Hollywood.
scritto da segnaleorario lunedì, 13 agosto 2007 alle 18:16
in amichevoli, autogol | commenti (36)
   Perdere o giocare male in precampionato è regola non scritta su cui non si transige. Ci sono tornei in cui è persino obbligatorio fare la figura dei polli. E il motivo è assai banale: ovviamente nessuno ci tiene a scoprire le carte in anticipo, se non altro per una pura e semplice questione scaramantica.
   Ma inviati e opinionisti continuano a stupirsi ogni volta. «L'estate è piena di luoghi comuni» scrive oggi Emanuele Gamba su Repubblica. Di luoghi comuni e di cazzari professionisti.

   UPDATE. Trofeo TIM di domani. Il regolamento prevede una sfida iniziale da 45 minuti (diretta Canale 5 a partire dalle 20.30) tra Inter e Juventus; la formazione sconfitta incontrerà subito il Milan; i rossoneri disputeranno la terza sfida con la vincente del primo scontro. Intanto la Juventus ha diramato la lista dei convocati: i bianconeri saranno al gran completo; nel Milan, stando a quanto dichiarato da Ancelotti, mancherà il solo Romualdo.
scritto da segnaleorario giovedì, 26 luglio 2007 alle 19:27
in autogol | commenti (22)
Luciano Moggi sarà la nuova spalla di Lino Banfi nel film “L’allenatore nel pallone 2”. Il cinema cosiddetto popolare, quello pecoreccio che piace tanto agli italiani fatto di rutti, scoreggie e stronzate assortite, ha finalmente  trovato il nuovo Alvaro Vitali. Uguale: come abbiamo fatto a non pensarci prima?

Certo, faranno a volte pure ribrezzo ma bisogna ammetterlo: quelli dello spettacolo (e Lele Mora su tutti, che se gli lavi i piedi ti fa un servizio indimenticabile) hanno proprio una marcia in più. Ora il quadro è finalmente chiaro: Pierino lo zozzone, a pensarci bene, non è forse la vera cifra di Moggi e del calcio italiano che lui e gli altri miseri comprimari ci hanno propinato in questi anni? Ce la siamo presa così tanto, noi interisti, perché pensavamo fosse una cosa maledettamente seria e invece avevamo di fronte soltanto dei patetici cialtroni. Intoccabili e inattaccabili sì, ma piccoli piccoli. Microscopici.

La vita però, nella sua indifferenza a ingiustizie e prevaricazioni, a volte si vendica ed è spietata. Pensate un po’ che umiliazione, che magnifica presa per il culo: come non bastasse, il dramma della retrocessione immortalato non in un sofferto e serissimo capolavoro di Bergman, ma in un squallido, ridicolo e tutto sommato offensivo film di… serie B.