|
essere baüscia
«quando stringo la mano a un milanista poi
me la lavo. quando la stringo a uno juventino poi mi conto
le dita» - g. prisco
community interista
ideato e progettato da hae,
bauscia.splinder.com
è oggi la più grande community interista su piattaforma
splinder, con oltre 430.000 contatti nel primo anno.
su bauscia scrivono hae,
luissuarez, NK
e taribo59.
rubriche
archivio
links
vedi
anche...
soundtrack
29
disclaimer
Il presente blog non rappresenta una testata
giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità .
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai
sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Gli autori, inoltre,
non hanno alcuna responsabilità né per quanto riguarda le
opinioni espresse dai lettori, i quali se ne assumono la
responsabilità , né per quanto riguarda i siti ai quali è
possibile accedere tramite i collegamenti posti all'interno
del sito stesso, forniti come semplice servizio agli utenti
della rete. Il fatto che il blog fornisca questi collegamenti
non implica l'approvazione dei siti stessi, sulla cui qualità ,
contenuti e grafica è declinata ogni responsabilità .
i nostri
feeds
|
|
|
Home » cacciavitiTag correlati: campionato, media, facezie, calciomercato, coppe, discussioni, attualità , stile juve, aiutateli, moggiopoli, autogol, tre notizie in tre minuti, amichevoli, schede
Domenica c'è la possibilità di vincere il terzo scudetto consecutivo. (Marco Materazzi)
Alle dichiarazioni di Materazzi hanno risposto prima Kakà e poi Clarence Seedorf. "Possono dire di avere vinto tre scudetti, però è brutto. Io non lo direi mai. Di scudetti ne hanno vinti due di fila sul campo, uno più meritato dell’altro" ( leggi) ha affermato il brasiliano. Come non essere d'accordo: il brutto è dire di avere vinto tre scudetti e non il fatto che per anni il calcio italiano ha avuto una credibilità inferiore al wrestling. Niente male per un personaggio che ha dichiarato in mondovisione di appartenere a Gesù. Evidentemente i concetti di lealtà sportiva non rientrano nel messaggio evangelico. O il settimo comandamento vale solo se associato al nono.
Lo so, è il derby. Ma non l'ho mai vissuto come una resa dei conti.
Non sono milanese e la mia rivalità incurabile si rivolge contro la Juventus (anche se speravo vincessero i bianconeri l'ultimo Juve-Milan, per i motivi che sapete). Perciò sarei davvero entusiasta di uno 0-0, alle 16.50 di domenica 4 maggio. E per chi non ci crede provo a illustrarne i motivi.
Il cuggino. Ieri al processo Gea è stato il turno di Manuele Blasi.
Sono state fatte ascoltare alcune intercettazioni telefoniche tra l'ex centrocampista bianconero ed il suo procuratore Antonelli: "Noi siamo stati ricattati, la posta in palio è alta e quindi dobbiamo fare un passo indietro". E aggiunse: "Se sto con te non mi fanno firmare il contratto, si sono impuntati. Non mi fanno prendere i soldi. Io lo so che sono uomini di m***a, ma ho degli interessi" . Moggi infatti gli aveva offerto un contratto dal 1,3 milioni netti a stagione a patto che concedesse la sua procura alla Gea. E se Antonelli ha ribadito la sua testimonianza dinanzi al giudice: "Manuele mi disse chiaramente che per avere il rinnovo del contratto doveva passare alla Gea", il cugino di Ilary è stato protagonista di un clamoroso dietrofront: "Le pressioni della Gea sono tutte mie invenzioni. Ho pensato che fosse l'unico modo per liberarmi di Antonelli". Non c'è che dire, Blasi è davvero abituato a "fare un passo indietro". Comunque è in ottima compagnia: dopo Capello e Giraudo rischia pure lui di essere accusato dal pm di reticenza, falsa testimonianza e calunnia ( leggi).
Il rinviado(s). Ronaldo viene ricattato da 3 viados che lui aveva erroneamente scambiato per prostitute ( leggi). Subito dopo l'infortunio al tendine rotuleo del ginocchio sinistro Galliani lo aveva rassicurato: "Al Milan c'è grande affetto e stima" ( leggi). Ma evidentemente non è bastato per evitare che Ronaldo si rivolgesse al mercato più antico del mondo. Siamo pronti a scommettere che Galliani non perdonerà questo tradimento e - anzi - sfruttera l' assist (che viene già... e verrà ancora mediaticamente alimentato) per scongiurare il rinnovo del contratto all'ex calciatore brasiliano. Piccola riflessione: Susana Werner, Milene Domingues, Raica Olivera, Daniela Ciccarelli, Maria Beatriz Antony e... Andreia Albertine; il declino dell'ex fenomeno.
L'escluso. Luis Figo ha rilasciato un'intervista ad una tv portoghese in cui si dichiara favorevole all'arrivo di Mourinho all'Inter. Anzi, sulla voce del presunto sbarco ad Appiano specifica: "Se lo scrivono qualcosa di vero ci sarà" ( leggi). Siamo a conoscenza del forte legame tra Figo e Moratti: il timore è che il presidente si sia confidato con lui; la speranza è che sia l'ultima frecciata nei confronti di Mancini.
La vigilia della 34.ma giornata ci ha regalato alcuni spunti interessanti.
(Sulla presunta lite con Ibrahimovic) Ma chi l'ha detto non fa neanche testo (Nando Sanvito, ndr), non è attendibile per quello che dice. Le cose bisogna anche capire da chi vengono dette. Anche perchè trovare un altro motivo per litigare ancora e dire queste cose, come è stato fatto tutto quest'anno, mi sembra veramente squallido.
Mancini si trova a dover smentire l'ennesima bufala proveniete dalla Galassia Media(set)tica. Questa volta non aggiorna il dizionario personale coniando un nuovo termine, ma il messaggio è forte e chiaro. Squallido è l'aggettivo che riassume la prolungata campagna anti-Inter. L'obiettivo immediato è noto: destabilizzare. L'obiettivo a lungo termine è quello di accelerare la scelta di Mancini verso un calcio diverso. Un calcio dove i tabloid la fanno da padroni, ma almeno hanno mostrato nel tempo una certa "democrazia" nella scelta dei loro bersagli. Nella "terra dei cachi" (o Repubblica delle banane) un po' meno.
Questi alcuni concetti che i media familiari hanno ripetuto fino a ieri:
- Il Milan ha la Champions nel Dna.
- L'atmosfera della Champions trasforma il Milan.
- Ha eliminato tutte le squadre con cui ha pareggiato 0-0 fuori casa.
- Con Ancelotti il ritorno a S.Siro è una garanzia: sempre superato il turno.
- Kakà in Champions è più tutelato: meno falli.
- Inzaghi uomo delle grandi occasioni. In Europa si trasforma pure lui.
- Il Milan è una squadra da Champions.
- Il centrocampo (ieri surclassato) del Milan è da Champions.
- La Champions è il Milan. (D'ora in poi sarà una Champions di cartone?).
- Milan Supercampione d'Europa e Campione del mondo, contro l'Arsenal dei giovani (e inesperti).
- Per il Milan il Campionato è un allenamento per la Champions.
- Il Milan sa come si vincono queste partite.
- Il Milan in Champions gioca meglio perché gli avversari non si chiudono.
Milan, così si fa! Questo titolo campeggiava sul quotidiano rosa all'indomani della magra figura dell'Emirates Stadium nella gara d'andata. Lesson number one di Arsene Wenger. Solo l'imprecisione al tiro di Fabregas, Hleb, Ebuè e Adebayor (traversa al 94°) aveva permesso ai rossoneri di uscire indenni da una sfida che avrebbero meritato di perdere. Ma sulla scia delle considerazioni sopra riportate, il (fragile) muro eretto da Ancelotti a Londra andava premiato con gli elogi della critica. Ieri è andata in scena a San Siro la lesson number two del tecnico transalpino - a cui mancavano per infortunio Touré, Eduardo e Van Persie - nei confronti di Ancelotti e del suo Milan privo del solo Seedorf. "Non l'abbiamo mai vista" ha affermato il presidente rossonero; mentre Galliani, lo stesso che si lamentò del silenzio dell'Inter perché "le televisioni pagano", evita di presentarsi ai microfoni della Rai. Cosa che avrebbe fatto in caso di vittoria.
Per una volta sono d'accordo con Berlusconi: non l'hanno mai vista. Ma la fortuna è stata con loro fino al minuto 84. L'Arsenal infatti aveva creato almeno 4 nitide occasioni da rete, concedendo poco o nulla agli avversari. Eppure sarebbe bastata una deviazione fortunosa verso fine gara per far passare il turno al Milan. Deviazione che attendevano in molti, me compreso, rassegnato ad una sorta di disegno già visto. Ma Fabregas - non ancora 21enne - sugella la sua prestazione da "fuoriclasse puro" con il goal qualificazione. Fine dei giochi. Fine delle illusioni mediatiche. Fine (temporanea) dei luoghi comuni. The End titola oggi lo stesso quotidiano rosa. Così si fa! Anche se in ritardo. Anche se da oggi "parte la missione per Drogba". Non avevamo dubbi.
Cose da Milan. Vincere una Champions alla quale non si ha diritto di partecipare: la Uefa ammette i rossoneri "sub condicione" per un vuoto legislativo. Vincere una Champions misurandosi nella fase a girone contro squadre - Losc Lille, Anderlecht e Aek - che nel campionato di Serie A se la giocherebbero con il Cagliari. Vincere una Champions arrivando dritti in semifinale affrontando i pigiamini scozzesi del Celtic e un Bayern Monaco indietro nella Bundesliga al punto da non qualificarsi alla Champions successiva. La semifinale affidata al colpo del campione (il solito Kakà) e la finale di Atene... col gollonzo, il solito gollonzo su rimpallo, di Inzaghi. La solita esultanza da malato di mente.
Poi il bluff si trasferisce sul registro mediatico. Arriva il torneo dei Pòkemon: battere il Pachuca o i Tokio Hotel in Giappone si può; battere il Catania e l'Atalanta in Italia magari no. Perché il Milan è fatto per la Champions: "il campionato è solo un allenamento in vista dei traguardi galattici"; 22 media, tra televisioni e carta stampata, ci ipnotizzano con questa propaganda. "Campioni del Mondo". Kakà è il genero che tutte le madri vorrebbero; Ancelotti che lotta allegramente per il quarto posto ha una panchina che non vacilla mai; Pato è un fenomeno; Gattuso si allena a Natale; il Milan Lab resuscita Padre Pio. E parte la musichetta nello speaker - "Milaaan Milaaaan" - che è la stessa di Forza Italia. Ma stavolta il bluff è finito, calpestato da una squadra vera. Finalmente una forte davvero sulla strada dei cacciaviti: l'Arsenal giovane e terribile di Wenger. Che si vinca o si perda l'11 marzo non è dato saperlo. Ma il regalo per il nostro centenario i cugini che retrocedono ce l'hanno fatto puntuali. Grazie.
Ronaldo? Subito dopo l'infortunio è stata effettuata un'ecografia e il giorno dopo una risonanza e un'altra ecografia. Tutto chiaro: stiramento di primo grado. La nostra valutazione trova d'accordo il radiologo e gli altri specialisti interpellati.
Era il 10 settembre. E queste erano le dichiarazioni di Meersseman, coordinatore sanitario del Milan [ acmilan.com]. Su La Stampa di Torino veniva però pubblicato un articolo di Laura Bandinelli. Da cui emergeva un dato clamoroso: Ronaldo "non si fida dei medici milanisti e chiede aiuto all'Inter" [ leggi]. Dopo di allora... un vortice di conferme e smentite da parte della casta rossonera, di dichiarazioni come al solito amplificate da ognuno dei media di Famiglia. La solita propaganda ben orchestrata. « Così come non ci sono giustificazioni sull’esito del consulto privato, chiesto da Ronaldo, autorizzato da Galliani, effettuato presso lo studio del dottor Combi, medico interista, che senza consultare ecografie e risonanze magnetiche, terrorizza Ronaldo» [F. Ordine su Il Giornale]. Ricostruimmo qui le prime ore di quella vicenda.
Ronaldo - dichiarava allora Meersseman - si rivolge ad un medico di fiducia che non guarda gli esami precedenti, non lo visita, gli fa un'altra risonanza. Per lui il tendine è rotto. Io non posso crederci. Chiedo di vedere le immagini della risonanza e insieme al dottor Sala, che è molto serio e competente, ne scorriamo ben 154. Beh, non c'è alcuna lesione del tendine.
Oggi è il 14 febbraio. E... si parla di rottura totale del tendine.
«La risonanza magnetica, come hanno spiegato Jean-Pierre Meersserman, responsabile di MilanLab, e il primario di traumatologia sportiva, Walter Pascale, ha confermato la rottura totale del tendine rotuleo del ginocchio sinistro» [ leggi]. Certo, ora ci spiegheranno che il fantomatico Milan Lab aveva comunque ragione... E che l'infortunio di Ronaldo magari è solo colpa della Sinistra Arcobaleno o del Governo Prodi che hanno messo in ginocchio l'Italia. Sono fatti così, li conosciamo. E agli italiani piace essere ipnotizzati e coglionati in questo modo. Nel football come nella politica.
P.S. Sul lato tecnico per il Milan nessun problema. La potente macchina rossonera ha già la soluzione pronta in attacco: fuori Ronaldo, già da domenica ci sarà più spazio per Suazo e Ronaldinho. I media di Famiglia ci hanno dato in pasto anche questo.
Fine del bluff. Se può interessarvi il Sepahan Muhammad ha pareggiato col Teheran Al Ittihad; il Pachuca ha vinto col Sombrero Muchacha AC in trasferta; gli Urawa Red di Yuichiro Nagai hanno sconfitto i Tokio Hotel in concerto; del Cirque du Soleil non ci pervengono notizie: pare che in Tunisia in campionato ci siano solo loro.
Come in Italia. C'è solo l'Inter. Nella giornata in cui vincono la Roma (per la nona volta in superiorità numerica...) e la Juventus (per l'ennesima volta con Trezeguet in fuorigioco), i nerazzurri mantengono inalterato il vantaggio in classifica sugli inseguitori. Tra i quali naturalmente non c'è il Milan. I calciatori rossoneri, che navigano nel basso Medioevo della classifica, erano attesi da una prova vera dopo le varie spedizioni mediatiche in giro per il mondo contro i Power Rangers e qualche altro oggetto misterioso. Spedizioni utili a mettere (col minimo sforzo) qualche fantomatico trofeo in bacheca e a nascondere - con una mirata propaganda organizzata dai 22 media di Famiglia - le magagne di una squadra che negli ultimi due campionati ha totalizzato un ritardo apocalittico nei confronti dell'Inter. Nell'ordine dei 60 punti, finora. Fine del bluff. Contro una squadra vera i cacciaviti tornano a perdere: il terzo derby di fila va sulla sponda della Milano che non retrocede; e va all'Inter nel modo migliore: con una rete del Cuchu che fa venire giù lo stadio, dopo il pareggio sontuoso del Jardinero. Il Milan è tutto in una punizione dal limite di un Pirlo qualsiasi, qualche folata di Kakà quà e là e null'altro. I campioni d'Italia, senza Vieira Figo e Stankovic e con Samuel fuori già nel primo tempo per infortunio, dominano sul piano della manovra e cancellano i "campioni del mondo". Fine del bluff. I campioni veri siamo noi.
Leggi anche...
La Commissione di Disciplina Nazionale dell'Associazione Italiana Arbitri ha riabilitato l'arbitro Emidio Morganti e i guardalinee Duccio Baglioni, Gabriele Contini e Cristiano Copelli. La decisione è stata presa per carenza di giurisdizione. La Corte ha di fatto stabilito che i direttori di gara già giudicati dalla giustizia sportiva della Federcalcio non possono essere sottoposti a nuovo procedimento disciplinare da parte dell'Aia. (fonte)
Non vogliamo generare allarmismi presso i tifosi nerazzurri. Ma va fatto notare che il designatore arbitrale Pierluigi Collina ha affidato all'arbitro Emidio Morganti la direzione del derby milanese. Detto in altre parole: Pierluigi Collina (che in alcune intercettazioni è al telefono con l'addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani, e fissa un appuntamento segreto con Adriano Galliani: leggi), dopo aver reintegrato il suo amico Emidio Morganti (già sospeso per tre mesi perché in alcune intercettazioni è al telefono con l'addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani: leggi), lo ha designato per la supersfida di domenica del Milan contro l'Inter. Speriamo bene.
La mia opinione è che, comunque vada il derby, il 2007 sia stato un anno eccezionale. Ripeto: eccezionale. Avremo giocato 50 partite perdendone 4. E sbagliandone 5 o 6 al massimo. Un rendimento condito da una sequela di record che non verranno mai cancellati. E tuttavia è inevitabile che il derby abbia un effetto notevole sul nostro umore. Viene dopo le strombazzate vittorie intercontinentali del Milan, dopo lo striscione di Ambrosini, nel pieno della nuova fuga nerazzurra. Chiudere l'anno con una sconfitta, vorrebbe dire scatenare decine di giornali e tv nel loro gioco prediletto, quello che Mancini gli ha tolto di sotto il naso: concionare sull'Inter del "non vincete mai".
L'Inter è più forte del Milan oggi. Dunque, parte favorita. E se consideriamo i crediti con la sorte accumulati nei derby dell'ultimo decennio, si dovrebbe essere ancora più tranquilli. Mancherà persino Ronaldo, che ci fece passare venti minuti orribili, in primavera. Ma credo sia giusto riconoscere che la fame di rivincita del Milan non può essere inferiore: da 60 partite stanno dietro, hanno perso gli ultimi due derby, sanno che il campionato gli riserva una corsa senza respiro tutta finalizzata al... quarto posto. Quanto a "motivazioni", il derby è forse l'unica partita di campionato che per il Milan sta sul piano della Champions. Perciò mi sbilancio in un atteggiamento che so mi verrà rimproverato dagli altri tifosi e dagli stessi amici redattori di Bauscia: firmo per un pareggio, così da chiudere l'anno a più 5 sulla Roma e a più 13 sui cugini. Non fosse altro per favorire la Fiorentina: perché se i viola arrivano quarti, beh, voglio proprio vedere con che maglia giocherà Kakà l'anno prossimo...
Leggi anche...
|
|