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scritto da taribo59 mercoledì, 30 aprile 2008 alle 17:25
in discussioni, media, calciomercato | commenti (100)
   Non cambierei Moratti con nessun altro presidente. Ma in certi momenti vorrei tanto che qualcuno gli tappasse la bocca. Che senso ha avuto dire che il prossimo derby è più importante di una finale di Champions? Chiunque non sia accecato dal tifo capisce che per noi è una partita che vale quanto Inter-Siena, e che tutto il peso dell’importanza grava su un Milan a rischio di esclusione dalla zona Champions. Invece, Moratti carica pressione sui nerazzurri proprio mentre ci sarebbe bisogno di alleggerirla. L’Inter ha pur sempre vinto gli ultimi tre derby di campionato e nelle ultime due stagioni ha accumulato 51 (cinquantuno) punti di vantaggio sul Milan; non si capisce perché dovrebbe gettarsi all’arrembaggio pur di conquistare questa stracittadina.

   È questo Moratti che non mi fa stare tranquillo. Né sul finale di stagione, né (soprattutto) sull’immediato futuro. Anziché dichiarare che Mancini ha fatto un lavoro favoloso – può sostituirlo lo stesso tra tre settimane – e che il suo giudizio non cambierà certo per l’esito del derby (non siamo ai tempi di Tardelli, mi pare), il presidente lascia intendere che il giudizio su Mancini è ancora appeso a un risultato, aggravando uno stato di tensione che attanaglia i muscoli e il cervello di una squadra che dopo l'eliminazione col Liverpool ha rischiato di buttare via la stagione e ora va avanti grazie allo spirito di corpo, non certo per la qualità del gioco e la brillantezza del ritmo. Inoltre, Moratti tollera interventi destabilizzanti come quelli di Figo (che dice di sperare nell’arrivo di Mourinho). Davvero, è miracoloso che l’Inter stia per mettere le mani sul terzo scudetto consecutivo. Ma con questo clima ansiogeno e questa inesorabile vocazione a complicarsi la vita non vedo come si potrebbero mettere stabilmente le basi per nuove vittorie con un allenatore diverso.
scritto da taribo59 venerdì, 21 marzo 2008 alle 09:49
in discussioni, calciomercato, campionato | commenti (122)
   Ho fatto un po’ di conti. Finora, in 42 partite ufficiali, l’Inter ha regalato agli avversari 450 minuti di superiorità numerica. Sette ore e mezza con l’uomo in meno (25 minuti sono stati giocati in 10 per un infortunio, 425 per le 10 espulsioni rimediate). Per dare un’idea del disastro: 450 minuti corrispondono a 5 partite intere… Due volte è stato espulso Burdisso, una volta Cesar, Chivu, Julio Cesar, Maicon, Materazzi, Pelè, Suazo e Vieira. In 3 o 4 casi (Chivu, Pelè, Suazo) le decisioni dell’arbitro mi sono sembrate eccessive ma nessuna scandalosa. E Mancini e Moratti forse sbagliano a prendersela con gli arbitri: non c’è alcun accanimento, a mio parere, come dimostra la classifica delle ammonizioni dove l’Inter è buona ultima (anche se questo dato è dettato dal fatto che i nerazzurri sono tra coloro che fanno [435] e ricevono [451] meno falli: e la loro media falli/cartellini [7.91; la Juve pre-Calciopoi aveva un rapporto di circa 14 falli per ogni giallo] è perfettamente allineata a quella delle altre squadre).

   Nelle 55 partite giocate nella stagione scorsa, l’Inter si era fermata a 9 espulsioni: 3 di Ibrahimovic, 2 di Cordoba e Vieira, poi Materazzi e Grosso. A fare la differenza è il minutaggio: appena 170 minuti regalati agli avversari. Risalendo all’ultima stagione infestata da Calciopoli, i calciatori dell’Inter si erano visti sventolare contro 5 cartellini rossi (in 59 partite): 2 volte Burdisso e Veron, una volta Samuel, per complessivi 155 minuti giocati in inferiorità numerica. Dunque, c’è stata un’evidente crescita delle espulsioni rimediate nel primo tempo, spesso per falli vistosi, non giustificati dalla pericolosità dell’azione avversaria. E credo ci sia solo una spiegazione tattica, al di là della stupidità individuale e dello scarso afflusso di sangue al cervello: la spiegazione tattica si chiama “possesso palla”.

   In questi tre anni l’Inter non è migliorata in questo aspetto. Anzi, è regredita. Prima giocavamo con Veron e spesso Figo e Pizarro, poi – accanto a Cambiasso – si sono alternati Vieira e Zanetti, ripieghi come Chivu e Burdisso e altri interpreti muscolari. In campionato questo assetto può ancora pagare, soprattutto se Stankovic e/o Jimenez garantiscono qualche cambio di passo. Ma in campo europeo non si va da nessuna parte. In campo europeo prevalgono le squadre che sanno dettare il ritmo della partita e sono in grado di accelerarlo o congelarlo a seconda delle esigenze. I grandi centrocampisti europei riescono a essere costruttori di gioco oltre che potenti frangiflutti. Se Fabregas, come temo, è irraggiungibile... si potrebbe puntare sul Mikel Arteta dell’Everton (26 anni), il Flamini (24) dell’Arsenal, l’Iniesta (24) del Barcellona. È in quel settore del campo che bisogna intervenire (non a caso Moratti ha citato Pirlo come maggior rimpianto della sua presidenza). Dimenticavo: Inter-Juve l’arbitrerà Farina. Vogliamo finirla in 9 perché lui, il fischietto, è tanto permaloso?
scritto da hae mercoledì, 09 gennaio 2008 alle 17:07
in discussioni, calciomercato | commenti (232)
   D'accordo, la battuta è fin troppo scontata. Ma è anche vero che, stando alla notizia diffusa dell'edizione online del quotidiano sportivo Marca, l'Inter si sarebbe ufficialmente assicurata le prestazioni di Nuno Ricardo de Oliveira Ribeiro "Maniche". Non uno qualsiasi, ma uno dei principali artefici del doppio trionfo del Porto in Coppa Uefa e Champions e del brillante cammino della nazionale lusitana agli Europei 2004 prima e poi ai Mondiali di Germania. Il centrocampista portoghese, calciatore di spessore internazionale caldamente sponsorizzato da Luis Figo, andrebbe a tamponare l'emergenza che interessa il reparto mediano dei nerazzurri afflitto da numerose assenze per infortuni.

   Trent'anni, ha attraversato un periodo di appannamento dopo il passaggio al Chelsea (dove ha patito un forte turn-over). Arriverà a Milano con la formula del prestito fino al 30 giugno con diritto di riscatto fissato a 6 milioni e potrà giocare la Champions. Perfettamente a suo agio col 4-4-2 manciniano, avrà sete di riscatto e voglia di conquistarsi un posto in pianta stabile (e magari la conferma a fine stagione). Maniche, che amplia la colonia dei nerazzurri di lingua portoghese (dopo Figo, Pelé, tutti i brasiliani e Altobelli), è una scommessa che potrebbe rivelarsi decisiva.

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scritto da LuisSuarez martedì, 08 gennaio 2008 alle 12:06
in calciomercato | commenti (162)
   Pare che stia per giungere al termine la trattativa per portare Nuno Ricardo de Oliveira Ribeiro Maniche all'Inter. Ieri l'onnipresente Jorge Mendes sarebbe riuscito ad ottenere dalla società madrilena la possibilità del trasferimento in prestito gratuito fino a al temine della stagione del suo assistito (leggi).

   Nella tarda serata di ieri si è sparsa l'indiscrezione che l'Inter starebbe pensando anche all'acquisto di Almiron, uno degli errori di mercato della Juve (leggi). Partendo dall'assunto che dopo le trattative aventi ad oggetto Ibra e Vieira la dirigenza bianconera non cederebbe alla società di via Durini nemmeno l'ultimo dei primavera, questa sarebbe comunque una operazione "tecnicamente inadeguata" (parafrasando la definizione che Galliani diede dell'arbitro Pieri). E lo sarebbe anche dal punto di vista economico: Moratti ha già offerto il suo contributo alla causa bianconera con i 34 milioni versati nelle casse di Corso Galileo Ferraris nell'estate 2006 e si è accollato stipendi per 20 milioni lordi all'anno per 5 anni.

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scritto da LuisSuarez sabato, 05 gennaio 2008 alle 01:09
in media, calciomercato | commenti (170)
   Solo da poche ore si è ufficialmente aperto il mercato di riparazione anche se si può affermare, senza il timore di essere smentiti, che da agosto sembra non essersi mai chiuso. I quotidiani sportivi, infatti, per tappare i buchi derivanti dall’assenza del calcio giocato vi hanno fatto ricorso in maniera massiccia. Le linee guida di questa scelta editoriale sono state palesi, soprattutto per un giornale trasformatosi sotto la gestione Padovan in un “quotidiano umoristico” (cit.). Chissà se il buon Garanzini si divertirà con noi, ma è giunto il tempo di fare un bilancio (in alcuni casi intermedio) sulla veridicità di quanto proclamato da Tuttosport nel corso di questi ultimi mesi.

   Caso Ivanovic. Come non ricordare il titolone in prima pagina datato 16/11 in cui Ivanovic avrebbe detto “Scelgo la Juve”? “Avrebbe”, perché è notizia di ieri che il serbo in forza alla Lokomotiv Mosca starebbe per cedere alle lusinghe di Abramovic per una cifra vicina ai 12 milioni di €. A dire la verità il sentore che la trattativa con i bianconeri non sarebbe andata a buon fine si era avuto leggendo del “sorpasso del Milan”, sorpasso “degno del miglior Schumacher”… o di Alberto Sordi nella mitica scena de “I vitelloni” condita dalla celeberrima battuta “Lavoratori… lavoratori della malta! Prrr!!!”

   Caso Lampard. Lampard e la Vecchia Signora secondo il quotidiano torinese dell’ 8/12 sono destinati ad avere un futuro insieme  “Juve-Lampard: sì”, “Il centrocampista rompe col Chelsea, si tratta sull’ingaggio”. L’ingaggio, appunto. Lampard aveva poco prima rifiutato una proposta di rinnovo da parte di Peter Kenyon di ben 10 milioni a stagione, denari che il club bianconero avrebbe potuto garantirgli nonostante il tetto ingaggi fosse di qualche milione di euro inferiore (qualcosa meno della metà), così come avrebbe potuto garantirgli il ruolo di protagonista in Italia ed in Europa al fianco di campioni come Legrottaglie, Chiellini e Palladino. Appare perciò un assoluto colpo di scena l’intervista rilasciata da Lampard in cui giura fedeltà ai blues e dichiara di voler chiudere la carriera  a Stamford Bridge.

   Caso Banega. E’ l’ultima gaffe in ordine di tempo (29/12). “Juve: Banega” . Si citano fonti vicine al Boca Juniors per far sembrare veritiera la notizia: sarà stato “l’hombre negro” degli xeneizes, il corrispettivo dell’uomo (bianco)nero “ospitato” sul sito di Carlo Nesti. Questo è il saluto che il talentuoso “volano” argentino ha riservato ai suoi ex tifosi prima di imbarcarsi sul volo che lo porterà a(l) Valencia, dove andrà a sostituire Albelda.  Non si offendano gli altri quotidiani se riportiamo solo le non-notizie di Padovan, francamente ci siamo stancati di leggere di Ronaldinho al Milan già da gennaio e di Bronzetti che parla di “fidanzamento in attesa di un matrimonio che non è detto che si faccia”.  Le ultime di calciomercato riportano uno "scontro” sul mercato tra l’Inter ed il City per Carvalho, mentre ci sentiamo di condividere  la visione realistica (pubblicata su Repubblica) della portata quali/quantitativa del mercato di gennaio.

scritto da taribo59 domenica, 30 dicembre 2007 alle 13:43
in discussioni, calciomercato | commenti (53)
   All'Inter arriverà un centrocampista. Rispetto alla rosa d'inizio stagione sono venuti a mancare Adriano, Dacourt e Samuel, e i continui infortuni di Stankovic, Vieira e Figo rendono indispensabile un innesto a centrocampo. Leggo che si fanno un sacco di nomi, e punto su Simone Barone. Non credo arriveranno giovani come Dessena e Cigarini, affidabili non più di Pelè; non credo che il Manchester City abbia intenzione di rinunciare a Elano; mi sembra improbabile Maresca, che assomiglia a Jimenez; la Sampdoria, se non vuole rischiare a B, non può rinunciare a Volpi e Palombo; quanto a Simplicio e Bresciano, il presidente del Palermo non intende smobilitare e di solito chiede cifre assurde.

   Barone faceva parte dei 22 che hanno vinto il mondiale, e ora fa panchina al Torino. Compirà trent'anni a fine aprile, è una soluzione poco affascinane ma di rendimento. Un italiano non troppo costoso, da rilanciare, con qualità di corsa (alla Dacourt) e senza pretese da titolare. Uno da far giocare in campionato e coppa Italia. Perché contro il Liverpool serviranno tutti i migliori.

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scritto da segnaleorario venerdì, 28 dicembre 2007 alle 00:14
in calciomercato | commenti (55)
   Se non propriamente una conferma, una mezza ammissione lo è. Il presidente Moratti ci ripensa e fa retromarcia. Aveva detto in più di un'occasione di non voler tirar fuori il portafogli, ma dopo l'infortunio - grave - di Samuel (arrivederci presto, The Wall) potrebbe aver cambiato opinione. Dal Corsport:

Contavo di non intervenire assolutamente sul mercato, ma ora il fatto che Samuel si sia infortunato, può metterci in condizione di pensarci. Ripeto: può metterci in condizioni di pensarci, non è obbligatorio. Quindi sino a oggi non avevo dato molto credito alle voci, però ora c'è un dialogo con Marco Branca per vedere quale possa essere l'intervento più intelligente da fare. Deve essere una cosa che si sposa sotto tutti i punti di vista, per qualità e anche a livello economico.

   Chi sarà, allora, il probabile rinforzo? Mentre su Menez del Monaco lascia uno spiraglio aperto, fa capire che non dovrebbe essere Maresca il prossimo atleta a vestire la casacca nerazzurra.

Siamo alla ricerca di un italiano? No, potrebbe essere tranquillamente uno straniero. Cerchiamo un giocatore che almeno possa disputare la Champions? Sì, può servire per entrambe le manifestazioni. Se poi non potrà giocare in Champions, vorrà dire che disputerà il campionato e farà riposare qualcuno per la coppa. Per il momento è tutta teoria perchè, sinceramente, non abbiamo fatto un passo con nessuno. Maresca? Per ora non voglio entrare in discorsi tecnici. Maresca, per il momento, non è tra quei giocatori che stiamo considerando.

   E pure la Gazzetta sullo stesso argomento scrive, sostanzialmente, le stesse cose.
scritto da LuisSuarez venerdì, 30 novembre 2007 alle 15:38
in calciomercato, attualità | commenti (29)
   Lo scorso anno, di questi tempi, dopo aver battuto il Palermo fuori casa ed ottenuto la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia contro il Messina, l'Inter si apprestava a vincere col Siena grazie alle reti di Burdisso (la terza in tre giorni) e di Crespo e al rigore parato a Frick da Julio Cesar. Viene inevitabilmente alla mente la fase iniziale della serie dei 17 successi consecutivi, ma in quel periodo si ricordano, tra le altre cose,  le panchine di Luis Figo. Mancini, infatti, avendo a disposizione una rosa pressochè al completo, aveva deciso di puntare sul centrocampo a rombo che non vedeva tra gli interpreti titolari il portoghese. Figo, che aveva abbandonato Madrid ed il Real per lo stesso motivo, aveva iniziato i contatti con l'Al-Ittihad, contatti che si concretizzarono con la firma nel mini-ritiro in Bahrein con tanto di foto con la nuova maglia.

   Da gennaio le cose cambiarono e, complici gli infortuni di Vieira e Cambiasso, la seconda parte della stagione lo ha visto tra i protagonisti della vittoria dello scudetto. Chiarite le incomprensioni con Mancini è stato, probabilmente, il vero rimpianto del tecnico nella trasferta di Valencia, che preferì un atteggiamento più guardingo inserendo Burdisso in mediana. La sua riconferma è stata oggetto di due interpretazioni differenti. La prima partiva dall'ipotesi della sua "ubiquità" nel firmare i contratti, si è scritto che se non fosse stato per il rapporto con Moratti non avrebbe nemmeno terminato la stagione e che il suo mancato trasferimento sarebbe stato dettato dal rifiuto della squadra di Jeddah di ricoprirlo di petroldollari. La seconda, invece, metteva al centro il pressing di tutto l'ambiente nerazzurro affinchè decidesse di ritornare sulla sua decisione, i compagni, la dirigenza ed i tifosi che non hanno perso occasione per invitarlo a "restare a Milano". E' difficile  dimenticare, come in una sorta di reality game senza televoto, il coro che si alzò dalla Nord per fargli battere il rigore contro il Torino, per quella che sarebbe stata con molta probabilità l'ultima apparizione a San Siro del pallone d'oro 2000.

  Mutatis mutandis, ad un anno di distanza le cose sembrano non essere cambiate. Nel mese di novembre è stato inquadrato dalle telecamere soprattutto a bordo campo, (questa volta non per scelta tecnica) e  la questione della sua eredità all'Inter è sempre d'attualità. Il dopo-Figo infatti rappresenta la sfida più importante che Branca e Oriali dovranno affrontare sul mercato. Moratti la scorsa estate, prima di riuscire a trattenerlo, disse che per sostituire Figo sarebbero serviti due calciatori, un esterno ed un trequartista. Probabilmente voleva essere un elogio alle sue caratteristiche, sicuramente un indizio per l'identikit del suo sostituto. I nomi circolati sono noti (Quaresma, Van der Vaart, Nasri) e vengono riproposti a mo' di turn-over mercantile. Oggi è il turno di Amantino Mancini, il cui procuratore si sarebbe  incontrato con Branca, pronto a presentare un'offerta al calciatore di molto superiore ai 2,5 milioni che il collega romanista Pradè gli ha proposto per il rinnovo. Le indubbie qualità tecniche e la conoscenza del campionato italiano sarebbero gli aspetti positivi del suo ingaggio, la discontinuità ed il costo dell'operazione (20 milioni) quelli negativi. Si è ipotizzato un trasferimento già a gennaio, ma sarebbe una strada difficilmente percorribile. Meglio aspettare il ritorno di Figo e dei suoi lampi di classe.

scritto da segnaleorario mercoledì, 21 novembre 2007 alle 19:12
in calciomercato | commenti (45)
   Pare che Schuster abbia tagliato Diarra, Mahamadou Diarra. Maliano di 26 anni, è un mediano di centrocampo. Esploso nel Lione si è affermato nel Real Madrid (per quel che può contare, c'è anche il suo nome tra i candidati al Pallone d'oro) e potrebbe essere un bel rinforzo in prospettiva (per gennaio?).

   Non è propriamente un regista e, a voler proprio spaccare il capello, potrebbe rivelarsi un doppione di Cambiasso, però con la carenza di centrocampisti che c'è non sarebbe un'idea del tutto campata in aria. Anzi. L'africano è uno tosto e ci sa fare con i piedi. L'unico, forse insormontabile, ostacolo non è di natura tecnica ma un altro: per strapparlo ai francesi nell'estate del 2006 gli spagnoli avrebbero speso (il condizionale è d'obbligo)  qualcosa come 26 milioni di euro. Una valutazione sicuramente eccessiva se non esagerata.
scritto da LuisSuarez giovedì, 08 novembre 2007 alle 20:15
in calciomercato, calciatori | commenti (28)
   L'Inter vince in rimonta contro il CSKA offrendo una prestazione convincente sul piano del gioco e della personalità, corredata da goal di pregevolissima fattura. Uno in particolare, la giocata spettacolare di Ibra, ha generato un'espressione di incredulità sul volto di Oriali ed un siparietto con  Mancini degni di un  trattato enciclopedico firmato  Mauro Suma, massimo esperto di clima bucolico all'interno di uno  spogliatoio. Il giorno dopo l'ottima prova di Cambiasso (soprattutto) ed Ibra è interessante notare, invece, come la notizia di rilievo sia il vertice che si dovrebbe tenere in via Durini tra Branca, Ghelfi, lo stesso Oriali e Gilmar Rinaldi, procuratore di Adriano. Oggetto del colloquio è il futuro dell'ex Imperatore che i bookmakers danno lontano da Milano. Questo incontro è la prova dell'errore commesso poco più di due mesi fa da Adriano (e dall'ex portiere brasiliano) quando ha deciso di rimanere all'Inter sapendo benissimo che avrebbe dovuto lottare non poco per ritagliarsi lo spazio necessario per ritrovarsi, almeno sul campo.

    Nonostante sia trapelata la notizia della richiesta di una rescissione del contratto da parte di Adriano, cosa non solo improbabile ma assolutamente impossibile, questo incontro servirà a gettare le basi per la decisione che verrà presa nei prossimi mesi. L'obiettivo dichiarato di Mancini e della società è quello di recuperarlo dal punto di vista sportivo e di conseguenza economico, ricordando che nell'estate del 2005 Moratti rifiutò una offerta incredibile del Chelsea. A meno di proposte clamorose a gennaio (il solito West Ham, o il Fenerbahce), la cessione a titolo definitivo sembra essere una opzione difficilmente percorribile. Più probabile la cessione in prestito (con conseguente ritorno sul mercato dell'Inter) nella speranza di ritrovarlo a giugno con qualche goal in dote. Sarebbe la soluzione migliore paragonabile all'acquisto di una "opzione call". L'Inter potrebbe ottenere un rendimento (sportivo ed economico) molto elevato, a fronte di un "premio" che dovrebbe sostenere comunque, il suo ingaggio.