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i nostri feeds

scritto da hae mercoledì, 14 maggio 2008 alle 11:08
in media, controinformazione, aiutateli, rometta | commenti (236)

Gli interisti potranno andare a Parma, i romanisti non potranno andare a Catania. Con tutto il rispetto di chi deve garantire l'ordine [...] resta chiarissimo dal punto di vista sportivo lo squilibrio che questa decisione può creare. Alessandro Vocalelli

   Caro Vocalelli, Lei ha ragione. Questo non è un Paese normale. E il giornale che Lei dirige ne è un esempio lampante. Nelle ultime ore rimbalza infatti dalla Capitale l'ennesima polemica montata ad arte. Montata ad arte con un solo scopo, diciamocelo. Quello di infiammare la vigilia di una gara, l'ultima di questo tormentato torneo, che dovrebbe decidere l'assegnazione del titolo. E di far passare l'Inter come la Società che si gioverebbe, ancora una volta, di un qualche trattamento di favore in chiave scudetto. Uno scudetto da ridere, come titolavate voi stessi settimane addietro (naturalmente NON a proposito della rete regolare di Ibrahimovic annullata a Udine con un'Inter in 10 uomini per oltre un'ora o alla rete in off-side di tre metri di Camoranesi o di Rocchi in Lazio-Inter o del rigore concesso al Napoli; questo non è da ridere).
scritto da LuisSuarez venerdì, 18 aprile 2008 alle 04:30
in discussioni, controinformazione, campionato | commenti (220)

   La scelta di Collina come designatore aveva almeno due diverse finalità: 1- la necessità di ridare un'immagine credibile alla classe arbitrale, ai minimi storici dopo l'esposione di Calciopoli (catalogando come ingenuità gli appuntamenti notturni con Galliani da Meani); 2 - la volontà di fornire come guida ai fischietti il miglior arbitro dell'ultimo decennio. Le diverse componenti del mondo pallonaro erano sembrate entusiate del nuovo designatore; presidenti, allenatori e calciatori d'accordo: Collina sarebbe stata la soluzione ideale. L'idillio, come prevedibile, è durato fino all'inizio del Campionato. Complici prestazioni scadenti dei componenti della sua squadra, l'allenatore degli arbitri è stato messo subito sotto accusa (e sotto scorta). L'intento di questo articolo non è quello di giudicare il lavoro tecnico di Collina, sia per l'assenza dei mezzi necessari, sia perchè il materiale a disposizione del designatore è stato plasmato dai metodi di selezione non meritocratici dei suoi predecessori. Vogliamo invece sottolineare la gestione di alcuni episodi negativi che hanno visto come protagonisti le ex  "giacchette nere". Gestione che ha evidenziato molte ombre e una varietà di misure che lascia perplessi.

    Fiorentina-Juventus. Il vantaggio bianconero siglato da Iaquinta, vede Trezeguet in (netto) fuorigioco attivo. I viola reclamano, a ragione, almeno due penalties oltre al rigore assegnato per un tocco di mano di Legrottaglie. Collina ospite alla Domenica Sportiva rilascia una dichiarazione ambigua: "La persona che potrebbe togliere ogni dubbio sul gol della Juve a Firenze è Frey, solo lui può dire se sia stato disturbato da Trezeguet o meno" (leggi). Certo, anche perchè Rizzoli, arbitro dell'incontro, a fine gara si è avvicinato al portiere francese chiedendogli: "Perché sei stato zitto sul gol di Iaquinta...?". Insomma i due invocavano una sorta di auto-arbitraggio: sarebbe toccato al quinto uomo Frey dover decidere su un episodio che lo vedeva protagonista. Da segnalare il gesto polemico di Prandelli che non si reca a Fiumicino alla consueta conferenza mensile di Collina. La linea della Fiorentina, infatti, era tesa al fair play e non prevedeva l'uso delle proteste in campo (leggi).
scritto da hae giovedì, 10 aprile 2008 alle 12:43
in media, controinformazione, rometta | commenti (200)
   Ronaldo de Assis Moreira. Conosciuto in Europa come Ronaldinho.
È la più devastante arma di distrazione di massa in mano ai giornalisti italiani da tre anni a questa parte. È servito a giustificare, con frequenza ciclica, le peggiori prestazioni del Milan in campionato nelle ultime due stagioni. Perdi il terzo derby di fila? nessun problema: "Il Milan è da Ronaldinho" (leggi); compri un cesso di calciatore come Oliveira pagandolo oltre 20 milioni? nessun problema: "Con lui Ronaldinho è più vicino, stesso procuratore" (leggi). Si ricordano anche le patetiche aste: "Un soldinho per Ronaldinho" (leggi - leggi); e persino le interferenze in campagna elettorale... quando nell'agenda politica del leader del Popolo della libertà si fa largo il tormentone e durante un comizio a Savona gli elettori gli chiedono... Ronaldinho. Ecco, dopo l'eliminazione della "meravigliosa Roma" dalla Champions - c'era da aspettarselo - i titoli dei giornali sportivi oggi in edicola sono tutti per... Ronaldinho. Della serie: sempre sulla notizia. La Roma, "forza e onore", fallisce l'impresa all'Old Trafford. Di più: Ferguson umilia i giallorossi lasciando in panchina Scholes, Cristiano Ronaldo e Rooney. I giallorossi perdono coi Red Devils in casa e in trasferta (giocando sempre in 11) segnando zero reti in 180 minuti. Ma il titolo della Gazzetta è: "Asta per Ronaldinho"; quello del Corriere dello sport: "Ronaldinho all'Inter: tutta la verità". Giallorossi eliminati a testa alta? Ronaldinho, arma di distrazione di massa.
scritto da NkBauscia mercoledì, 09 aprile 2008 alle 23:35
in controinformazione, attualità, coppe, rometta | commenti (116)

   Una pezza da piedi. Diciamolo ora a chiare lettere, perché non lo troveremo scritto sui giornali domani. I media parleranno di Roma volenterosa, di Roma coraggiosa, di Roma che ci prova fino all'ultimo, di Roma che mette in difficoltà il Manchester. Ma la verità è un'altra ed è sotto gli occhi di tutti: li hanno trattati come una pezza da piedi.

   "In semifinale col Barcellona sarà dura". Esordisce così in settimana Sir Alex Ferguson. Poi qualcuno gli fa notare che c'è ancora la partita con la Roma da giocare: lui imbastisce due banalità (dovremo stare attenti, sarà difficile) e torna a pensare a come ingabbiare Eto'o. Troppo supponente questo Ferguson, la Roma potrebbe tirargli un brutto scherzo. Oppure no, è solo pretattica, in realtà Sir Alex ha una gran paura dei giallorossi. Solo pretattica, infatti: una pretattica che dura fino all'inizio del match, quando il baronetto scozzese presenta in campo il suo Manchester facendo spallucce per l'infortunio di Vidic e, anzi, tenendo fuori Scholes, Cristiano Ronaldo e Rooney. Addirittura in tribuna Evra e Nani, per lasciare posto a bordocampo al giovanissimo Welbeck -zero presenze in prima squadra- e al grande Gary Neville al rientro dopo 13 mesi di infortunio. Del resto domenica c'è l'Arsenal e bisogna arrivare freschi: non vorremo stancarci per quest'amichevole? Come dite? Non era un'amichevole? Ah...vabbè...allora Cristiano Ronaldo è stanco per aver ritirato prima della partita l'assegno della Croce Rossa, Scholes non voleva celebrare le sue 100 presenze in Europa con una squadra come la Roma e Rooney...beh, Rooney non aveva voglia. Va bene così?
scritto da hae martedì, 08 aprile 2008 alle 10:43
in media, controinformazione, rometta | commenti (168)
   Mentre la famiglia Sensi finisce sotto inchiesta assieme a Preziosi nell'ambito delle indagini su Fabio Capello e l'evasione fiscale (leggi), domani si disputerà il second leg dei quarti di finale tra Roma e Manchester Utd. La sfida d'andata si è conclusa con un netto 0-2 casalingo (più un palo di Ronaldo e altre occasioni sottoporta sprecate dagli inglesi) intorno al quale, come c'era da attendersi, i giornali non hanno ricamato più di tanto. L'Inter che gioca un'intera partita in 10 uomini nella bolgia di Anfield e subisce due reti negli ultimi 5 minuti (dopo aver perso per infortunio anche il secondo dei due difensori centrali) fa naturalmente più notizia di una Roma che in 11 contro 11 perde 2-0 in casa. Nessuna sorpresa: sappiamo come funziona l'informazione in Italia.
scritto da LuisSuarez lunedì, 31 marzo 2008 alle 15:58
in controinformazione, moggiopoli, belle epo-que | commenti (396)

   Moggi e la giustizia. Una storia lunga più di 20 anni, oseremmo dire "travagliata". Dalle squillo del Torino dell'era Borsano alla frode fiscale, dal processo doping ai liquami di calciopoli, passando per il processo Gea e l'umiliazione del Tar...

   Riva. Non Gigi (quello deputato a stanga' Zeman) ma Adriana. Una avvenente prostituta d'alto bordo chiamata a soddisfare i desideri di arbitri internazionali prima e/o dopo le partite disputate dal Torino in Coppa Uefa, stagione 91/92. Le partite bollenti sono quelle contro il Reykjiavik, il Boavista e l'Aek Atene. I pm di Torino alle prese con le invenzioni e le contraddizioni di Moggi, nonostante l'accusa di illecito sportivo fosse più che fondata non riuscirono a portare Lucianone alla sbarra a causa di un vuoto normativo. La normativa italiana, infatti, riguardava solo le gare organizzate dal Coni, ma non dall'Uefa. Lucky, Luciano.

   Frode fiscale. Il Torino dell'era Borsano era una sorta di habitat naturale per le irregolarità moggiane. Come dimostrano alcune pratiche marcantili poste in essere dal "paletta" con la Lodigiani. Acquisto di giovani promesse in cambio di cifre onerose e cessione gratuita alla stessa squadra d'origine in caso di mancato rispetto delle promesse. Il giochetto contabile-finanziario è ben presto scoperto. Moggi pagava somme elevate per abbassare il reddito imponibile, salvo poi ricevere le stesse somme in nero da parte della Lodigiani. Rinviato a giudizio, patteggia tre mesi di reclusione e lire 3 milioni di multa. La reclusione viene poi sostituita con altri 2 milioni e 250 mila lire di multa. Sentenza per frode fiscale definitiva e inappellabile. Tribunale di Torino, 27 gennaio 1996. [per un approfondimento, Lucky Luciano]

scritto da hae sabato, 29 marzo 2008 alle 11:57
in media, controinformazione, agguati e imboscate | commenti (95)
   Una specie di ammucchiata, insomma. Leggete i giornali, sportivi e non, degli ultimi giorni. Il gruppo RCS (Corriere della sera e Gazzetta dello Sport) continua a lavorare la Società di Via Durini ai fianchi con manovre mediamente disgustose. La Gazzetta non più di 48h ore fa parlava di "Benitez ma sale anche la quotazione di Prandelli" [leggi]; il "cugino" Corsera insiste su quest'ultimo, l'allenatore viola [leggi]. Poi arriva la vigilia del delicato match dell'Olimpico con la Lazio e... dopo aver trascorso una settimana a ipotizzare una combine o una sorta di regalo della Lazio, dopo una settimana trascorsa a evocare i fantasmi del "5 maggio" (che pure fu ben preparato sotto il profilo ambientale...), la stampa capitolina sposta l'attenzione su un fantomatico appuntamento segreto tra Mourinho e Moratti a Milano. Una notizia destabilizzante. Con titoloni a caratteri cubitali [leggi - video]. Insomma, un accerchiamento mediatico vero e proprio. La Gazzetta che dedica alla rete in fuorigioco di 4 metri di Camoranesi un minuscolo richiamo tra le righe dell'articolo sappiamo di non doverla comprare più - qualcuno ha già chiarito le logiche editoriali e politiche di RCS - nonostante il nuovo formato colorato e i peluche in omaggio. Sul conto Mediaset - e non solo - c'è oggi un bell'articolo di Antonio Smargiasse e Guido Liguori su Il Manifesto [da leggere].

   E poi c'è, ci sarebbe il calcio giocato. Giocato nonostante il clima ostile e le tensioni ambientali. Mancini ieri ha ostentato fiducia e ottimismo [leggi]. Pare che sotto il profilo atletico ci siano delle buone notizie, dei recuperi importanti [convocati - possibile formazione]. L'arbitro designato è Rosetti di Torino [leggi], quarto uomo è Tagliavento [...]. Rosetti ha espulso (doppio giallo) Aparecido Cesar a Udine dopo venti minuti di gioco del primo tempo, costringendo i nerazzurri in dieci per oltre un'ora e annullando una rete regolare di Ibrahimovic (quanto se n'è parlato sui giornali e in tv? zero); con lo stesso metro, in Inter-Roma, qualche tempo dopo ha espulso Mexes (doppio giallo) a 5 minuti dalla fine a fine febbraio (si è scatenata una bufera). Una delle tante bufere che hanno avvelenato il clima di Appiano. I media (Mediaset e RCS in testa ma anche le realtà con un profilo territoriale più marcato, come Corriere dello sport) stanno giocando a carte scoperte. Comunque vada a finire questo campionato ora sappiamo come regolarci quando andremo in edicola o sottoscriveremo un abbonamento televisivo. E sappiamo come consigliare i nostri amici.
scritto da taribo59 venerdì, 28 marzo 2008 alle 12:50
in discussioni, controinformazione, campionato | commenti (92)

Non ci speravo, non ho mai creduto che Calciopoli potesse funzionare da catarsi e sgombrare il campo dai sospetti, ma la rapidità con cui la situazione sta di nuovo degenerando, sorprende anche me. Ricapitoliamo.

   Primo. La Juventus segna un gol decisivo grazie a un fuorigioco di tre metri, in un'azione di facilissima lettura con il guardalinee in posizione perfetta, e che succede? Niente. Quel Collina che aveva pubblicamente rimproverato un arbitro per un errore a favore dell'Inter, rimane zitto; quell'arbitro (Farina) che era persino andato in tv a chiedere scusa, zitto pure lui. Spiccano le parole in libertà di Cobolli Gigli, che ha definito la vittoria della Juventus "più di un risultato calcistico, il momento della redenzione". Di redenzione aveva parlato questo stesso sito, con tono polemico, qualche giorno prima...

   Secondo. Esce la sentenza del TAR del Lazio, che definisce legittimi gli atti che hanno portato all’inibizione per cinque anni da tutte le cariche federali e l’ammenda di cinquantamila euro inflitta a Luciano Moggi. Per il Tribunale le prove raccolte mostrano come la Triade abbia maneggiato per costruire “a suo favore una situazione di sudditanza psicologica da parte sia degli arbitri, condizionandone l’operato a mezzo dello strumento delle designazioni (…), che delle altre società, boicottandole non solo sul piano strettamente competitivo ma anche su quello del mercato e delle acquisizioni”. La notizia ottiene spazi minimi. Moggi continua a vagolare nei media amici, presentandosi come una vittima.

   Terzo. Alla vigilia della prossima, delicata giornata di campionato vengono restituiti i 3 punti di penalità al Cagliari mentre monta una campagna di stampa tesa a ipotizzare e prefigurare un "regalo" della Lazio all'Inter. L’effetto è che molti interisti interpretano la restituzione dei 3 punti ai sardi come un modo per ammorbidirli, mentre molti romanisti già immaginano grotteschi autogol di Rocchi e Pandev. L'atmosfera è torbida, il ridicolo si mescola al patetico; la Fiorentina è l'agnello sacrificale per consentire a Juve e Milan di ripartire dalla Champions; e certe campagne di stampa non sono certo estranee alla campagna elettorale in corso, persino il sommo Beccantini (che pure ha ammesso i misfatti della Triade) ricostruisce il "5 maggio" come se la Triade non fosse mai esistita. Sullo sfondo si profilano nuove alleanze per svuotare la nuova legge sulla vendita collettiva dei diritti televisivi. A questo punto, non sono più disposto a giurare sulla regolarità di questo campionato.
scritto da hae lunedì, 24 marzo 2008 alle 11:03
in discussioni, controinformazione, campionato | commenti (182)
   In giorni di resurrezioni più o meno celebrate, proviamo a fare il punto sul match di due sere fa tra Inter e Ju*entus, fissando cinque punti fermi. "Quattro più uno", come quelli che ci separano dalla Roma inseguitrice. Novanta minuti - per la precisione novantatre - dal sapore antico, che hanno visto i nerazzurri attaccare in modo sfortunato e inconcludente e i bianconeri vincere con un misto di ingiustizia e cinismo. Insomma, loro hanno vinto da Ju*e (e noi abbiamo perso da Inter). Le verità che emergono dalla sfida dell'altra sera sono le seguenti:

  1. Farina. A Catania qualche tempo fa l'Inter ha vinto 2-0 sotto la sua direzione. La prima rete, di Cambiasso, era in fuorigioco. Si sollevò un polverone mediatico - come sempre quando si tratta di mettere i nerazzurri nel mirino - e l'arbitro, caso più unico che raro (cosa mai accaduta negli anni della Triade), fu costretto a scusarsi in televisione, su Raidue. All'indomani della sfida coi siciliani il Corriere dello Sport titolò "Scudetto da ridere"; il Romanista: "Siete come la Juve". Passa qualche tempo. In Inter-Ju*entus lo stesso Farina, col concorso del suo assistente, convalida la prima rete bianconera, quella che di fatto ha spezzato gli equilibri tattici e nervosi dell'incontro, nonostante un clamoroso off-side di Camoranesi (e Trezeguet). Allo scadere, nonostante i 6 cambi e le numerose interruzioni, concede inoltre 3 minuti appena di recupero (a Genova, col Genoa in forcing e superiorità numerica, ne avevamo giocati quasi 7 il mercoledì prima...). Nessuna bufera mediatica, i giornali hanno parlato di "orgoglio Juve" e "Juve da urlo", l'arbitro non andrà su Raidue a chiedere perdono e verrà riabilitato (e santificato), grazie al torto ai danni della Capolista, agli occhi dell'opinione pubblica. Farina redento.
  2. I bianconeri hanno atteso lo scontro diretto con l'Inter per due anni. In principio era "il 4 novembre". Giancarlo Padovan, di cui si sente oggettivamente la mancanza, scrisse un fondo sul Tuttosport in cui leggeva la supersfida di Torino tra bianconeri e nerazzurri come una "Festa della liberazione"; sui forum dei tifosi ju*entini si parlava del 4 novembre come del giorno della catarsi, dell'Armageddon, dello scontro finale tra le forze del bene e del male. Poi venne la partita e... fu a senso unico: l'Inter passò in vantaggio con Cruz, sprecò molte altre occasioni utili per chiudere i conti e si vide annullato per fuorigioco millimetrico il raddoppio di Cambiasso (le regole per l'offside sono diverse evidentemente tra Inter e Ju*e); negli ultimi minuti un gollonzo di Camoranesi, un tiro anonimo deviato da Samuel, fisserà il risultato sul pari. Vincere a Milano con una rete irregolare è una vendetta finissima, che neanche Moggi avrebbe potuto immaginare migliore. I bianconeri tornano cioè a vincere nel modo che li ha resi famosi nel mondo e... ricevono il plauso dell'intera Italia pallonara: Ju*entus redenta.
  3. Maniche redento. Era un oggetto misterioso del mercato di riparazione: si diceva che fosse sovrappeso, si diceva che fosse ormai un calciatore finito, si diceva che fosse un avamposto mourinhano ad Appiano (una sorta di cavallo di Troia dello "special One"); ha giocato pochissimo finora ma non è mai parso particolarmente responsabile delle prestazioni opache della squadra. Sabato sera nei pochi minuti spesi in campo ha realizzato la rete che ha riaperto temporaneamente il risultato, smistato con buona visione di gioco alcuni palloni che avrebbero potuto essere capitalizzati meglio dai compagni e... trovato un palo allo scadere in occasione di un'incursione degna del Nuno che abbiamo apprezzato nella nazionale portoghese. Lo rivedremo spesso, verosimilmente, da qui alla fine del torneo.
  4. Trezeguet redento. Regola del fuorigioco: "Le disposizioni prevedono che una qualsiasi parte del corpo, ad eccezione delle braccia e delle mani, che si trovi oltre la linea immaginaria costituita dal penultimo giocatore sia sufficiente a far considerare un giocatore in posizione di fuorigioco. Non occorre più che passi la famosa "luce" fra i due corpi, come prevedeva la regola in uso nella stagione calcistica 2004/2005". Dopo il derby tra Ju*e e Torino, dopo Fiorentina-Ju*e, dopo Genoa-Ju*e e [saltando qualche altro caso] dopo Inter-Ju*e, è ufficiale: la regola dell'off-side non si applica a Trezeguet o agli attaccanti bianconeri che dialogano con lui (Camoranesi a San Siro, Iaquinta a Firenze, e via discorrendo). Il francese non ha quindi colpe oggettive.
  5. Il funerale. Nel rispondere ai cronisti a fine gara in merito all'esclusione di Cambiasso, Mancini - che, ora è certo, abbandonerà il Club a fine stagione - mantiene l'autocontrollo. Ma ha gli occhi gonfi di amarezza. Il rapporto con una società che non ne asseconda più il progetto, che non difende se stessa e il proprio allenatore di fronte al volgare linciaggio mediatico che si reitera da alcuni mesi a questa parte, è assolutamente irrecuperabile. Il progetto è tramontato. Se poi, come pare, il medico sociale mette fuori gioco Cambiasso, una delle poche pedine insostituibili, alla vigilia di una sfida così importante... c'è da auspicare che il funerale si consumi in maniera indolore e senza danni ulteriori per la squadra e noi tifosi. Mancano 8 giornate al termine del campionato: 24 punti in palio. All'Inter ne servono 19 per aggiudicarsi - in barba alle tante vedove e ai burattini, ai rosiconi e ai moggiordomi della prima repubblica pallonara - uno scudetto che fino a Natale sembrava scontato e che a partire da gennaio, complici le numerose assenze e il generale ritardo di condizione, le campagne mediatiche e le tensioni interne, è tornato in ballo. Il calendario vede favorita la Roma, che tuttavia ha di fronte l'incognità Champions. La situazione, comunque la si veda, è di sostanziale equilibrio. Bisogna tener duro fino all'ultimo e sostenere i nostri colori.
scritto da hae sabato, 22 marzo 2008 alle 22:34
in controinformazione, campionato | commenti (81)
   All'andata, a Torino, a Cambiasso fu annullato per fuorigioco millimetrico il goal dello 0-2. Al ritorno, a Milano, accordata a Camoranesi una rete viziata da un off-side nettissimo (suo e di Trezeguet). Non se ne parlerà sui giornali, tranquilli. E non si parlerà neanche dei 3 minuti appena di recupero (con 6 cambi) che stridono coi 7 minuti di recupero concessi a Genova mercoledì scorso...

   Da annotare anche due legni (di Stankovic e Maniche) a zero. Una serata assolutamente storta. Un clamoroso errore arbitrale e un errore difensivo ci condannano nel risultato. Ma non nel tono agonistico. La Roma rosicchia punti, è vero. Ma andrà, rimaneggiata dalle squalifiche, a Cagliari. Noi recupereremo qualcuno degli assenti. C'è uno scudetto da vincere e lo vinceremo.