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i nostri feeds

scritto da LuisSuarez lunedì, 12 maggio 2008 alle 11:36
in campionato, pagelle | commenti (345)

   Un finale da brividi. Il copione prevedeva l'Inter vincente contro il Siena dinanzi al suo pubblico. Poi cori, clacson, bandiere, sfottò, birra, vedove a piangere e burattini al servizio. Nulla di tutto questo. E' arrivato il classico colpo di scena. L'Inter non vince, la Roma non sbaglia, il Parma non retrocede, il Catania non riesce a salvarsi e l'Empoli ha ancora le sue chances. Cuper da una parte, Zenga dall'altra, Del Piero che riapre la lotta salvezza e Materazzi che cerca l'appuntamento con la storia, senza trovarlo (o forse sì). Un finale thrilling che nemmeno gli sceneggiatori di Prison Break avrebbero potuto scrivere. I fantasmi e gli spettri del passato sono lì, pronti ad aspettarci. L'unico modo per sconfiggerli è non dare loro troppa importanza. L'accostamento col 5 maggio è inevitabile, ma a Parma, forse, non ci sarà nemmeno l'unico reduce in campo ieri. La gestione del gruppo sarà fondamentale per recuperare il gap che in questo momento ci separa dalla Roma. Loro con il morale alle stelle, noi sotto le suole. Ultima chiamata. Nella speranza che la storia non abbia ancora una volta il telefono occupato.

   Julio Cesar 6 - Sul primo goal il pallone gli passa sotto le gambe. E' bravissimo a chiudere lo specchio a Rossi nell'occasione che avrebbe regalato il vantaggio al Siena. Non gli è capitato spesso di subire tre tiri e raccogliere due volte il pallone in fondo al sacco. Maicon 6,5 - Complice l'atteggiamento remissivo del Siena, solca la fascia senza soluzione di continuità. Paradossalmente la palla migliore la getta in area con le mani per l'azione del momentaneo 2-1 di Balotelli. Burdisso 5 - In ritardo nell'occasione del primo goal, poteva far di meglio sull'azione del raddoppio. Materazzi 4 - Voleva entrare nella storia di questo campionato: obiettivo raggiunto. Maxwell 5 - La sufficienza con la quale regala il pallone all'esterno del Siena nell'occasione del raddoppio è la stessa delle tante disattenzioni di questa stagione. 

scritto da hae giovedì, 08 maggio 2008 alle 10:26
in discussioni, pagelle, coppe | commenti (249)

Mancini in quattro stagioni ha vinto due scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane; ha in mano il terzo scudetto, può conquistare la terza Coppa Italia. Se sfogliate un almanacco potete facilmente vedere che l’ultimo trofeo dell’Inter pre-Mancini risale al 1998 e l’ultimo scudetto al 1989. Siamo sicuri che meriti tutte le critiche che riceve, da ogni dove? - Stefano Agresti

   Toldo 6 - la Lazio parte sparata sospinta dal pubblico di casa e dalla necessità di centrare, contro un'Inter verosimilmente distratta da altri pensieri, un obiettivo decisivo per il presente e il futuro societario; un palo dopo neanche un minuto lo salva da un goal quasi certo; poi ordinaria amministrazione: un paio di buone uscite in presa alta, un ottimo intervento su un tiro di Pandev dal limite, qualche rinvio sgangherato col piedone; Burdisso & Rivas 7 - giocano una partita di grande dedizione e impegno: la difesa a 4 in linea, che in loro due vede i riferimenti centrali, è sempre puntuale e puntualmente espone Bianchi (e Rocchi) alla trappola dell'offside; il tridente biancoceleste, che pure produce molto gioco, si rende scarsamente pericoloso: Ledesma coi calci da fermo lo è di più; Chivu 6 - una prestazione generosa e un po' disordinata: esercita soprattutto una funzione di interdizione; sbaglia un goal quasi fatto nel primo tempo (su cross di Jimenez); Maxwell 6 - è spesso costretto a ripiegare, a vedersela con i temibili laterali biancocelesti e non offre la vivacità propositiva di cui è capace; Bolzoni 6 - il talento diciannovenne festeggia il compleanno con una convocazione in prima squadra e una prestazione di carattere (contro il tridente laziale), e ringrazia Mancini a fine partita.
scritto da LuisSuarez lunedì, 05 maggio 2008 alle 12:50
in campionato, pagelle | commenti (372)

È iniziata la settimana più lunga per i tifosi nerazzurri. I media rievocano il 5 maggio (ad agevolarli anche la sfida infrasettimanale dell'Olimpico) consapevoli del più radicato timore all'interno di parte del tifo nerazzurro. La capacità dell'Inter di fare harakiri e dar vita ad un finale catastrofico. La realtà è ben diversa. Quell'Inter è distante anni luce (e diverse sentenze della giustizia sportiva) dalla squadra allenata da Roberto Mancini. L'obiettivo verrà centrato contro il Siena, come da copione la cui stesura risale alla vittoriosa trasferta di Torino: portare a casa il risultato nelle due partite casalinghe più abbordabili. Ma, come da costume italico diffuso (vedi le proteste del Livorno contro il povero Padoin reo di aver siglato il goal vittoria che ha praticamente condannato la squadra di Spinelli alla B), non si è persa l'occasione per chiedere a Beretta come, quando e perché potrebbe battere l'Inter, per definire il Siena una ammazzagrandi (Roma, J**e e Fiorentina) dimenticando che le vittorie importanti sono state ottenute sul terreno amico del Franchi, per dare "consigli" sull'aspetto motivazionale dei bianconeri e, dulcis in fundo, per rimarcare come Mancini si lamentasse delle assenze con 25 giocatori in rosa e come avesse fallito il vero obiettivo stagionale: la Champions (leggi). Nello studio radiofonico erano presenti Riccardo Cucchi, Filippo Corsini ed Italo Cucci. Lascio a voi gli abbinamenti. Ed un auspicio: togliere "Pazza Inter" come canzone pre-partita. E' semplicemente anacronistica.

   Julio Cesar 6,5 (il migliore) - Se Inzaghi non sigla già nel primo tempo il goal del vantaggio e se Pirlo non rende il passivo più oneroso il merito è suo. Incolpevole sulla prima rete, esce alla disperata sulla seconda ma viene beffato sul primo palo. Uno dei pochi sopra la sufficienza. Maicon 5,5 - Gioca con il freno a mano tirato ma le uniche incursioni della prima frazione portano la sua firma. L'errore al minuto 49 con il quale regala un pallone a Kakà in piena area è il presagio di ciò che sarebbe accaduto nei successivi 10 minuti. Rivas 5 - Al 16° aveva già esaurito il bonus-ammonizione con un placcaggio d'altri tempi su Kakà. Al 25° rischia l'espulsione con un intervento scomposto su Favalli ma viene graziato da Rosetti. Sul goal viene beffato da Inzaghi. Sul finire interviene con grande tempestività su Pato lanciato a rete. Materazzi 5,5 - Qualche intervento da clima derby, ma pesano sulla sua valutazione l'errore di posizione che permette ad Inzaghi di presentarsi solo davanti a Julio Cesar ed il mancato intervento sul cross di kakà nell'occasione del vantaggio rossonero. Invoca un rigore ma la strattonata con Kaladze sembra reciproca. Chivu 6- - Si fa sorprendere da Kakà sul finire del primo tempo, ma per sua fortuna il tocco di spalla di Inzaghi finisce di poco al lato. E' pericoloso su un calcio piazzato deviato in corner da Kalac. Viene ammonito per un intervento più scenico che pericoloso (Pirlo non viene toccato) ma non era tra i diffidati. 

scritto da LuisSuarez lunedì, 28 aprile 2008 alle 14:51
in campionato, pagelle | commenti (161)

   Uomo di parola. Alla Domenica Sportiva si parla di mercato-Inter, the guest star è il presidente del Cagliari che prende la palla al balzo per sparare a zero sui nerazzurri (in particolare su Branca e sulle sue modalità di intavolare trattative). L'oggetto del contendere è Acquafresca. Secondo Cellino "l'Inter non tiene conto dell'aspetto umano dei calciatori quando cerca di offrirli ad altre società (si è parlato di Napoli e Genoa come contropartita in prestito o comproprietà nell'operazione Konko) mentre loro sono ancora in lotta per la salvezza". Senza contare il "progetto sportivo del Cagliari che vede Acquafresca come punto di riferimento".  E' presente in studio Borriello che sta vivendo una situazione simile al Genoa. Ma Cellino è pronto a scommettere "che il Genoa non litigherà con il Milan. Anche perchè io non ha mai avuto problemi con Galliani su questi argomenti". E minaccia: "Acquafresca finirà col botto, peggio di quanto successo con Suazo". La chiosa, perciò, non poteva che riguardare la rivisitazione del caso che ha visto protagonista l'honduregno. "Suazo è dell'Inter, la parola di Moratti vale più di un contratto" (leggi) annunciò qualche tempo prima di cederlo al compagno Galliani. Il motivo? L'Inter sembrava non mostrare interesse verso le richieste del Cagliari inerenti Acquafresca. Ed il progetto tecnico del Treviso che ne aveva acquistato la comproprietà 12 mesi prima? Ah, dimenticavo... Cellino ha ribadito che questa sarà la sua ultima stagione come patron-presidente del Cagliari. Bisogna credergli, perchè la sua di parola vale quanto un contratto.

    Julio Cesar 6 - Deve ringraziare Matri in tre occasioni. Colma il gap di (in)sicurezza nelle uscite mostrato contro il Torino. Incolpevole sull'autogoal di Burdisso ed emblematico nell'esultanza alla rete di Cruz. Maicon 6,5 - Solita spinta sulla fascia che si traduce in percussioni potenzialmente pericolose; difetta però in precisione al momento del cross. Rischia il giallo con un intervento su Del Grosso, ma nel complesso è attento anche in difesa. Burdisso 5,5 - Al 3° minuto deve fronteggiare Matri pronto a sfruttare un'indecisione di Chivu, ma si lascia saltare netto dall'attaccante cagliaritano. Al 5° si ripropone la scena con el Padroncito che prima scivola e poi tenta di stendere Matri con l'uso delle braccia. Per sua fortuna non riesce nell'intento. Passata la tempesta iniziale la sua prestazione si stabilizza senza grosse sbavature. Sfortunato sull'autogoal. Chivu 5,5 - Sembra giocare con troppa sicurezza perdendo almeno due palloni in fase d'impostazione a causa di dribbling inutili. Paura per la spalla malconcia, ma stringe i denti e porta a termina la gara. Suo il calcio di punizione per il raddoppio di Matrix. Maxwell 6 - Porta a termine il compitino senza grossi errori. Leggendo il tabellino della gara con tanto di sintesi, compare solo nella colonna delle formazioni. Ad essere sinceri offre il pallone a SuperMario sul quale l'esordiente Capecchi compie il miracolo di giornata. Si chiama Max-well, ma durante la stagione ha spesso sofferto di amnesie.
scritto da LuisSuarez lunedì, 21 aprile 2008 alle 12:39
in campionato, pagelle | commenti (440)
   Julio Cesar 6 - Serata strana quella del portiere brasiliano. Nella prima parte della gara vede sfilare non lontanissimi dal palo i tiri di Rosina (2) e Stellone. Meno sicuro del solito nella uscite, rimedia con una parata "preziosa" sul tiro di Ventola, partito in sospetto fuorigioco e pronto ad approfittare di un errore di Burdisso. Maicon 6,5 - Se in difesa respinge corto un pallone che Stellone non sfrutta a dovere, in attacco sovrasta Lazetic. Tenta il lob da lontanissimo al 4° e un tiro d'esterno in area sul finire del primo tempo, ma la mira è da dimenticare. Nella seconda frazione limita le avanzate; solo verso il 90° sfiora il goal con Fontana in uscita e serve a Cesar un pallone (deviato) per l'incredibile errore sulla linea di porta. Burdisso 5,5 - Molto presente sui calci piazzati e sui palloni alti. Meno sui lanci lunghi verso gli avanti granata. Julio Cesar gli trasmette una certa insicurezza, ma in due casi la responsabilità sembra essere sua: l'azione in cui Stellone si aggiusta il pallone con un braccio e l'occasione di Ventola per il più classico dei goal dell'ex. Materazzi 7 (il migliore) - Partita impeccabile. Insuperabile sulle palle alte e stranamente pulito negli anticipi. I tifosi del Toro gli risparmiano i cori verso la madre nel momento in cui sembra deviare un pallone con il braccio al limite corto dell'area, preferendo un più bizzarro: "Siete come la Juve". Chapeau (a Materazzi e agli ultras granata). Chivu 6 - Generoso. Aggettivo che ha la stessa valenza del "simpatica" usato da Massimo Lopez in una famosa pubblicità telefonica che "ti allunga(va) la vita". Al minuto 2 regala il pallone a Rosina che, per poco, non cambia l'inerzia della partita. A centrocampo non si risparmia, ma è poco lucido negli appoggi.
scritto da LuisSuarez lunedì, 14 aprile 2008 alle 11:46
in campionato, pagelle | commenti (303)

   Codici confusi. Siamo alle solite... sceneggiate. Il pomeriggio calcistico ci ha fornito l'ulteriore indizio dell'immunità sanzionatoria di cui gode Er Gabidano. Dopo aver scambiato Manninger e il suo pallone come un sacco da boxe, ora tocca al "temerario" Rizzoli far finta di non sentire una serie di "vaffa" a lui indirizzati. Offese ripetute con veemenza e comunque sproporzionate al presunto svantaggio arrecato dall'arbitro emiliano. La sanzione, a norma di regolamento, potrebbe emetterla una corte composta da Nesta e Vieira. Esplusione e 2 giornate di squalifica, senza possibilità di accettare il ricorso da parte della Commissione Disciplinare. Chissà cosa ne penserà Totti: un aiutino? un aiutone? un regalo? ci sarà ancora quel "qualcosa sotto"? Ieri abbiamo assistito ad un difetto di personalità dell'arbitro Rizzoli. O forse sarebbe meglio parlare di sdoppiamento della personalità: nella trasferta vittoriosa dell'Olimpico (0-1) dello scorso Campionato, infatti, dopo aver estratto il secondo giallo nei confronti di Vieira annotò nel referto gli insulti irriguardosi del francese. Insulti pagati a caro prezzo, come da regolamento. Rizzoli è un architetto, ma crediamo abbia una passione per il diritto e la giurispudenza della Cassazione. Il "vaffa", è noto, non è più un reato.

   Julio Cesar 6,5 - Con un tocco quasi impeccertibile sposta il pallone a Mutu nell'unico (doppio) intervento del primo tempo. Nel recupero devia una punizione angolata di Mutu e nega a Vieri la gioia del goal dell'ex. Chirurgico. Maicon 6,5 - Cresce alla distanza, come tutta la squadra. Concentrato in fase difensiva, è devastante nei minuti che precedono la rete di Cambiasso. Imperdibili le espressioni facciali che regala durante la partita. Michael Douglas. Burdisso 7 - Pronti via, entrata su Mutu che fa presagire una serata difficile. Invece El Pradroncito con calma, applicazione e senso della posizione gioca la miglior partita della stagione. Rinfrancato. Materazzi 6+ - Stavolta non si fa notare per interventi scomposti, sceneggiate ed anticipi errati. Sicuro sul gioco aereo dove sovrasta Pazzini. Posseduto. Maxwell 6+ - Nella prima mezz'ora soffre il gioco di Santana e Jorgensen, poi riesce ad avanzare il suo raggio d'azione. Pericolose le sue incursioni dal lato corto dell'area, ma è poco lucido al momento del cross. In tutte le sue giocate emerge chiara la tecnica di base sopraffina.
scritto da LuisSuarez lunedì, 07 aprile 2008 alle 11:44
in campionato, pagelle | commenti (212)

   La vittoria di Mancini. Conferma la coppia centrale Burdisso-Rivas lasciando in panca Materazzi; preferisce Balotelli prima a Cruz e poi a Crespo; sceglie un 4-5-1 con Zanetti vertice basso a protezione della difesa. Non lascia spazio alle fasce predilette da Del Neri che solo una settimana fa avevano terrificato Oddo e Maldini. Le scelte gli danno ragione e gli permettono di rispondere alle domande tendenziosamente vedovili comparse sui quotidiani sportivi poche ore prima. La settimana passata ad allenarsi ha iniziato a dare i suoi frutti. La strada del miglioramento continuo è appena cominciata. L'Inter c'è. E con "lei" il suo mentore (voto 8).

   Julio Cesar sv - Non passava una domenica tranquilla dalla trasferta di Catania. Non a caso l'ultima vittoria fuori casa prima di Bergamo. Il suo (non) voto è il più importante ed è uno degli indizi che l'Inter cinica e compatta è sulla strada del ritorno. Maicon 6 - A differenza della partita dell'Olimpico offre una prestazione più equilibrata. Non concede molto a Langella, complici le scelte tattiche di Mancini. Non è molto reattivo su un calcio piazzato di Balotelli a metà del secondo tempo. Deve stare più attento all'aspetto disciplinare, una entrataccia da tergo sarebbe potuta costargli il rosso. Rivas 6,5 - Se all'inizio della stagione ci avessero detto che in un match a suo modo decisivo ci saremmo preoccupati per l'infortunio del colombiano e per la conseguente entrata in campo di Materazzi, avremmo pensato che Atalanta-Inter si sarebbe giocata il 1° aprile e non il 6. Puntuale, preciso, veloce e dotato di grande eplosività. Ri-conferma. Burdisso 6- - El Padroncito non concede nulla a Floccari ma ha la tendenza a complicarsi la vita nelle chiusure. Risente anch'egli del centrocampo più folto, in particolare di Zanetti messo a protezione della difesa. Maxwell 6 - Partita senza infamia e senza lode per il brasiliano. Di sicuro non soffre Ferreira Pinto. La motivazione? La stessa individuata per Maicon.

   Zanetti 6,5 - Il capitano annienta Doni, non pervenuto (almeno fino alla protesta isterica che gli è costata 2 gialli in 5 minuti). Rimane impressa la solita capacità e caparbietà nella gimkana individuale. Vieira 7 - Il goal è stata la ciliegina sulla torta di una partita disputata ad alti livelli. Tra tunnel, "sombreri" e passaggi di misura, emerge forte e chiara la sua indiscutibile personalità. Cala un po' verso la fine, ma rimane utile sulle palle inattive. Cambiasso 6,5 - El Cuchu torna titolare e regala una prestazione di grande sostanza, senza rinunciare a seguire il suo fiuto per il goal. Il tiro di controbalzo al minuto 11 meriterebbe miglior fortuna. Bentornato. Stankovic 6- - Difficile giudicare la prestazione del serbo. Tatticamente è molto disciplinato e mostra grande impegno nel solcare la fascia. Suo il cross per Crespo che in fuorigioco permette a Coppola di compiere un miracolo ininfluente; suo l'assit per Balotelli nell'occasione del secondo goal. Di sicuro lo sforzo profuso lo paga con la poca lucidità nei passaggi elementari. Balotelli 7,5 (il migliore) - Apprende di essere titolare durante il riscaldamento e leggenda narra di un sorriso a 32 denti. Nonostante giochi in una porzione del campo non prediletta si applica soprattutto nella fase di contenimento. Mostra di aver seguito attentamente le lezioni di Mihajlovic sui calci piazzati. Suo l'angolo per il vantaggio, suo il pallone velenoso per lo stop di Vieira ed il successivo fallo di Floccari, suo l'assist per Stankovic che sparacchia alto, suo il pallone per Maicon, suo l'assist per Cruz atterrato da Pallegrino e suo il goal del raddoppio siglato da veterano. Semplicemente decisivo.

   Crespo 5,5 - I movimenti sono sempre corretti. Il problema riguarda la tempistica. Solo alcuni centimetri lo separano dal goal in due occasioni. Il volto dispiaciuto al momento della sostituzione non prevede l'utilizzo del labiale. Il gruppo prima di tutto. Materazzi sv - Premessa: il contatto con Simone Inzaghi è reciproco; il suo è più plateale. Ma un giorno ci spiegherà a cosa serva strattonare (eufemisticamente) la maglietta a un attaccante del calibro di Inzaghino su un cross proveniente dalla tre-quarti. Cruz 6 - Fa salire la squadra conquistandosi falli importanti in fase di riaprtenza. Peccato per l'occasione svanita davanti a Coppola. Ha bisogno di ritornare al goal. Figo sv - Quattro palloni toccati con la solita classe.  De Marco 5 - Nonostante Mancini, Sconcerti e Pistocchi (sic) siano di diverso avviso, il fallo di Viera su Pellegrino poteva essere tranquillamente fischiato. Mancano all'appello due rigori per i bianco-crociati ma nel complesso possiamo dire che la prestazione dell'Inter abbia mascherato i suoi errori.

scritto da hae sabato, 29 marzo 2008 alle 23:20
in discussioni, campionato, pagelle | commenti (100)
   Julio Cesar 8 - non ha colpe sulla rete (in off-side) di Rocchi; è l'unico superstite della squadra tritasassi apprezzata fino a Natale; il portierone brasiliano è commovente, come una Ferrari parcheggiata in un concessionario Fiat; Maicon 4.5 - la peggiore prestazione stagionale; ha il merito di suggerire l'azione del vantaggio di Crespo; sbaglia tutto il resto; infine consente a Rocchi di scattare sul filo del fuorigioco; Rivas 6.5 - non sbaglia assolutamente niente; se solo avesse qualche centimetro in più potremmo dire che (probabilmente) l'Inter in Colombia ha pescato il nuovo Zapata; Burdisso 6 - prestazione diligente dopo aver giocato in nazionale qualche giorno fa; Maxwell 6 - il solito cursore laterale: senza infamia né lode; Chivu 7 - ha una spalla che vive di vita propria: entra e esce dalla propria sede naturale e lo costringe a convivere con un fastidioso dolore per due giorni al termine di ogni partita; ha giocato in nazionale contro la Russia qualche giorno e si è ripresentato all'Olimpico per la Lazio; si conferma versatile, prezioso e... aggrappato alla Causa; esce in barella dopo l'ennesimo colpo ricevuto. Dopo gli Europei sarà operato.

   Zanetti 5 - prova opaca di un atleta ultratrentenne che ha giocato troppo quest'anno; Maniche 6 - nella prima frazione è tra i più vivaci e volitivi; corre molto e arriva al tiro in un paio di occasioni; esce nei primi minuti del secondo tempo. Stankovic 6 - la sua stagione, lo sappiamo, è condizionata dal fastidio fisico al tallone; sembra in costante ripresa: ha il merito di fare da sponda nella triangolazione con Maicon che porta Crespo al goal; ma è ancora la brutta copia di se stesso. Crespo 6 - rapace nell'area piccola: in questo non ha eguali; fallisce una buona occasione per il raddoppio nel primo tempo; per il resto prova anonima al fianco di un Ibra 5 che sbaglia le cose più facili ed esce dopo un'ora con la borsa del ghiaccio sul ginocchio; Suazo s.v. - entra e ha giusto il tempo per rimediare un infortunio muscolare: Lourdes; Jimenez s.v. - entra nella ripresa e non incide; Vieira s.v. - vedi Jimenez.

   Mancini 6 - non sbaglia i cambi: Jimenez e Suazo erano due soluzioni obbligate; l'honduregno forse avrebbe potuto entrare prima (al posto di un Ibra spento); Vieira entra per l'infortunato Chivu. Infortuni a parte, sotto il profilo fisico-atletico la squadra attraversa una fase estremamente delicata: dopo neanche un'ora di gioco all'Olimpico in campo c'era solo la Lazio; solo due legni hanno impedito ai biancocelesti di portare a casa il bottino pieno; forse nelle ultime giornate converrà schierare qualche giovane (Balotelli, Siligardi) che non avrà i colpi del campione ma dopo un'ora di gioco si regga ancora in piedi. Rosetti 6 - Rocchi forse segna partendo dall'off-side (come Camoranesi) ma il fischietto torinese, a parte questo, non sbaglia nulla; ha il merito di non assegnare tre rigori che avrebbero fatto discutere: uno per l'entrata sulla sfera di Chivu, che poi colpisce Behrami; l'altro per il fallo al limite dell'area (fuori dall'area) di Maicon sullo stesso Behrami; l'ultimo per la trattenuta di De Silvestri ai danni di Rivas.
scritto da LuisSuarez domenica, 23 marzo 2008 alle 03:22
in campionato, pagelle, attualità, stile juve | commenti (97)

  Old Style. La nuova vecchia Juve, quella bistrattata da arbitri e guardalinee, quella che considera(va) Farina Mr Simpatia per intenderci, ha beneficiato di un regalo pasquale di proporzioni gigantesche. Un aiutone direbbe il gabidano. Che si somma agli altri casi riguardanti la strampalata applicazione della regola del fuorigioco quando i protagonisti sono Trezeguet&Co. Non sappiamo come titoleranno i quotidiani domani, ma siamo certi che Padovan avrebbe predistosto una prima pagina con carattere Arial 36 ed un "Inter-Farina 1-2". Per amore della verità, s'intende. Ma sappiamo come ha affrontato il circo Mediaset la sconfitta nerazzurra. Non hanno teletrasportato nessuno negli studi di Cologno Monzese e non hanno dedicato una puntata intera al goal furtivo di Camoranesi. Una domandina a Ranieri ed una a Mancini. Era palpabile la soddisfazione dipinta nei volti di Brandi e compagnia per lo sgambetto appena subito dalla capolista. Una soddisfazione derivante da mesi di duro lavoro volto ad evidenziare i presunti favori nerazzurri, sotterrando i torti subiti dai manciniani. Non vediamo l'ora di sentire cosa abbia da dire Collina sull'accaduto. E di vedere Mattioli che intervisti Farina pronto a scusarsi per l'errore marchiano. E di leggere ancora qualche virtuosista della ca**ata (cit.) affermare che "siamo come la Juve". Sappiamo già a chi dedicare il 16° scudetto.

   Julio Cesar 7 - Grandi le parate su Nedved, e Del Piero (2). Nulla può sui due goal. Se la rimonta stava per concretizzarsi il merito è soprattutto suo. Maicon 7 - Sembra tornato il treno della prima parte del campionato. Dalle sue discese nascono le azioni più pericolose dell'Inter. Ottimo slalom in occasione del goal di Maniche. Marcatore morale. Burdisso 4 - Salva davanti a Buffon su una perfetta palla di Jimenez. Diasattento in occasione dell'unica palla giocata da Trezeguet. Dopo il raddoppio bianconero commette errori in serie imbarazzanti. Mancini gli concederà un momento di riflessione. Materazzi 5 - Cerca spesso l'anticipo ma viene quasi puntualmente saltato. Di sicuro il momento di maggiore sofferenza coincide con la ricerca della rimonta, ma la sensazione è che difficilmente ritroverà la sicurezza della scorsa stagione. Maxwell 6 - Nonostante l'infortunio rimediato in allenamento stringe i denti e gioca una partita senza grosse sbavature. Buoni gli inserimenti vanificati dall'imprecisione al cross.

   Zanetti 6+ - Il capitano gioca una buona prima frazione, ma alla distanza sembra subire l'uno-due bianconero. Stankovic 5- - Mostra impegno il serbo, ma non ha la lucidità e la brillantezza per imporsi in mezzo al campo. Sfortunato sulla traversa. Sembra passata un'eternità dallo scorso campionato. Irriconoscibile. Chivu 6,5- Ottimo sui calci piazzati. Positivo sia in fase di interdizione che di inserimento. Il tutto con una spalla attaccata con la Vinavil. Jimenez 5,5- Gioca tra le linee ma non riesce ad incidere. Sulle palle inattive gli unici lampi della sua gara. Ibrahimovic 5- Sarebbe ora che qualcuno (Mancini) gli vieti di battere le punizioni. Nella sua carriera ne ha segnata una su deviazione di Rezaei in Livorno-Inter dello scorso anno ed ha colpito una traversa con la Reggina nella giornata del Centenario. Si perde nei soliti giochetti che dovrebbe imparare a fare a risultato acquisito. Riesce a restituire la gomitata dell'andata a Chiellini. Una delle poche cose azzeccate della serata. Cruz 5- Impalpabile. Sembra lo Stankovic dell'attacco. Non è in condizione. Crespo scalpita. A ragione. Suazo 5+ - Entra e si mette subito in mostra con una accelerazione di 70 metri. Ma il football è uno sport diverso dall'atletica. A volte sembra ignorarlo, come ha ignorato i due compagni liberi in area prima di inciampare sul pallone. Ha sul destro una ghiotta occasione ma non inquadra la porta. Confusionario. Maniche 6,5 - Nuno entra subito in partita. Prima cerca il solito tiro da fuori. Sballato. Dà ordine alla manovra e sigla il goal che accorcia le distanze. Allo scadere colpisce un palo con una puntata da attaccante navigato. Se avesse segnato anche il raddoppio si sarebbe guadagnato la riconferma honoris causa. Balotelli sv - Entra e crea qualche grattacapo alla difesa bianconera.

   Mancini 5,5 - La formazione è quasi obbligata. Nel primo tempo probabilmente la squadra avrebbe meritato il vantaggio. Dopo il goal in fuorigioco la partita è inevitabilmente cambiata, ma a complicarla ulteriormente ci ha pensato Burdisso. Dal match di stasera può trarre indicazioni importanti: può (ed in alcuni casi deve) contare anche su Crespo, Rivas e Maniche. Deve avere il coraggio di sostituire Stankovic quando lo vede al 30% della forma e sperare che la dea bendata la smetta di vederci benissimo. Farina&Co. 3 - 3, come i minuti di recupero concessi nel secondo tempo. Con 6 sostituzioni e almeno tre sceneggiate di Nedved che lo ha preso in giro per tutta la partita con tuffi degni della migliore Tania Cagnotto. Il fuorigioco di Trezeguet e di Camoranesi (doppio) nella stessa azione è qualcosa di imbarazzante. A memoria solo il goal di Di Vaio in uno Juventus-Inter 2-2 di Coppa Italia 2003/04 è paragonabile in termini di proporzioni metrico-decimali. Per non parlare della segnalazione dell'altro guardalinee su un retropassaggio bianconero con Maicon (comunque in gioco se l'avesse toccata un nerazzurro) lanciato a rete. Ora Catania si può dimenticare.

scritto da LuisSuarez giovedì, 20 marzo 2008 alle 11:43
in discussioni, campionato, pagelle | commenti (90)

   Notte da Totti. Sì, notte da gabidano e da vige gabidano. E da Luciano Kleenex Spalletti. Il primo non pervenuto, se non nella consueta offesa (non sanzionata) ad un componente della terna, reo di avergli fischiato un fuorigioco di un metro. Il secondo che non trova il Maldini di turno a sbagliare un off-side da principiante. Quest'ultimo che non riesce a sfruttare i diversi regali che la sorte gli confeziona nella settimana pasquale. Doveva vincere la Roma. 45' con la consapevolezza di un pareggio nerazzurro al Marassi che avrebbe potuto riaprire seriamente il campionato. Invece le gambe cominciano a fare "Giacomo Giacomo", come recitava uno scribacchino di Mediaset dopo la fortunosa vittoria con il Milan riferendosi agli arti interisti alle prese con l'ostacolo Palermo. Berhami sigla il goal di una giusta vittoria, che premia la scelta di Delio Rossi di aggredire le fonti di gioco romaniste con le tre punte. Game Over?

   Julio Cesar 6 - Nonostante l'inferiorità numerica rimane inoperoso per lunghi tratti della gara. Nell'occasione del goal potrebbe deviare il tiro di Juric più lateralmente, ma è giurstificato dal traffico che ha davanti. Maicon 6 - Fino all'espulsione funziona l'intesa con Solari. Nel secondo tempo soffre la spinta di Danilo e Juric. I pericoli maggiori arrivano dalla sua fascia. Burdisso 6,5 - Prova grintosa quella del Padroncito. Puntuale nelle chisure e sempre attento sui palloni alti. Ammonito per un fallo subìto. Chivu 6,5 - Non si risparmia nonostante la spalla malconcia. Per un tempo torna a centrocampo dimostrando, se ce ne fosse ancora il bisogno, la sua importanza (e generosità). Maxwell 6,5 - Dalle sue parti non si corrono grossi rischi. Rischia in fase di disimpegno, ma la tecnica lo assiste.

   Solari 5,5 - In attacco non incide granché, ma tatticamente è disciplinato. Pelé 5 - Fino al momento dell'espulsione stava disputando un'ottima partita: deciso in fase di copertura e lucido in quella d'impostazione. Il primo cartellino (che poteva essere anche arancione) gli viene dato per una reazione ad un colpo di Milanetto non sanzionato. Il secondo per un presunto fallo su Juric in ripartenza. È il prezzo dell'inesperienza. Cambiasso 6,5 (il migliore) - Dirige l'orchestra fino al minuto 40, poi offre una prestazione di grande sostanza, con contrasti e senso della posizione decisivi. Zanetti 6+ - Dimostra come l'opaca prestazione di domenica sia stata un caso. Ibrahimovic 6,5 - Inizia con un tiraccio sulla gradinata sull'ottimo servizio di Suazo, ma si fa perdonare ricambiando il favore. Lancio del Cuchu, scatto al limte dell'off-side, testa alta e cross per l'honduregno che non può sbagliare. Due assist in tre giorni. Dedicato a chi sostiene che non segni su azione dal contestato Inter-Parma del gennaio scorso. Suazo 6,5 - Ottavo goal stagionale. Si trova a suo agio tra gli spazi concessi da Criscito&Co. La sua prestazione, come quella dei suoi compagni, risente inevitabilmente dell'inferiorità numerica.

   Rivas 6+ - Entra senza timore concedendo una sola girata a Borriello. Non ha colpe sul goal. Cruz sv - Ingiudicabile. Mancini 6,5 - Rispolvera Solari dopo 2 mesi e lascia in panchina Vieira affaticato e diffidato. In 11 contro 11 la partita aveva preso un'inerzia positiva, nessun pericolo in difesa e buone trame in contropiede. Prevede in qualche modo la seconda ammonizione di Pelé facendo scaldare Maniche, ma probabilmente aspetta l'intervallo per la sostituzione. In 10 contro 11 non toglie le due punte (ormai è uno schema consolidato) e non rischia altre sceneggiate con Ibra, preferendo cambiare Suazo. Guadagna 4 punti (1 a Genoa e 3 a Roma) sui 24 indicati dalla tabella. Infatti se prima ne servivano 24 in 10 partite, ora ne basteranno 20 in 9 incontri. Il meglio di sé lo dà comunque davanti ai microfoni. Arbitro Rocchi - È l'arbitro di Lazio-Inter dello scorso anno con Ibra espulso per aver calciato un pallone in concomitanza con il fischio di un fuorigioco. È lo stesso che ha permesso i gomiti di Chiellini sullo stesso Ibra nell'andata contro la J**e. Per non parlare dell'off-side al micron segnalato a Cambiasso nella stessa partita. Contro la Samp si mostra di nuovo fiscale con Vieira. Ieri non sanziona il colpo di Milanetto a Pelé, per poi espellerlo come da copione consolidato. Non capiamo, infine, come mai l'esortazione ad espellere il Pallone d'oro del Milan da parte di Vieira venga considerata offensiva, mentre quella di recarsi nella sua (di Kakà) abitazione da parte di Criscito non abbia lo stesso peso. Misteri dell'acustica.