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Se davvero Moratti ha pensato di esonerare Mancini, subito dopo la sconfita con la Juve, questo scudetto possiamo davvero perderlo. Vorrebbe dire che siamo daccapo sull'orlo di una crisi di nervi, e siccome è impensabile che la società faccia l'unica cosa che dovrebbe fare - una conferenza stampa Moratti-Mancini in cui lanciare inequivocabili e definitivi segnali di coesione - il rischio è che la situazione precipiti in qualsiasi momento. A destabilizzarci, lavorano in tanti. Voglio provare a ragionare freddamente, sperando che analoga freddezza sfiori chi deve prendere le decisioni.
Chi frequenta questo blog sa cosa penso dell'Inter post-Dubai: è irriconoscibile rispetto a quella che abbiamo ammirato fra ottobre e dicembre, e gli infortuni non sono una spiegazione sufficiente. Ma a 8 partite dalla fine, oltre ai muscoli e ai polmoni conta il cervello, conta la personalità, conta l'esperienza. E su questi piani l'Inter non è certo inferiore alla Roma, che può precipitare in qualsiasi momento e che deve gestire anche il doppio appuntamento col Manchester. Cervello, personalità ed esperienza devono tradursi in un turn-over sensato (soprattutto a centrocampo, dove convivono affaticati e in ritardo di forma), in nuovi schemi sulle palle inattive (mai più punizioni di Ibra sparacchiate contro la barriera, né corner battuti senza criterio), in una difesa che deve avere come fulcro inderogabile Christian Chivu (accanto al rumeno possono alternarsi Materazzi, Rivas e Burdisso, ma lui è l'unico potenziale leader difensivo).
L'Inter pre-Dubai poggiava su un asse formidabile: la linea formata da Julio Cesar, Samuel, Cambiasso e Ibra; con tre variabili tattiche determinanti per le loro mutevoli attitudini: Maicon, Zanetti e Cruz. Ora che la condizione è scaduta, vale la pena tentare nuove soluzioni. Come il 4-1-4-1 che stasera Donadoni sperimenterà contro la Spagna. Maicon-Rivas-Chivu-Maxwell, Cambiasso a protezione della difesa, Jimenez-Zanetti-Vieira-Stankovic per conquistare la supremazia a centrocampo e Ibrahimovic unica punta, a cui chiedere 45 minuti di grande intensità per poi prevedere la sostituzione dei più spremuti con i vari Maniche, Cruz, Suazo, Crespo, Balotelli... Per superare la crisi servono 4 punti fra Lazio e Atalanta. Sono squadre che giocano bene sulle fasce ma con difese mediocri. Se l'Inter si fa schiacciare può perdere da entrambe. Se riprende in mano il pallino del gioco, di punti possiamo farne 6.
Secondo logica, con 30 punti a disposizione e 6 punti di scarto, il campionato è apertissimo: persino le agenzie di scommesse hanno aggiornato le quote (a vantaggio della Roma). Ma la logica non è la qualità migliore del giornalismo sportivo, che dimentica gli scudetti vinti e persi con 8-9 punti di vantaggio a 5-6 giornate dalla fine e continua a scrivere che questo campionato può sperperarlo solo l’Inter.
Con lo stesso criterio, oserei dire che il posto in Champions lo possono perdere solo Juve e Milan - una avanti e una dietro - ma tanto più forti e piene di campioni della Fiorentina (che oltretutto gioca anche la Uefa Cup). Ma sappiamo che Juve e Milan godono di un trattamento “protettivo” che all’Inter si sognano. La mia opinione è che la Roma sta molto meglio di noi, ha un calendario nettamente più facile e se vince stasera può fare filotto: sì, vincerle tutte di qui alla fine, conquistando 30 punti e arrivando a 91. Una Roma che esca vittoriosa dal derby avrebbe il morale alle stelle e potrebbe davvero puntare al sorpasso. Il pareggio sarebbe utile ad abbassare la quota massima raggiungibile dai giallorossi (89 anziché 91). Aggiungo che l’Inter non mi sembra in grado di arrivare oltre gli 86-87 punti: gli infortuni hanno accorciato la coperta, le polemiche hanno aggrovigliato i nervi, lo stato di forma è in crescita ma il secondo tempo con il Palermo ha mostrato molti limiti.
Già stasera a Genova – senza Cordoba, Samuel, Dacourt, Cesar, Figo, Stankovic, Materazzi e con Maxwell, Ibrahimovic e Chivu in condizioni scadenti – sarà dura. Poi arriverà la Ju*e e subito dopo... la trasferta in casa della Lazio. Servono le invenzioni dei più talentuosi, qualche gol su punizione o calcio d'angolo... Nelle ultime 12 gare ufficiali l’Inter ha segnato solo 5 gol con gli attaccanti; da cinque partite, gli attaccanti non segnano su azione. Stasera farei riposare Ibra e manderei in campo Cruz e Suazo. Perché Cruz sa giocare a calcio e la velocità di Suazo va innescata coi tempi giusti. Se poi si passa in vantaggio, lascerei l’honduregno da solo e comincerei a pensare a come evitare le squalifiche che incombono su Vieira e Cambiasso. Se, invece, fosse necessario recuperare, nella mischia butterei Balotelli.
L’ho detto, lo ripeto: non siamo da Champions nemmeno al completo, figuriamoci con tanti infortunati. Ma il Liverpool non è superiore all’Inter e una partita perfetta, in uno stadio gremito, può sempre venire. Se poi non viene, pazienza (purché la squadra torni a giocare come sa in campionato).
Da dopo Natale giochiamo male: costruiamo poche palle-gol e ne concediamo troppe, il centrocampo non fa filtro, la difesa sembra sempre sbilanciata. Ed è difficile dire quali attaccanti siano davvero in forma. A questo punto non ha senso riaprire il discorso sul “richiamo di preparazione” a Dubai (ne ha scritto persino Sconcerti, e io avevo già spedito la mia rubrichetta al "Guerin Sportivo": uscirà domani, così sembra che abbia copiato...). Il richiamo di preparazione non sta funzionando: manca la brillantezza, manca il cambio di ritmo. Alcuni che hanno giocato troppo (Zanetti, Cambiasso); altri rientrano da lunghe degenze (Materazzi, Figo, Vieira); altri ancora stanno insieme coi cerotti (Chivu, Ibra, Stankovic, Crespo) o non si sa se saranno disponibili (Cruz, Maxwell). E la cosiddetta “panchina lunga” si è rivelata molto più corta del previsto, anche perché Mancini ha smesso di scommettere sui ragazzi della Primavera.
Razionalmente, il Liverpool è in grado di venire a San Siro a vincere; dispone di un ottimo centrocampo e di un centravanti favoloso (quanto alla difesa, all’andata non abbiamo nemmeno capito di quale livello fosse non avendo mai tirato in porta). Irrazionalmente, la mia speranza è che Mancini si inventi qualcosa. Ipotesi A: due punte più Ibra. Ipotesi B: un solo attaccante e Stankovic e Figo come incursori. Giocarcela col rombo, nell’attuale stato di forma di Figo, Stankovic e Jimenez, mi sembra una follia: verremmo fatti a fette sulle fasce laterali e... dove l'altroieri arrivava Brienza ci sarebbe Gerrard… Giocarcela col 4-4-2 mi sembra altrettanto improduttivo: difficilmente riusciremmo ad avere la superiorità numerica e solo su calcio piazzato potremmo sperare di trovare un golletto. La scommessa non può che essere giocata sulla scarsa solidità dei loro meccanismi difensivi, da verificare con qualche invenzione tattica. Lontano dalla porta, Ibra può comunque tentare il tiro e conquistare calci di punizione - magari persino un’espulsione - mentre Crespo e Cruz, nel breve, possono disorientare i vari Hyppya e Carragher. Oppure, si può tentare la carta della superiorità a centrocampo, per impedire a loro di far girare palla con comodo, ipotizzando anche qualche staffetta (Figo non ha i 90 minuti, Jimenez può essere una mina vagante).
È evidente che subire un gol significa abbandonare ogni speranza: nelle 39 partite ufficiali finora disputate l’Inter ha segnato 4 gol in 5 occasioni (a Roma contro la favolosa formazione di De Rossi; in casa col Genoa, col CSKA e col Torino; a Reggio Calabria in Coppa Italia), ma è da novembre che non succede. Domani sera sarò seduto nel secondo anello verde della Nord, e l’ultimo pensiero è per il tifo: almeno fino all’ottantacinquesimo, anche se fossimo sullo 0-0, voglio sperare non verrà a mancare l’incitamento.
Letture. Su Maxwell, Chivu, Roberto Mancini e il dottor Combi... QUI.
Lo stato fisico dei nerazzurri ispira forti dubbi. Sulla preparazione, su Dubai, sullo staff medico, sulla gestione del turn-over, sull'utilità di prendere Maniche, eccetera. Ma ora che la coperta si è drammaticamente accorciata, e sappiamo di non poter più contare su Dacourt, Samuel e Cordoba, e di dover gestire i minuti di Ibrahimovic, Stankovic e Chivu, provo a immaginare a cosa stia pensando Mancini.
Vieira è in lenta ripresa; Figo in lentissima; Jimenez e Cesar chissà cos'hanno; Maxwell starà fuori altre 3-4 partite; Chivu ha la spalla fragilissima; Cambiasso e Zanetti rischiano di andare fuori giri... Ci sarebbe da disperarsi, perché entro Pasqua ci giochiamo moltissimo, e rischiamo di ritrovarci fuori dalla Coppa e con la Roma a 3-4 punti. Forse è il momento di inserire forze fresche, per quanto inesperte. Penso a Ivan Fatic, innanzitutto: mancino naturale, terzino dotato di ottimo tiro e buona corsa, perché non provarlo con la Reggina?
Chivu deve giocare al centro, al limite vertice basso del rombo. Ma sul lato sinistro i problemi alla spalla rischiano di limitarlo troppo. Al centro, accanto a Chivu, possono alternarsi Burdisso (impresentabile come terzino), Rivas (idem) e Materazzi (che pure sta giocando la peggiore stagione da quando è all'Inter). Con Chivu vertice basso, invece, si può riprovare Figo dietro le punte, almeno nelle partite casalinghe. Zanetti e Cambiasso possono così rifiatare, Vieira alternarsi a Pelè (mai più insieme!), e il rientro di Stankovic può avvenire senza costringerlo a corse insensate fuor ruolo (sempre ammesso che un ruolo Stankovic ce l'abbia: quando sta bene può farli tutti, quando sta male, nessuno).
Davanti, infine, è ipotizzabile che Balotelli possa giocare spesso, ma non sulla fascia. Il dibattito su Suazo mi sembra ormai orientato a un giudizio definitivo: buon giocatore, non un campione; aggiungo che a parte Materazzi, Chivu e Cambiasso, nessuno sa lanciare l'honduregno con i tempi giusti. La mia speranza è Crespo, sia accanto a Cruz che a Ibra. Contro il Liverpool, per esempio, credo indispensabile la presenza di un rapinatore d'area, non fosse altro che per sporcare traiettorie, e cercare falli. Il vero buco nero contro i Reds sta in difesa, dove Chivu è imprescindibile, ma tutto il resto è ipotetico: magari Zanetti torna terzino sinistro, come a tempi di Hodgson; magari Mancini si fa venire un'idea sorprendente e ricacciamo indietro i brutti pensieri.
I temi della giornata. Malesani: "Con l'Inter non è impossibile" - Inter-Empoli. Inizia la marcia verso Anfield Road... - I 19 convocati - Conferma per Rivas: Vieira titolare - "Non esistono partite facili"
Immagino che qualcuno ci sia rimasto male per l'esclusione di Balotelli dalla lista Champions. È bello pensare che un diciassettenne predestinato possa dare la spinta decisiva verso un trofeo che manca dalla notte dei tempi. Ma con Ibra, Cruz, Crespo e Suazo davanti, mi sembra che la scelta di Mancini sia stata abbastanza facile. Rimane il centrocampo la variabile decisiva, e a meno di 20 giorni da Liverpool si può tentare qualche ipotesi. Con il 4-4-2 l'Inter sta giocando meglio che col "rombo". Il fatto è che per interpretare bene il rombo serve un cenrocampista scaltro e/o forte fisicamente e oggi manca Figo, Stankovic è sulla via del recupero, Jimenez è troppo discontinuo (Maniche, semplicemente, non mi sembra all'altezza del compito). Perciò, sono convinto che a Liverpool e contro la Roma, Mancini intenda giocare con Maicon e Chivu sui lati, Cordoba e Materazzi al centro della difesa, Zanetti, Cambiasso, Vieira e Stankovic a centrocampo, Ibra e il più in forma davanti.
In campionato è diverso. Lo scarto di cilindrata con la maggioranza degli avversari (penso al'Empoli, innanzitutto) può rendere fattibili scelte che mi sembrano finalizzate più alla preservazione dal rischio infortuni che alla sperimentazione di nuovi assetti. Crespo ha un disperato bsogno d giocare, Suazo altrettanto. Maniche è stato preso per evitare a Cambiasso le partite "facili", Chivu deve riprendere ritmo e Vieira sta faticosamente riprendendosi la scena (peraltro risponderà alla chiamata dela nazionale e... chissà come tornerà). Nonostante la rosa ampia, Mancini è chiamato a scelte difficili perché non può insistere sui soliti e deve scontare qualche passaggio a vuoto nel ridare minutaggio ai malati cronici. L'Inter titolare non avrebbe difficoltà a seppellire l'Empoli con due-tre gol di scarto. Ma sarà inevitabile vedere all'opera 2-3 "fuori forma" o "senza intesa", con i rischi che ne derivano. Per es. una coppia formata da Materazzi e Rivas può soffrire la velocità di Pozzi o Saudati; o, se gioca Jimenez, mi domando a chi sarà affidata la marcatura di Giovinco; e se, come credo, riposerà Cruz, bisognerà che Ibra si sforzi di liberare Crespo al tiro. Per me Crespo nelle partite decisive di Champions non può stare fuori.
L'ammonizione di Ibra è stata studiata a tavolino, ma pochi hanno notato che anche Samuel si è procurato un cartellino giallo strategico: salterà l'inutile trasferta di Eindhoven e sarà disponibile negli Ottavi. Le squalifiche a raffica rimediate negli ultimi anni hanno avuto effetto: all'Inter si sono messi a fare calcoli, a gestire le convocazioni, puntando ad avere disponibili i migliori nele partite che contano.
Vorrei aprire un dibattito sulla miglior coppia di difensori centrali, quella che vorremmo giocasse il derby, poi gli Ottavi, i Quarti, e via dicendo. Accostando fra loro Cordoba, Samuel, Materazzi e Chivu (Burdisso è ormai un passo indietro) le possibili combinazioni sono 6, ed ecco il mio ordine di preferenza: 1) Materazzi-Chivu 2) Samuel-Chivu 3) Materazzi-Samuel
4) Materazzi-Cordoba 5) Chivu-Cordoba 6) Samuel-Cordoba.
Il paradosso è che la coppia con maggiore intesa - e, tutto sommato, con un rendimento finora positivo - è proprio quella che sta all'ultimo posto, mentre la mia preferita non la si è mai vista. Tuttavia, ritengo che per fare strada - almeno in coppa - occorra puntare sulla qualità tecnica, dunque va assolutamente schierato almeno uno fra Materazzi e Chivu (per le punizioni, per gli inserimenti in area avversaria, soprattutto per i rilanci dalla difesa). Nulla contro Cordoba, ma in ogni partita fa almeno un'idiozia imperdonabile.
Qual è il nostro centrocampo titolare, quello con cui vorremmo giocarcela, negli ottavi e poi nei quarti e magari anche più avanti in Coppa? Diciamo Figo a destra e Stankovic a sinistra, con Vieira e Cambiasso al centro. Lo so: Zanetti gioca sempre, è inamovibile per definizione (ora ha anche il primato delle maglie argentine); ma il capitano è una seconda scelta che va sempre bene, più che il titolare di un ruolo stabile e preciso.
Bene, dei 4 della linea di centrocampo, sabato sera contro l'Atalanta non ne giocherà nemmeno uno. Resta una speranziella su Cambiasso, ma dubito vogliano rischiarlo dopo una botta che sembrava così grave. E anche sulle riserve, ci sono molte perplessità: Cesar è uscito malconcio dal penultimo allenamento, Dacourt è reduce da un infortunio, Solari è in pensione da un paio d'anni, Jimenez diventerà uno dei case history della Legge sulla privacy, perché non si capisce mai cosa gli sia successo, è sempre mezzo-rotto, al massimo va in panchina (quel litigio con Figo per la battuta di un corner in Turchia, non l'ha ancora digerito). Sani e arruolati restano Pelè e Bolzoni. In realtà ci sarebbero anche Burdisso e Chivu, che in società continuano a dipingere come potenziali centrocampisti. Ma sarebbero comunque soluzioni abborracciate, mancherà la qualità del palleggio, e ciò rende assai pericolosa la sfida con l'Atalanta, che è poi di una quelle squadre che a San Siro hanno fatto il colpaccio spesso e volentieri. Se non recupera Cesar, è probabile l'avanzamento di Maxwell davanti a Chivu, con Dacourt e Zanetti centrali e Solari a destra. È un assetto da brividi... Preferirei un esperimento inedito: un nuovo rombo, con Dacourt davanti alla difesa, Zanetti e Maxwell larghi, e Ibra dietro le punte.
Non è andata bene, ma non è successo nulla. Siamo fortissimi e possiamo ancora superare il girone. Anche l’anno scorso siamo partiti male, ma poi ce l’abbiamo fatta, dunque dobbiamo crederci.
Sono le parole di Julio Cesar, portierone brasiliano dell'Inter protagonista anche ieri sera di una prestazione straordinaria (a differenza di alcuni suoi comici colleghi connazionali). "Sembrava Spiderman. Vola di qua, esci di là: quelli del Fenerbahce sbucavano da tutte le parti. Si è dovuto arrendere solo alla prodezza di Deivid. Una parata su quel tiro lì avrebbe avuto del paranormale", è stato giustamente scritto.
Nessun processo, quindi, anche lo scorso anno l'Inter ha esordito in Champions con una sconfitta (0-1 contro lo Sporting) e senza la scusante delle numerose assenze per squalifiche e infortuni che stanno affliggendola oggi o del generale ritardo di condizione di alcune pedine fondamentali. Anzi, lo scorso anno le sconfitte furono due pronti via, e nonostante la difficile partenza la squadra di Mancini riuscì agevolmente a superare il girone assieme al Bayern capolista. C'è tutto il tempo per rimediare.
E però, anche se un processo ora sarebbe affrettato e tutto sommato ingiustificato, conviene fare almeno alcune valutazioni tecniche sulla opaca prestazione di ieri. Dell'aspetto temperamentale e dell'atteggiamento, stando a quanto dichiarato da Julio Cesar, si sta occupando lo stesso Mancini: "Nello spogliatoio ci ha detto che dobbiamo cambiare atteggiamento". L'Inter demotivata e scarica vista ieri, inutile nasconderselo, avrebbe perso con chiunque in Europa; la speranza è che in questo senso si verifichi un drastico cambio di rotta perché altrimenti la strada in Champions sarà piuttosto breve.
Dell'aspetto tattico più elementare possiamo discuterne a partire da alcune considerazioni largamente condivise: Zanetti nel ruolo di terzino è improponibile, da circa dieci anni; due mediani di contenimento (Dacourt e Cambiasso) in mezzo al campo sono una inutile zavorra (come lo furono a Valencia dove come mediano aggiunto, davanti alla difesa, fu schierato Burdisso: forse dagli errori bisognerebbe imparare); due mediani di contenimento sono una inutile zavorra soprattutto se chi ha il compito di produrre gioco e verticalizzare la manovra (Stankovic) è nelle condizioni pietose verificate in Turchia e Solari è la parodia di se stesso; è inutile schierare Suazo dal primo minuto: per metterne in mostra le doti di velocista e contropiedista l'honduregno dovrebbe entrare a partita in corso, nella seconda frazione o nell'ultima mezz'ora, quando gli avversari sono già affaticati e le maglie del gioco dilatate; Ibrahimovic è lezioso in maniera quasi irritante: considerando questa incorreggibile propensione dello svedese... forse nelle partite europee converrebbe schierarlo da "suggeritore", dietro due punte come vertice alto di un ipotetico rombo di centrocampo (così come facevano gli allenatori dei suoi esordi nel calcio professionistico).
Fossimo il Milan, con la mentalità del Milan e un assetto invariato da 5-6 anni, stasera usciremmo dallo stadio di Istanbul con un perfetto 0-0. Ma non siamo il Milan, ci mancano tutti i difensori, l’assetto e la condizione atletica sono instabili, dunque potremmo uscirne con le ossa rotte o con una vittoria imprevista. In campionato, Mancini sembra preferire il 4-4-2, con la riscoperta di Cesar e Figo largo a destra; ma stasera non avrà Cesar, Solari è un’incognita grande quanto Rivas (preferirei giocasse Figo) e forse torneremo a vedere Dacourt appena davanti alla difesa, e Ibrahimovic molto vicino al centrocampo. In partite così, possono essere decisivi i calci piazzati, ma non ci sono i migliori saltatori (Vieira, Materazzi, Cordoba) e Samuel non dovrebbe superare la metà campo, lasciando solo Rivas, nemmeno sotto tortura. Kezman è un cliente difficile, non mi stupirei se riuscisse a conquistarsi un calcio di rigore.
Penso che dovremmo puntare sulle percussioni centrali, Stankovic e Cambiasso (e perché no Jimenez) possono risultare decisivi. Sarei già contento di uno 0-0, ma mi aspetto un gol da Suazo. Pronostico secco: 2-2.
L'Inter onora il debutto in campionato con una vittoria che ha in Cambiasso e Ibrahimovic gli uomini gol, rifila tre gol alla Fiorentina, ma subisce un po' troppo il ritorno dei viola, trascinati da Toni che onora con una doppietta la consegna della Scarpa d'oro. Fino al risveglio del bomber viola (23' st), coinciso con l'uscita dal campo di Materazzi e l'ingresso di Samuel (il peggiore dei suoi), la squadra di Mancini è stata bella. Ma da lì in poi è tornata la solita Inter, quella che può rovinare sempre tutto...
Questa l'analisi su Repubblica del 9.9.2006. Si può paragonare il debutto in campionato dello scorso anno contro la Fiorentina con quello dell'altroieri contro l'Udinese. Il comune denominatore è l'assenza di Materazzi. A Firenze il gigante nerazzurro aveva praticamente annullato Toni per 70'. Alla sua uscita dal campo il centravanti viola aveva perforato per ben due volte la rete interista mettendo in discussione un risultato che fino a quel momento sembrava largamente acquisito. A Milano contro l'Udinese gli unici pericoli per la difesa non sono arrivati dai "piccoli" Floro Flores o Quagliarella ma dall'africano Asamoah: calciatore possente che nel primo tempo è riuscito prima a smarcarsi per calciare in modo insidioso sul primo palo e poi a svettare indisturbato in piena area scheggiando la traversa su colpo di testa; nel secondo tempo ha poi provocato la decisiva espulsione di Julio Cesar facendosi largo con il proprio fisico tra il portiere nerazzurro e un Samuel in evidente difficoltà. È subito parso chiaro a tutti che con Materazzi in campo dell'africano si sarebbero perdute le tracce. E che al 93' il gigante nerazzurro (che non ha solo dei mezzi tecnici importanti ma anche una riconosciuta funzione di leader della difesa) avrebbe fatto suo, allontanandolo dall'area, quel pallone poi rimbalzato sulla testolina "maleducata" di Cordoba.
Ora, dato per acquisito che l'assenza di Materazzi la pagheremo cara sul piano tecnico e tattico (e agonistico) e che non possiamo assumerla come alibi per tutti i problemi difensivi che verranno nei prossimi mesi (tanto più che il 34enne non giocherà all'infinito), sorge una domanda: i suoi "piccoli" sostituti (Samuel, Burdisso, Chivu, Cordoba, ...) patiranno sul piano fisico anche i vari Amauri, Iaquinta, Vucinic e gli altri giganti d'attacco avversari così come hanno patito (il modesto) Asamoah? Se sì, non sarebbe valsa la pena, in sede di calciomercato, di fare un investimento a lungo termine su un difensore possente (io penso al forte Zapata dell'Udinese) in grado di rimpiazzare Materazzi all'occorrenza e per i prossimi anni? O forse questo difensore dovrebbe essere... "Tyson" Rivas?
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