|
essere baüscia
«quando stringo la mano a un milanista poi
me la lavo. quando la stringo a uno juventino poi mi conto
le dita» - g. prisco
community interista
ideato e progettato da hae,
bauscia.splinder.com
è oggi la più grande community interista su piattaforma
splinder, con oltre 430.000 contatti nel primo anno.
su bauscia scrivono hae,
luissuarez, NK
e taribo59.
rubriche
archivio
links
vedi
anche...
soundtrack
29
disclaimer
Il presente blog non rappresenta una testata
giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità .
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai
sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Gli autori, inoltre,
non hanno alcuna responsabilità né per quanto riguarda le
opinioni espresse dai lettori, i quali se ne assumono la
responsabilità , né per quanto riguarda i siti ai quali è
possibile accedere tramite i collegamenti posti all'interno
del sito stesso, forniti come semplice servizio agli utenti
della rete. Il fatto che il blog fornisca questi collegamenti
non implica l'approvazione dei siti stessi, sulla cui qualità ,
contenuti e grafica è declinata ogni responsabilità .
i nostri
feeds
|
|
|
Manchester alla amatriciana. È successo in occasione della finale di Coppa Uefa tra i russi di San Pietroburgo e i Rangers di Glasgow. Sono stati fermati 42 tifosi scozzesi: tra loro i 6 che hanno accoltellato il tifoso dello Zenit. Per par condicio sarà impedito ai supporters del... Chelsea di recarsi a Mosca per la finale di Champions. Il sindaco di Roma esprime soddisfazione. Intanto, dal momento che agli interisti è stata vietata la trasferta di Parma perché i romanisti accoltellano i catanesi, oggi la Gazzetta ( vedi) si accorge finalmente del clamoroso fenomeno degli accoltellamenti giallorossi: "In questa amara vicenda di trasferte vietate c'è un dato che nessuno sembra voler prendere davvero sul serio: negli ultimi ventuno mesi 33 tifosi delle squadre ospiti sono stati accoltellati nei dintorni dello Stadio Olimpico. E sempre quando la squadra di casa era la Roma". Speriamo se ne accorga anche Vocalelly.
Pericolo scampato. Scongiurato il rischio che gli ultras emiliani e quelli dell'Inter domenica potessero farsi guerra con un lancio di tortellini ripieni; preso atto di una una nota ufficiale con la quale i Boys Parma 1977 bocciano il divieto per gli interisti con parole di solidarietà e dànno una lezione a tutti i tromboni e i parassiti che si aggirano nei palazzi del calcio; i tifosi nerazzurri chiedono che sia messa in discussione la cornice della finale unica di Coppa Italia, che la Roma giocherà contro l'Inter nel "campo neutro" di... Roma ( leggi). Avvertite Vocalelly.
La bufala delle intercettazioni e delle scommesse. Domenica ci si gioca uno scudetto e non sia mai che lo vinca la squadra che vanta la migliore difesa del torneo e comanda la classifica da settembre nonostante le tormente mediatiche che da sei mesi a questa parte la tormentano. No, bisogna inventarsi una polemica al giorno perché l'Inter rischia di vincere un titolo che - lo ammette pure il romanista Zeman ( leggi) - meriterebbe. Gli amici di interisti.org hanno raccolto in un illuminante sondaggio dal titolo Il potere di Moratti tutte le polemiche che, una per ogni giorno dell'ultima settimana, hanno accompagnato il cammino dei nerazzurri verso il traguardo. L'ultima, e più squallida, è quella relativa alle "intercettazioni". Ieri la versione on-line del Corriere della sera ha tenuto la notizia in primo piano per quasi dodici ore ed è subito diventata "la più letta". I titoli scelti dai giornali che hanno rilanciato e amplificato la "notizia" sono: "Al telefono col boss, interisti nei guai", "Intercettazioni con un presunto trafficante Mezza Inter è nei pasticci", "Droga, prostituzione e scommese: spunta l'Inter", "Intercettazioni telefoniche: giocatori nerazzurri nella bufera". Oggi, naturalmente non in primo piano, sempre dal Corsera si viene a sapere qualcosa di più intorno a questa vicenda per la quale nessun tesserato nerazzurro è indagato e non ci sono estremi sul piano penale e civile (i magistrati stanno considerando se stralciare la posizione degli interisti) né tantomeno su quello sportivo (non si parla con arbitri e designatori). Oggi quindi, dopo aver sputtanato il nome dell'Inter per una giornata intera sui giornali e nei telegiornali generando attraverso l'uso di condizionali e un linguaggio allusivo una confusione e una disinformazione incalcolabili, si viene a sapere ( leggi) che questo sarto tuttofare che frequenta Appiano Gentile da 30 anni ( Altobelli lo conobbe nel 1977 al suo arrivo all'Inter) andava procurando e proponendo, a margine della sua attività sartoriale, affari a buon mercato ai suoi amici della Pinetina. Materazzi si rivolge a lui chiedendogli degli scatoloni per un trasloco; Mancini (recentemente operatosi a un menisco) gli chiede delle stampelle e la possibilità di far riparare da un meccanico di fiducia la propria auto, ma anche la piega per alcuni pantaloni; a Zanetti viene proposto l'acquisto di una Ferrari e l'argentino risponde che non ama molto le Ferrari e si informa invece sulla possibilità di ordinare un bell'orologio. Non è abbastanza per spedire in serie B i nerazzurri o far scontare alla squadra di Mancini una penalizzazione in classifica; non è abbastanza neanche per un'ammenda o squalifiche: anche perché di questa storia delle scommesse a Trento non sanno nulla ( leggi). Sicuramente è abbastanza per spedire lontano dall'Inter un Mancini (che minaccia azioni legali) ormai segnato dai continui attacchi rivolti alla sua persona e alla squadra e dall'atteggiamento di una società, quella di Moratti, che non sa o non vuole difenderlo ( leggi e leggi).
Intercettati (1/2). L'obiettivo dei tifosi romanisti è stato raggiunto. Sapevano dallo scorso gennaio che sarebbe stata vietata loro la trasferta di Catania. L'unica cosa da fare era impedire che i tifosi nerazzurri potessero assistere alla trasferta di Parma. In un primo momento l'Osservatorio del Viminale aveva deciso di permettere la trasferta ai nerazzurri, in base ai criteri adottati lungo tutto l'arco della stagione. Il prefetto di Parma, deputato alla valutazione della rischiosità del match del Tardini, ha chiesto al Ministero dell'Interno di tornare sui propri passi. Trasferta quindi vietata ( leggi). Nel frattempo sono cambiati i criteri di valutazione? Le risposte alla domanda retorica sono due. La par condicio auspicata (richiesta) da don Tonino 'i morti fanno parte di questo sport' Matarrese, sollecitata anche dall'etere romano, e la minaccia di supporters de lama ggica, di raggiungere Parma ( leggi). Appare evidente come lo Stato, che non è stato ancora in grado di risolvere sul piano legislativo il problema del tifo violento, non riesca ad applicare nemmeno le leggi esistenti. Impedire agli interisti la trasferta di Parma perché i romanisti accoltellano i catanesi resta comunque una soluzione creativa. Per maggiori desolazioni, Franco Rossi e Laura Alari.
Intercettati (2/2). Nella tarda serata di ieri è arrivata la notizia inerente la presenza di Mancini, Mihajlovic e Zanetti (che da sola basterebbe per dare il giusto peso alla notizia...) nei brogliacci delle intercettazioni della procura di Trento su una vasta inchiesta anti-droga iniziata due anni or sono. Il telefono messo sotto controllo dagli inquirenti è quello di Domenico Brescia, pregiudicato (omicidio, associazione mafiosa, rapina e droga), habituée della Pinetina da trent'anni ( leggi) come sarto e socio di un negozio di abbigliamento dove tecnici e calciatori nerazzurri si fornivano. Donne, auto, orologi di valore, biglietti per lo stadio, telefonini, calciomercato, formazione e scudetto gli argomenti trattati nelle telefonate. Se sotto il profilo etico è comunque censurabile una "conoscenza" di questo genere, secondo i carabinieri del Ros non emerge alcuna responsabilità civile e penale degli interlocutori interisti del Brescia. Né tantomeno sotto il profilo sportivo. Lascia perciò perplessi la tempistica della notizia, trapelata a tre giorni dalla sfida decisiva di Parma. Non abbiamo gli elementi per affermare con certezza che si tratti dell'ennesimo tentativo di destabilizzazione, ormai sono innumerevoli. Ma di sicuro l'ambiente nerazzurro dovrà fronteggiare anche questa raffica di vento nella sua regata di bolina. Nel frattempo il pm di Milano Marcello Musso sta pensando di aprire un fascicolo per fuga di notizie (vedi Corriere, Gazzetta, Stampa e Iostoconmancini). Tra mille perplessità rimane un significativo elemento controverso: possibile che il deus ex machina delle intercettazioni (almeno secondo i visionari e patetici tifosi della vecchia Ju*e), Marco Tronchetti Provera, non abbia avvertito Mancini&Co. sulla presenza dei loro nomi nelle intercettazioni?
Intercettabili. "L'Inter fino a qualche tempo fa non avrebbe avuto problemi a battere il Parma. Ma adesso ce la stiamo facendo davvero sotto" ( leggi). Parole e musica di Luciano Libague. È pronto per scivere la prefazione al prossimo libro di Severgnini. Che non uscirà.
Leggi anche...
Il cuggino. Ieri al processo Gea è stato il turno di Manuele Blasi.
Sono state fatte ascoltare alcune intercettazioni telefoniche tra l'ex centrocampista bianconero ed il suo procuratore Antonelli: "Noi siamo stati ricattati, la posta in palio è alta e quindi dobbiamo fare un passo indietro". E aggiunse: "Se sto con te non mi fanno firmare il contratto, si sono impuntati. Non mi fanno prendere i soldi. Io lo so che sono uomini di m***a, ma ho degli interessi" . Moggi infatti gli aveva offerto un contratto dal 1,3 milioni netti a stagione a patto che concedesse la sua procura alla Gea. E se Antonelli ha ribadito la sua testimonianza dinanzi al giudice: "Manuele mi disse chiaramente che per avere il rinnovo del contratto doveva passare alla Gea", il cugino di Ilary è stato protagonista di un clamoroso dietrofront: "Le pressioni della Gea sono tutte mie invenzioni. Ho pensato che fosse l'unico modo per liberarmi di Antonelli". Non c'è che dire, Blasi è davvero abituato a "fare un passo indietro". Comunque è in ottima compagnia: dopo Capello e Giraudo rischia pure lui di essere accusato dal pm di reticenza, falsa testimonianza e calunnia ( leggi).
Il rinviado(s). Ronaldo viene ricattato da 3 viados che lui aveva erroneamente scambiato per prostitute ( leggi). Subito dopo l'infortunio al tendine rotuleo del ginocchio sinistro Galliani lo aveva rassicurato: "Al Milan c'è grande affetto e stima" ( leggi). Ma evidentemente non è bastato per evitare che Ronaldo si rivolgesse al mercato più antico del mondo. Siamo pronti a scommettere che Galliani non perdonerà questo tradimento e - anzi - sfruttera l' assist (che viene già... e verrà ancora mediaticamente alimentato) per scongiurare il rinnovo del contratto all'ex calciatore brasiliano. Piccola riflessione: Susana Werner, Milene Domingues, Raica Olivera, Daniela Ciccarelli, Maria Beatriz Antony e... Andreia Albertine; il declino dell'ex fenomeno.
L'escluso. Luis Figo ha rilasciato un'intervista ad una tv portoghese in cui si dichiara favorevole all'arrivo di Mourinho all'Inter. Anzi, sulla voce del presunto sbarco ad Appiano specifica: "Se lo scrivono qualcosa di vero ci sarà" ( leggi). Siamo a conoscenza del forte legame tra Figo e Moratti: il timore è che il presidente si sia confidato con lui; la speranza è che sia l'ultima frecciata nei confronti di Mancini.
La domenica dei supereroi. Walter Zenga, l'uomo ragno, arriva a Catania per sostituire Baldini e restituire entusiasmo e risultati all'ambiente etneo. Veni vidi vici. Subito asfaltato il Napoli con un secco 3-0 e domenica c'è il derby col Palermo. Pellegrino e Floccari, gli uomini invisibili, commettono in Atalanta-Inter due netti interventi da rigore nell'area bergamasca: nel primo tempo su Vieira, falciato sul piede d'appoggio; nella ripresa su Cruz lanciato a rete da Balotelli (il difensore argentino intercetta la sfera con il piede sinistro ma poi alza la gamba destra abbattendo el Jardinero). Invisibili.
14 punti in teoria. L'Inter vista oggi a Bergamo è sembrata in grande recupero di condizione (atletica e mentale). Una squadra consapevole del proprio ruolo e del proprio compito, autorevole e sicura (ha sofferto quasi nulla). I nerazzurri si sono presentati con una coppia d'attacco inedita (Crespo-Balotelli: 4 goal in due) contro una formazione i cui attaccanti (Langella-Doni-Floccari) hanno segnato quasi 30 delle complessive 46 reti. I bergamaschi inoltre avevano perso soltanto due volte tra le mura amiche prima di oggi e venivano dal meritato successo a Milano contro i due volte vincitori del campionato cadetto. Il campo di Bergamo è insidioso e il fiato sul collo della Roma, proiettata a -1 dalla rete su rigore trasformata da De Rossi nel finale contro il Genoa, poteva fare il resto. La risposta dei nerazzurri - Rivas, Vieira e Balotelli su tutti - è stata imponente. Al termine del torneo mancano 6 giornate; il vantaggio della capolista sulla Roma inseguitrice è di 4 (5) lunghezze. Ciò significa che se la Roma (che anche ieri è apparsa in affanno sotto il profilo atletico) le vincesse tutte (quindi anche a Genova con la Samp; a Udine e a Catania) all'Inter servirebbero teoricamente 14 punti per la sicurezza matematica del titolo. In 6 partite significa 4 successi e due pareggi. In teoria.
In pratica. Potrebbe servirne qualcuno di meno. Se i giallorossi non fanno bottino pieno a Udine domenica prossima e l'Inter sconfigge la Fiorentina... sul campionato inizierà a calare il sipario. Giovedì 10 aprile i viola saranno a Eindhoven, in Olanda, per il ritorno di Coppa Uefa. Domenica a Milano contro di noi privi del diffidato (e oggi ammonito) Donadel, noto ai più per le sue doti di fabbro di centrocampo. La Roma proveniente da Manchester invece andrà a Udine per sfidare una squadra in lotta - con Samp (anche Cassano attende i giallorossi), Milan e Fiorentina - per un posto in Champions. Le premesse sono favorevoli. E il "marzo nero" sembra ormai alle spalle. Diradata la nebbia il traguardo si fa visibile, sempre più vicino. Forza ragazzi!
Avvistamenti in Perù. Hanno avvistato José Mourinho nella valle dell'Urubamba. Pare fosse diretto verso la città-fortezza di Machu Picchu, con due accompagnatori (uno di colore con le treccine: sembra Drogba; l'altro caucasoide: Lampard?). Un antico sciamano del luogo ha segnalato la presenza dei tre uomini, pronunciando alcune parole scottanti. Al labiale dell'anziano sarà dedicata un'intera puntata di una nota trasmissione televisiva. Pare infatti che il vecchio sciamano abbia farfugliato in antico dialetto inca qualcosa come: "Mancini vattene"; e poi avrebbe aggiunto: "Sciabolataa morbida! Non va!". Sono in corso approfondimenti. In ogni caso la notizia dell'avvistamento di Mourinho in Perù, dove Massimo Moratti potrebbe avere uno chalet per le vacanze, verrà diffusa a mezzo stampa e televisivo soltanto alla vigilia del prossimo incontro di campionato dell'Inter. Restate sintonizzati.
Lecce Homo. Indovinello: è un calciatore nativo di Lecce ma non è Antonio Conte né Marco Materazzi. Abbiamo sostituito la lettera X al suo nome; la lettera Y al nome del suo ex club e la Z al nome del direttore generale del club stesso. Tratto dalla deposizione di X ai giudici: «Una volta ero in ritiro con la Y e venni chiamato col mio procuratore da Z che mi disse che aveva trovato l'accordo col Portsmouth. Io rifiutai, non volevo andare in Inghilterra perché avevo una bambina piccola e mia moglie non voleva andare all'estero. Allora Z mi disse che mi avrebbe fatto smettere di giocare, aggiunse che in Italia non mi voleva nessuno perché avevo un carattere difficile e che la Y non poteva permettersi di perdere 2 milioni di euro all'anno». X ha anche ricordato di altre minacce come: «se non vai dove dico io finirai di giocare. In Nazionale ci sei andato perché io ti ci ho mandato». La soluzione all'indovinelo è QUI. Aggiungiamo, come ha già fatto la nostra fonte, che l'avvocato del figlio del Direttore Z è... Giulia Bongiorno, già difensore di Giulio Andreotti, deputata di An e probabile ministro della giustizia... del prossimo governo Berlusconi. Un altro (come se ne mancassero di più seri e decisivi) motivo per votare contro il "Popolo della libertà" tra qualche giorno.
Roberto Ferguson. Nella vittoria del Manchester a Roma per 2-0 è emerso un dato tattico inoppugnabile. Un dato che i media italiani, quelli che "se l'Inter vince è perché ha 3 squadre, una rosa immensa e bla bla" e se perde "è colpa di Mancini", non hanno rilevato. O meglio: hanno fatto di tutto per nascondere. Ferguson, come ogni tecnico a certi livelli evidentemente fa, dev'essersi studiato un nastro con le prestazioni stagionali dell'avversario. E dev'essersi visto e rivisto il videotape dell'unica sconfitta interna dei giallorossi di quest'anno. Arrivata il 29 settembre 2007 contro l'Inter. Quella partita finì 1-4 e vide i capitolini imbrigliati da una abile disposizione tattica che prevedeva inizialmente una sola punta (e un centrocampo robusto) e successivamente un passaggio al 4-4-2 per mantenere alta la pressione in fase offensiva. Il manager del Manchester, che ha spostato in attacco Rooney (fissando il modulo sul 4-4-2) soltanto nella seconda frazione, ha chiaramente preso a prestito la soluzione dal Mancio (che con questo sistema rifilò 4 pappine a domicilio a Spalletti). Ma i giornali sportivi nostrani non se ne sono ovviamente accorti. In compenso hanno avvistato José Mourinho nella tasca della giacca di Ferguson: ora stanno decifrandone il labiale.
L'autodistruzione finalizzata. La strategia ormai la sappiamo: dopo il fallimento in Champions, considerati i 20 punti dall'Inter e i 4 dalla Fiorentina, la baracca media(set)tica attinge dal mercato per consolare i tifosi rossoneri. Archiviato momentaneamente Drogba, tocca al ritorno di Shevchenko e al leit motive biennale Ronaldinho. Sì, proprio così: ieri sera ci sarebbe stata una cena tra Adriano Galliani ed il fratello manager Roberto de Assis nel locale dove si concluse lo scippo di Suazo all'Inter. Noi eravamo rimasti alle parole di Berlusconi "Ronaldinho non è mai stato un nostro obiettivo" ( qui) o "cerchiamo una prima punta" ( qui) e a quelle di Ancelotti "Sheva e Pato non li vedo insieme, hanno caratteristiche simili" ( qui), o all'aggettivo "traditore" affibbiato all'ucraino nell'intervista (passaparolaccia) rilasciata a "Le Iene" qualche giorno fa (interessante anche il commento sul "presuntuoso" Mancini, il video). A dire il vero non ci interessa se il "dentone" o il "baciamaglie" dovessero vestire la casacca rossonera. Ci preme invece riportare una chicca di uno dei Rognoni boys della prima ora. In un servizio (latu sensu) andato in onda su Studio Sport, Nando Sanvito ha ipotizzato che le defezioni dei due ex assi siano dovute alla volontà di abbassare il prezzo del loro cartellino. In pratica il brasiliano e l'ucraino simulano infortuni da 3 mesi a questa parte e stanno facendo di tutto per far dimenticare la loro immagine di campioni affermati con prestazioni incolori. Immaginiamo, inoltre, che Ronnie sia stato felicissimo nel vedere dalla tv il goal del 17enne Bojan in quel di Gelsenkirchen e che a Sheva - ormai titolare solo nella squadra riserve - nella bolgia del Sukru Saraçoglu, non sia tornata alla mente la memorabile partita contro il Fenerbahce in cui siglò 4 reti eguagliando il record di Prso e Simone Inzaghi (sic). Comunque l'importante è ricordare che non si tratta di ex Palloni d'oro in difficoltà, stanno solo fingendo. Per poi, eventualmente, andare al Milan e smettere di recitare, s'intende.
Vantaggi competitivi. Le fonti dello strapotere delle squadre Inglesi: la gestione economica (con lo stadio vera variabile di differenziazione con le squadre italiane) e le scelte tecniche.
La distruzione (pre)ordinata. “Adriano segna più di Ibra e Cruz”, fa notare il Corsport. Il brasiliano è a quota 10, mentre gli ex compagni sono a 9, in due. Non vogliamo paragonare certo il Campionato Paulista alla Serie A o la Libertadores alla Champions, sarebbe ingeneroso. Né tantomeno negare che l’Inter abbia qualche problema in fase realizzativa, ma leggiamo in questa notizia una sorta di critica ad una società nell’aver fatto una delle scelte più azzeccate degli ultimi anni. Come fa notare qualche amico di Mancini (e nostro cit.) “E’ vero, ma più di Adriano (8 gol) nel campionato regionale (ripeto, regionale) paulista hanno segnato Pereira (12 gol) , Pedrao (11) Otacilio (10), Mineiro (10), Neto (9) Borges. E otto reti, come Adriano, li hanno segnati anche Xuxa, Michael e Afonso, cioè la crema del calcio mondiale…” (qui) La verità, come spesso capita, è nelle parole della Alari, “bisogna tener vivo il campionato finché si può, ma non lamentiamoci se gli altri (gli inglesi) sono più avanti di noi, anche nella comunicazione…” (qui).
Milan. Il geom. Adriano Galliani ha abbandonato lo stadio "Meazza" prima dell'intervallo. Mentre l'Atalanta dominava in lungo e in largo e sfiorava a più riprese la rete dello 0-3 definitivo, dalla tribuna rossa un coro di fischi e insulti rivolti costantemente al dirigente rossonero lo hanno indotto a lasciare lo stadio anzitempo. Un atteggiamento molto sportivo che, con o senza illuminazione, ha reso celebre il dirigente rossonero in Europa. Non si prevede una puntata speciale di "Controcampo" nel corso della quale i giornalisti Mediaset proveranno a interpretare, in un'ora e mezza, il labiale dei tifosi milanisti appostati in Tribuna (e altrove). E, nonostante si siano visti Gattuso terzino (avrà commesso 5 falli prima di essere ammonito) e Ambrosini centroavanti (idem), a Milano non è stato avvistato Mourinho. La panchina di Ancelotti non traballa. La Gazzetta non farà un titolo sul Milan scivolato al 6° posto dietro l'Udinese e assieme alla Samp. La notizia del giorno sarà un'altra.
Juventus. Dodicesima d'andata: si giocavano Inter-Lazio, Atalanta-Milan e Parma-Juve. In una stazione di servizio tifosi laziali incrociano tifosi juventini: un giovane supporter biancoceleste muore in circostanze ancora poco chiare. Dodicesima di ritorno: si è giocata Lazio-Inter e si giocano Milan-Atalanta e Juve-Parma. In una stazione di servizio tifosi ducali incrociano tifosi juventini: un giovane supporter emiliano muore in circostanze poco chiare [ leggi - leggi - leggi]. Comune denominatore: tifosi juventini. Premessa: fatta salva la natura ancora incerta degli incidenti e delle responsabilità, avanziamo una proposta. Proposta: i tifosi juventini, che per anni hanno festeggiato gli scudetti farlocchi portati in dote da quella che i magistrati hanno definito «un’organizzazione simile più alla loggia massonica P2 e alla mafia che a una comune associazione a delinquere» [ leggi], e hanno pertanto alimentato e attirato la "simpatia" di milioni di tifosi in tutta italia, teneteli chiusi in casa. O, in alternativa, allo zoo. P.S. Questo sito si unisce al cordoglio della Famiglia Bagnaresi per la scomparsa del giovane Matteo, investito da un pulmino di bari in fuga.
Inter. Torniamo al calcio giocato. L'Inter vista ieri a Roma non ha entusiasmato e, a parte la rete in presunto off-side di Rocchi, avrebbe potuto ampiamente perdere (due legni laziali). La condizione atletica della squadra è pessima. Mancano 7 giornate al termine del torneo. 21 punti a disposizione: sono 4 (5) quelli di vantaggio sulla Roma inseguitrice (che però giocherà due partite in più, quelle col Manchester). Le sfide casalinghe saranno con Fiorentina, Cagliari e Siena; le trasferte con Atalanta, Torino e Parma; in mezzo c'è anche il derby. Servono 17 punti per la matematica certezza del titolo, ammesso che la Roma non ne lasci nessuno per strada.
Mancini bomba ad orologeria, almeno secondo Laura Alari. Solo un'intervista (fiume) postuma potrebbe svelarci come (non?) funzioni la società Inter.
E se Drogba vuole l'Inter. Come voleva il Milan, il Barça ed il Real Madrid. E' probabile che il suo futuro sia legato a doppio filo con quello del suo mentore: the special one Mourinho. Difficile perciò che arrivi all'Inter. Massimo Moratti ha ribadito che non ha voglia di fare rivoluzioni.
Primo acquisto. Alcune fonti lo danno per certo. Diego Capel, 20enne esterno sinistro del Sevilla sarebbe il primo acquisto nerazzurro per la prossima stagione.
La ricetta per tenere vivo il campionato. Non si può giocare sempre in inferiorità numerica, considerando anche le numerose assenze che affliggono la squadra nerazzurra. L'Inter vista a Marassi non ha sofferto niente nel primo tempo. Espulso Pelé (un'altra espulsione discutibile; a proposito, quante volte la Juve di Moggi restava in 10?) al 40' la partita è cambiata. Stravolta la logica delle sostituzioni. E nel secondo tempo il Genoa, sostenuto dal pubblico di casa, ha attaccato a lungo trovando nei minuti finali la rete del pareggio. La ricetta per tenere aperto il campionato sembra funzionare: l'Inter sempre in 10 contro 11, la Roma sempre in 11 contro 10. Dopo Rosetti in Udinese-Inter (espulso Cesar dopo 20 minuti; rete regolare annullata a Ibrahimovic) e Rizzoli in Napoli-Inter (a Contini è permesso di tutto, comprese tre gomitate sul volto di altrettanti attaccanti nerazzurri; un rigore regalato a Zalayeta), arriva Rocchi. E il campionato respira.
Anvedi come balla Valon. Prendiamo a prestito un titolo de Il Romanista. Si sa, la squadra giallorossa attraversa un periodo straordinario sotto vari profili: atletico (stanno tutti bene e corrono a mille), psicologico (sono tutti convinti di poter vincere indiscriminatamente in Italia e in Europa), ambientale (tutta Italia - le vedove biancorossonere in testa - tifa per loro, affinché soffino il tricolore all'Inter in volata). Metteteci anche un enorme CULO, quello che permette di giustificare una rete come quella di Taddei o i due legni della Lazio. Tutte queste variabili valgono un secondo posto a ridosso dell'Inter. Eppure... stasera qualcosa non è andato per il verso giusto. Una Lazio orgogliosa e mai doma ha sconfitto con merito la banda Spalletti consegnando alla capolista un vantaggio di 8 punti che si tratterà di amministrare da qui alla fine del torneo. Espulsioni e sceriffate arbitrali permettendo.
Hanno trasformato "San Siro" in un troiaio. Dove chiunque può venire a vincere. Anche una comitiva di ciclisti genovesi. Robe da Milan: togligli i Pòkemon e gli Urawa Red Pampers e tornano l'allega armata brancaleone che abbiamo potuto apprezzare in Italia da un paio di anni. Ma tranquilli, ora riparte la fanfara mediatica: "Arriva Ronaldinho", "Arriva Drogba", "Torna Shevchenko", "Il Dalai Lama è rossonero"; costruiranno un paio di trasmissioni sullo starnuto di Salsano nella panchina dell'Inter; e la questione Milan svanirà nel nulla. E il tifoso rossonero medio spegnerà la luce come sempre. Addormentandosi felice. Retrocessi dentro.
I falsi miti. Oggi è il giorno della consacrazione mediatica degli "eroici", di coloro che sono "entrati nel mito", di Spalletti e del suo calcio a una dimensione: della Rometta insomma. Hanno eliminato il Real Madrid, d'accordo, un Real che a detta di Casillas avrebbe dovuto "battere la Roma per riconquistare un po' di rispetto in Europa". Non sarebbe stato il massimo infatti per il club più titolato al mondo uscire agli ottavi per la quarta volta consecutiva. Ma la Champions ha più volte dimostrato di essere legata a variabili difficilmente controllabili. Come i tifosi romanisti che si sono recati a Fiumicino per accogliere i "toreri" al rientro. Erano appena 300. Per lo sbarco di Cicinho furono quasi il doppio. Deliranti.
Il mite. Questa settimana per Massimo Moratti sarà inevitabilmente ricca di interviste. Ne riportiamo due rilasciate "fuori casa". Su La Stampa e su Il Giornale.
Il falso. Da qualche tempo abbiamo un tifoso in più (o forse lo è sempre stato...). La strategia elettorale del "ma anche". E(si)mulatore.
|
|